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I MODI DI DIRE, PUBBLICATI IN CALCE AI POST RIGUARDANTI VENEZIA, SONO TRATTI DAL LIBRO "SENSA PELI SU LA LENGUA" DI GIANFRANCO SIEGA - ED. FILIPPI EDITORE VENEZIA O DA "CIO' ZIBALDONE VENEZIANO" DI GIUSEPPE CALO' - CORBO E FIORE EDITORI.
SPERO CHE GLI AUTORI APPREZZINO LA PUBBLICITA' GRATUITA E CHE IO NON SIA OBBLIGATO A SOSPENDERNE LA PUBLICAZIONE.
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Visualizzazione post con etichetta Montpellier. Mostra tutti i post
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lunedì 27 aprile 2020

GUIDA SEGRETA DI MONTPELLIER E DINTORNI - 5

IL DESTINO TUMULTUOSO DI NOTRE-DAME-DES-TABLES

Torno a parlarvi (per l'ultima volta) di questa chiesa che, del resto, conta molto per gli abitanti di Montpellier. Ci si chiede sempre quale maledizione abbia pesato su di essa che fu distrutta cinque volte.
La chiesa fu un punto centrale nella vita della città. Ingrandita col passare del tempo e luogo di tutti i grandi avvenimenti, ha accumulato lungo i secoli un vero tesoro, reliquari d'argento contenenti delle reliquie importanti, statue ornate di gioielli, angeli in argento dorato, calici, frammenti delle vera Croce portati da Guilhem VI ecc.
Nel corso delle guerre di Religione, nel 1560 i protestanti vi si installarono ribatezzandola "Tempio delle Logge" e la distruggono nel 1562, lasciando solo la torre dell'orologio per il suo valore comunale. I cattolici la ricostruiscono nel 1581 e poi nel 1601, ma viene demolita in parte, ancora una volta, venti anni dopo durante l'assedio della città da parte di Luigi XIII. Riparata nel 1625, viene conservata sino alla Rivoluzione quando rasata completamente doveva essere rimpiazzata da un tempio della Ragione. Viene trasformata in immobile coperto a 38 colonne dove si teneva il mercato. Notre-Dame-des-Tables, trasferita nella cappella dei Gesuiti, diviene nel XVIII secolo la chiesa parrocchiale.

Il blasone di Montpellier rappresenta quella che è il patrono della città : Notre-Dame-des-Tables seduta su un trono antico d'oro con sulle ginocchia il Bambino Gesù, tutti due vestiti di azzurro ( anche del rosso per la Madonna). Surmontati da due onciali (iniziali miniate) d'argento, A ed M per Ave Maria. La Madre ed il Bambino sono sottolineati nella punta inferiore dallo stemma in argento dela dinastia Guilhem. Vedere su internet : blasone di Montpellier.
Dal 1218, il timbro del consolato riporta anch'esso la Vergine in maestà, seduta e presentando Suo figlio tra l'alfa e l'omega.
E' da sapere anche che il nome della chiesa deriva dal fatto che per un certo periodo Montpellier attirava mercanti da ogni luogo e la chiesa venne circondata di scaffali e tavole dei cambiavalute che si appoggiano alle sua mura.

Ed ora, alcune foto non mie



 

 Nell'ultima foto stanno suonando "Le quattro stagioni" di Vivaldi

domenica 23 febbraio 2020

GUIDA SEGRETA DI MONTPELLIER E DINTORNI - 3

MONTPELLIER, CITTA' DELLE PULZELLE

Delle vestali intrattenevano il fuoco sacro
sul monte delle pulzelle


Montpellier nel Medio Evo


L'oratorio mariale all'origine della città sarebbe stato, si dice, costruito su un tempio dedicato alla dea Vesta, divinità romana della casa. Queste vestali, incaricate di intrattenere il fuoco sacro, simbolizzante l'anima degli antenati, erano votate, durante i 30 anni del loro sacerdozio, alla castità, simbolo della purezza del fuoco. Forse si trova qui l'etimologia di Montpellier, il "mons puellarum" (puella significa in latino una giovane fanciulla) ? In ogni caso, sin dall' XI secolo, una piccola chiesa dedicata alla Vergine è già presente sulla piccola collina (oggi piazza Jean-Jaurès) dove cominciò a sorgere il borgo di Montpellier. Il nome di Santa Maria, appare per la prima volta in un trattato di restituzione delle terre che Guglielmo V, conte di Melgueil, futuro signore di Montpellier, segnò nel 1090 con il vescovo di Maguelone, città episcopale vicina. Si evoca anche un santuario risalente alla fine del IV secolo. Quello che è sicuro è che, nel X secolo, il culto dei santi si estende, i pellegrinaggi sono in voga e monte pessulano (monte del catenaccio, altra etimologia possibile per Montpellier) si trova sul Cami Roumieu. Questa strada è quella che in un senso porta a Roma e dall'altro, sin dal IX secolo, a Saint-Jacques-de-Compostelle.
Santa Maria diventa una tappa dove il flusso sempre più importante dei pellegrini entra nella città attraverso l'antica porta di Pila-Saint-Gély (ancora esistente).
La Vergine Maria prende un posto centrale  nelle vie della città ma, malauguratamente, della chiesa iniziale, diventata Notre-Dame-de-Tables nel 1204, restano solo delle vestigia della cripta e delle tombe.
                                              
Stemma indicante il Cammino di Compostella. Ce ne sono ancora oggi di incastrate nella Rue de la Loge.
Tornerò su Notre-Dame-de-Tables nel prossimo post.

Scusate l'assenza, ma il PC si era bloccato a causa della scadenza dell'antivirus. Ora, tutto va bene e riprendo. Nei prossimi giorni verrò a trovarvi. Buona settimana.

domenica 12 gennaio 2020

LA RUE FOCH - 2

Facendo seguito al post precedente, vorrei intrattenervi un po' di più sulla Rue Foch, detta anche " La voie royale de Montpellier".
Sarebbe stato troppo lungo unire questo testo alle foto e quindi ho preferito scegliere questa soluzione. Buona lettura.

Facendo unione tra la Prefettura e l'Arco di Trionfo, questa via possiede una prestanza incontestabile per i suoi numerosi negozi chic, i suoi palazzi con il tetto in ardesia, le facciate coperte di sculture che richiamano lo stile parigino. Lunga e diritta è uno degli assi più frequentati, caratterizzata dallo stile Haussmaniano della fine del XIX secolo. E' larga 14 metri e va dal centro della città sino al punto più culminante di Montpellier che è l'esplanade du Peyrou (vedi spiegazione nel post precedente) da dove si ha una bella vista circolare su Montpellier.
Questa strada ha comunque tutta una storia. A partire dal 1854, Montpellier comincia delle grandi realizzazioni urbanistiche. Durante 40 anni, il centro della città si trasforma in un enorme cantiere. Sorgono delle costruzioni una dopo l'altra : Il mercato coperto (Les Halles) nel 1859, la Prefettura nel 1870, la Posta nel 1885 ed infine il Tribunale (Palais de Justice) dal 1846 al 1855. Quest'ultimo, costruito in uno stile antico, comporta delle colonne tipo Corinto, un fronte triangolare con all'interno un viso femminile, simbolo della Giustizia, che protegge l'innocenza e svela il crimine. Altre statue di personaggi famosi come il Cardinale de Fleury (ministro sotto Luigi XV) e Cambaceres (deputato alla convenzione che votò la morte di Luigi XVI).
Promotore della costruzione di questa via, fu il sindaco Jules Pagezy all'epoca dove Montpellier contava solo 51.000 abitanti che non erano tutti d'accordo sul progetto, in modo particolare non voluto da quelli della vecchia via che dovevano sloggiare. L'idea fu quindi abbandonata ma venne ripresa nel marzo del 1878.
La costruzione di questa arteria necessitò di spese importanti perché bisognava distruggere molte case ed alloggiare le persone in altri luoghi e contribuì a modificare Montpellier secondo lo stile instaurato a Parigi dal Barone Haussmann. Del resto, visto le enormi modifiche, alle volte si compara (tutte proporzioni dovute), la Rue Foch ai Campi Elisi.
Da anni rimane in piedi la proposta di renderla accessibile solo ai pedoni.

Spero che questa lunga chiacchierata possa essere stata di vostro gradimento e vi saluto con un sorriso. 😊

Selma, invece, era rimasta a casa e mi ha atteso sulla porta della cucina perché sa che, al di là, ci sono le scatolette di tonno.


domenica 5 gennaio 2020

RUE FOCH A MONTPELLIER



L'ultima strada che vi ho presentato era la Rue de La Loge. Ora questa arriva alla Piazza dei Martiri della Resistenza.


In questa piazza so trova una delle più fornite librerie della città, la Libreria Gibert dove si trovano tutti i tipi di libri e di dischi, compreso i 33 giri. Inoltre sono disposti a riacquistare i libri già letti, purché in buono stato.



Sulla sinistra, rispetto alla libreria c'è il palazzo della Prefettura.


Attraversata la piazza si entra nelle Rue Foch, tutta una serie di palazzi e di negozi.





Qui sotto una parure per il Capodanno


Passati i vari negozi ci si dirige verso l'Arco di Trionfo ma, prima, sulla destra si vede il Tribunale





Superato l'Arco di Trionfo, sullo sfondo si vede la promenade du Peyrou. Attenzione ! Non confondete il nome con quello della nazione dell'America del Sud. Il nome infatti deriva dall'Occitano e significa "suolo formato da sassi e pietre" (ormai è ben tenuto). Al centro la statua equestre del re Luigi XIV e più in là il capolinea dell'acquedotto che, a suo tempo, portava l'acqua a Montpellier.



Torniamo indietro verso la Piazza principale e passiamo poi davanti le halles (mercato coperto) del centro città.





Fatte le spese sono ritornato a casa.
Buona visione ed, ancora una volta, buon anno a tutti quanti.

PS - Purtroppo non era una bella giornata per fare delle foto. Pazienza.




domenica 15 dicembre 2019

MONTPELLIER - RUE DE LA LOGE

Grazie a TripAdvisor ho potuto recuperare queste foto e quindi sotto ogni foto è precisata la provenienza.
La strada di cui vi parlerò in questo post conduce mediante il suo prolungamento, la rue Foch (di cui vi parlerò in un successivo post), verso l'Arco di trionfo. Armatevi di pazienza e seguitemi lungo la rue de la Loge .

E' una delle assi pedonali più frequentata dagli abitanti e dai turisti nel centro storico. Collega la Piazza della Comedie al mercato "Halles Castellanes" passando per la Piazza Jean Jaurès. Ci si trova di tutto, negozi di moda (abiti, scarpe, biancheria intima) , orefici (ecc.), luoghi dove mangiare e librerie dove scegliere dei buoni libri. Le Grande Loge e la Petite Loge, che vi si trovavano, furono distrutte durante le guerre di religione. Attenzione che le Loges, in questo caso, non hanno niente a che vedere con i massoni ma si trattava di borse mercantili.
Sull'angolo con la rue de Trésoriers de France, si trova la casa di San Rocco, molto venerato a Montpellier e la cui festa si celebra il 16 agosto. Vi partecipa anche la Scuola Grande di San Rocco di Venezia. All'interno della casa si trova un pozzo la cui acqua, si dice faccia guarire, ma non venite di corsa, a causa di infiltrazioni si può solo visitare. Del resto oggi è all'interno di un negozio.

L'attacco della strada partendo dalla Place de la Comedie

Photo de Montpellier fournie gracieusement par TripAdvisor

Uno dei tanti negozi di moda. Vi garantisco che Boss non mi ha sovvenzionato (lol)


Photo de Montpellier fournie gracieusement par TripAdvisor

Il collegamento verso la Piazza Jean Jaurès e la piazza stessa nella foto successiva







Photo de Montpellier fournie gracieusement par TripAdvisor


A livello della prefettura la rue de la Loge raggiunge la rue Foch che si spinge fino all'arco di trionfo la quale sarà oggetto del prossimo post sulle strade di Montpellier.



lunedì 12 febbraio 2018

VILLE EN LUMIERE 5 MUSEE FABRE



Il museo Fabre è il più importante di Montpellier. C'è una notevole esposizione stabile di quadri d'autore ed inoltre ogni anno si organizzano delle esposizioni a tema. In questo momento si ha "Il museo prima del museo". Non so cosa dirvene perché non ci sono ancora andato ma presumo siano tutti quadri precedenti alla creazione del museo. A metà giugno l'esposizione riguarderà Picasso.
Per quanto riguarda questa illuminazione del 2017, si riferisce alle differenti forme dell'espressione pittorica: Land'Art, Street'Art, surrealismo, Pop'art e arte della numerizzazione.
Buona visione.

lunedì 29 gennaio 2018

RUE DE VERDUN A MONTPELLIER


Come avevo promesso tempo fa, poco a poco, vi faccio conoscere le vie di Montpellier.
Per definire questa via si potrebbe riassumere la sua storia citando due film : "In nome della rosa" e "La febbre del sabato sera" e vi chiederete il perché.
Prima di diventare una sala di coscerti (rock per la maggioranza) ed una discoteca, l'immobile dove è situato il "Rockstore" (al n° civico 20) fu in precedenza una chiesa e dopo un tempio protestante.
Nel 1870, il luogo di culto venne rimpiazzato da una tipografia e poi da un'autofficina. Nel 1928 diventa un cinema dove una sala era riservata ai film pornografici. Nel 1979, orna ad essere una discoteca e, finalmente, nel 1986 diventa il Rockstore che esiste tuttora.

La via all'inizio dalla parte del centro


L'entrata del Rochstore con il retro di una Cadillac incastrato sopra la porta


Il pannello pubblicitario del Rockstore


e la fine della via verso la stazione ferroviaria


Alla prossima

giovedì 2 febbraio 2017

UN'ALTRA CAMMINATA : DA JUVIGNAC A LAVERUNE (prima parte)

Questa camminata non presenta difficoltà, il dislivello è insignificante, ma è sempre meglio farla piuttosto che restare davanti la televisione.
Si trova a solo qualche chilometro da Montpellier.

Juvignac si trova al di là del ponte sullo sfondo


Un antico ponticello oggi in rovina





Una capanna tra gli alberi (un po' malandata)



Questo tunnel passa sotto la strada nazionale ma serve solo per lo scorrimento dell'acqua e quindi da non usare in caso di forti temporali





Ancora un vigneto che dà del buon vino


Il seguito alla prossima puntata.

giovedì 26 gennaio 2017

LA TOUR DE LA BABOTE A MONTPELLIER


Questa torre faceva parte delle 25 che si elevavano, di tanto in tanto, nella cinta fortificata che proteggeva la città di Montpellier alla fine del XII ed inizio del XIII secolo. E' alta 26 metri e resta una delle ultime vestigia assieme alla Porte de la Blanquerie, la Porte du Pila Saint Gély e la Tour des Pins.
Nel 1739 l'Accademia reale delle scienze ottenne l'autorizzazione dal direttore generale delle fortificazioni (Maréchal d'Asfeld) di installare un osservatorio d'astronomia e per questo la torre venne sopraelevata partendo dalla balaustrata ed i lavori finirono nel 1745. L'osservatorio funzionerà sino al 1793. Oggi ne è installato uno moderno con un telescopio elettronico collegato ad apparecchi vari che permettono l'osservazione su un grande schermo TV e di scattare delle foto. E' dal 1981 che La Fédération d'astronomie populaire si è installata all'ultimo piano della torre.



Si racconta che nel 1783 il fisico Louis-Sébastien Lenormand utilizzasse la torre per sperimentare il suo paracadute

Stampa dell'epoca

In realtà lanciò solo degli animali e la cosa non funzionò molto bene.
Nel 1832 fu installato sulla sommità il telegrafo Chappe (dal nome del suo inventore)


Le braccia snodabili che si vedono nella stampa assumevano posizioni diverse che corrispondevano a delle lettere od anche ad una intera parola. Naturalmente il tutto era a visto con l'uso di un potente cannocchiale tipo quello della marina di una volta. La rete delle installazioni permetteva di mandare messaggi urgenti sino a Parigi attraverso due linee differenti. La prima passava per Nîmes, Avignone, Lione e Digione. La seconda per Narbonne, Tolosa, Bordeaux e Tours. Era inoltre in comunicazione con Marsiglia, Toulon e Bayonne. Indubbiamente più veloce che dei messaggeri a cavallo. Anzi penso che questi movimenti siano stati gli antisignani delle segnalazioni fatte in marina con delle bandierine. Naturalmente questo telegrafo fu soppiantato dal telegrafo a filo nel 1855.
Per un periodo la torre è stata utilizzata anche come sede della Société colombophile de l'Hérault ed oggi ospita anche il Club degli scacchi di Montpellier.

Fino all'anno scorso la piazza sottostante alla torre era occupata da un parcheggio un po' vecchiotto, dove al pianoterra c'era un mercato coperto (Les Halles - come si dice in francese). La municipalità ha deciso di rasarlo per costruire delle nuove halles e, forse, un parcheggio interrato. Vi presento la piazza, prima e dopo l'intervento.


La foto qui sopra l'ho scattata inquadrandone una appesa al muro della sala per l'astronomia


La giostra che si nota nella seconda foto è provvisoria.

Allora abbandono il lato storico per pubblicare il resto delle foto che ho fatto durante una visita guidata al modico prezzo di 7 euro.







E si continua a salire. Si può confrontare la foto della piazza con la precedente 



All'interno  per montare in cima si passa attraverso questa sala la cui volta misura 6,90 metri di altezza. Durante l'installazione del telegrafo era l'alloggio del direttore.



Ciao a tutti

PS - Dimenticavo. All'interno delle mura vi erano delle case che, a suo tempo, furono rasate per ragioni di sicurezza militare. Oggi ci sono tre ristoranti.