AVVISO AI MIEI VISITATORI


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QUESTO BLOG NON E' CREATO A SCOPO DI LUCRO
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I MODI DI DIRE, PUBBLICATI IN CALCE AI POST RIGUARDANTI VENEZIA, SONO TRATTI DAL LIBRO "SENSA PELI SU LA LENGUA" DI GIANFRANCO SIEGA - ED. FILIPPI EDITORE VENEZIA O DA "CIO' ZIBALDONE VENEZIANO" DI GIUSEPPE CALO' - CORBO E FIORE EDITORI.
SPERO CHE GLI AUTORI APPREZZINO LA PUBBLICITA' GRATUITA E CHE IO NON SIA OBBLIGATO A SOSPENDERNE LA PUBLICAZIONE.
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I MIEI AMICI LETTORI

venerdì 16 luglio 2021

ADDIO

Sono spiecente di infomarvi che abbandono il blog. L'attuale situazione non mi permette di seguirlo come si deve e quindi preferisco questa soluzione. Buon proseguimento a tutti voi.

Elio Naldori.

domenica 18 aprile 2021

ARTE MODERNA A MONTPELLIER

 Apro una parentesi nel mio blog per non farmi dimenticare da voi. Prima di tutto grazie a tutti quelli che mi hanno sostenuto nel post precedente e poi, vorrei farvi vedere delle opere d'Arte Moderna che, a Montpellier, non si trovano nei musei ma in più luoghi della città.

Personalmente non è un'arte che mi piaccia molto, ma, forse, tra voi potrebbe esserci un conoscitore.

Attenzione ! Le foto non sono mie; le ho scannerizzate da una rivista.

1 - "Omaggio a Lorenzo il Magnifico" dell'artista italo-argentino Marino di Teana - Da restaurare.



2 - "La donna con il telefonino" di Lily Reynaud Dewar di Grenoble. Qualche anno fa, visto che è in alluminio, qualcuno le ha tagliato la testa ed un braccio solo per vendere a quattro soldi il metallo. E' stata restaurata l'anno scorso. 



3 - Opera senza titolo dell'artista Alain Clément di Nîmes


"Allegorie" di Allan Mc Collum. Statue in fibre di vetro, marmo, poliestere, resina e silicone. Nel 2006, uno studente in arte dei graffiti ridipinse le statue con pittura di colore argento. Furono restaurate e nel 2010 ritrovarono i loro colori d'origine.


"Point of view" di Tony Cragg. Tre totem in bronzo alti 10 metri che evocano parzialmente dei visi.


"Costellazione umana di Chen Zen. Due piatti giganti sui bordi dei quali sono state saldate delle sedie offerte dagli abitanti dei dintorni.


"Omaggio a Confucio" di Alain Jacquet. Gli abitanti di Montpellier l'hanno ribatezzata "la salsiccia".


"Ombra e luce" di Robert Rocca. Metallo e vetro per rappresentare un'allegoria delle varie arti.


"Colonne" di Pol Bury. Un esempio di arte cinetica (cioé "in movimento"). Quaranta colonne in acciao corten, in parte fisse ed in parte mobili.


"Il carnevale" degli animali" di Betka Siruckowa. Sei sculture metalliche rappresentanti degli animali che sono poi riprodotti, come se fossero delle ombre, in un disegno nella facciata dell'immobile sullo sfondo.


Opera senza titolo di Ludger Gerdes. Pannelli in lamiera laccata blu e rossi sui quali sono stampati dei simboli che evocano il Mediterraneo con l'installazione anche di faretti. Ci passo spesso malgrado i molti semafori ed il tram che lo divide in due.


"La Portée" di Daniel Buren. E' la corsia che porta all'entrata del museo Fabre. Opera in marmo, granito e pittura.


"Arco familiare" di Yasuo Mizui. Scultura in pietra.


Qui sotto due opere di Pierre Josepf e di Carmelo Zagari. "La rosa di maggio" e "Il giardino metafisico".




"Il grande M" di François Morellet. Arrivando dalla strada principale la sovrapposizione dei due elementi forma una "M" (simbolo di Montpellier). All'inizio era anche illuminata nei contorni tramite dei neon che oggi sono spenti (risparmio energetico od incuria ?). Si trova a un chilometro da casa mia. 


"Operetta per bronzo ed acqua" di Erik Dietman" Una scultura fontana (oggi l'acqua non arriva più). Un pianoforte con sopra un piragna ed una tartaruga. Di fronte al pianoforte un elefante con sul dorso un inaffiatoio e sul cranio uno stivale in gomma (paura dell'acqua alta?). Se qualcuno di voi lo sa mi piacerebbe proprio scoprire cosa ci fanno queste piccole opere aggiunte perché non sono riuscito a trovare la soluzione in Internet. In ogni caso è da restaurare.


E per finire una fontana funzionante. Tre efebi troneggiano nell'acqua.



Spero vi sia piaciuto e ritorno ad assentarmi per un po'. Tanti cari saluti a tutti e proteggetevi, mi raccomando.

martedì 16 febbraio 2021

LEGGENDA DI UNA NASCITA O NASCITA DI UNA LEGGENDA ?

COME MARIE DE MONTPELLIER UTILIZZO UN TRUCCO PER RESTARE IN CINTA DI SUO MARITO INCOSTANTE

Marie de Montpellier, la figlia non amata di Guilhem VIII che era sposato alla nipote dell'imperatore di Bisanzio, si unisce in terzo matrimonio a Pierre II d'Aragon il 15 giugno 1204. Più interessato alla corona  di questa signoria prospera e cosmopolita di Montpellier che alla moglie. Dopo che Pierre ha ricevuto tutti i beni della sposa, la coppia fa vita separata molto presto.

I consoli di Montpellier cercano di assicurare una discendenza alla loro amata regina e decidono di imbrogliare Pierre che non amano assolutamente. Sapendo che lui è attirato da un'amica di sua moglie, gli fanno credere che quest'ultima sarebbe pronta a cedere alle sue richieste se l'incontro si facesse nella più completa oscurità. Non sapremo mai se è vero o falso.

La sera, in incognito, Marie entra nel letto del marito e resta in cinta di Jacques I d'Aragon, il futuro Jacques il Conquistatore.

Alcune cose collegate

1) Per firmare gli atti del suo regno, il sunnominato Jaques I, utilizzava un timbro rotondo in cristallo di roccia circondato di un filo di rame con una croce surmontata da un alfa ed un omega. In questo modo metteva il suo potere sorro la protezione di Dio. Il prezioso oggetto, simbolo di purezza, molto desirato dai potenti, passava per essere dotato di una origine divina ed è ancora esposto al Museo del Languedoc al n° 7 delle rue Jacques -Coeur a Montpellier.

2) Il palazzo di Tournemire - E' in questo palazzo che nacque Jacques I d'Aragon, al n° 10 della rue de l'Argenterie.

3) La danse du chibalet - Il giorno dopo dell'incontro organizzato, Pierre II accetta di ricondurre in città la moglie sul suo cavallo e, in città, si organizzò "la dance du chibalet". Un ballerino su un finto cavallo legato alla cintura, esegue dei passi con un altro ballerino che gira attorno al finto cavallo facendo finta di dargli dell'avena.


Passiamo ora alla parte più dura di questo post che è il mio ultimo pubblicato per il momento. Forse riprenderò il blog, prima o dopo, ma ho deciso di metterlo in sospeso e nulla vieta che io venga a trovarvi sui vostri.

Come dicono i marinai : Buon vento.


sabato 23 gennaio 2021

78° DOGE - PIETRO LANDO (1539 - 1545)

 



Per il conclave tenuto dopo la morte di Andrea Gritti, si cercò, ancora una volta di limitare i brogli adottando delle nuove cautele. Un esempio : si impedì ai candidati di farsi pubblicità in strada o di andare a trovare qualcuno a casa  "per far pratiche, preghiere o brogli". Li si tenevano in pieno isolamento a Palazzo Ducale per evitare che potessero comunicare tra loro e prendere accordi per formare un gruppo (nota personale : a quel tempo non esisteva il Covid e scusate la battuta). Ma si finiva al limite per eleggere un candidato anziano, nella speranza di vederlo  morire al più presto ed avere quindi una nuova possibilità di essere eletti.
Dopo dodici scrutini si finì per eleggere Pietro Lando il 19 gennaio 1539, ed aveva quasi ottant'anni. Era nato verso il 1462 da Giovanni e Stella Foscari ed apparteneva alle "casate nuove" non essendo particolarmente ricco. Aveva fatto studi di filosofia e si diede poi al commercio marittimo in Oriente. Tornato a Venezia, si mise a fare l'avvocato, distinguendosi poi come podestà di diverse province dell'entroterra, in modo particolare a Padova, dove fece fare dei restauri all'università. Più volte ambasciatore di sovrani, si mise in evidenza specialmente come soldato al comando della flotta e delle truppe in Puglia; combattendo contro l'esercito pontificio a Faenza, fu fatto prigioniero nel 1509 e tornò libero solo dopo tre anni.
Diventò procuratore molto tardi e dopo cinque anni divenne doge.
Il giorno dell'elezione nevicava su Venezia e le cerimonie dell'incoronazione furono rinviate al giorno dopo, festa di San Sebastiano, al quale il doge era molto devoto tanto che, ogni 20 gennaio, interveniva con la Signoria alle funzioni celebrate nella chiesa a lui dedicata. Un po' bigotto e vedovo aveva due figli, vecchio e malato tirò avanti più del previsto restando doge per più di sei anni, senza grande personalità.
Non essendo bellicoso si dette da fare per mettere fine alla guerra contro i Turchi e, con precise disposizioni, fu incaricato delle trattative il bailo Alvise Badoer. Pur di concludere, si rinunciò a Nauplia e Malvasia nel Peloponneso e per avere la pace si arrivò a tradire le aspettative dell'Alleanza con infamia per Venezia che si attirò le ingiurie da mezza Europa. Venezia venne definita dagli Spagnoli l'amancebada (concubina) del Turco.
Fin dall'inizio, però, qualcosa non funzionò perché sembrava che i Turchi fossero a conoscenza delle disposizioni date al bailo e voleva quindi dire che in Senato c'era stata "qualche talpa". Furono quindi nominati degli inquisitori sulla "Propagation dei Segreti". Una sorta di controspioni che furono soprannominati i "babai" (plurale di babau - diavolo). Ancora oggi, a Venezia, per calmare i bambini gli si dice "Stai buono o chiamo il babau". Diciamo che costituirono la C.I.A. veneziana, indagando e scrutando attraverso una fitta rete di spie. Prenderanno poi il nome di "Inquisitori di  Stato".
Nel frattempo la carestia aveva fatto nuovamente la sua comparsa sulla laguna e nel dicembre del 1539 ci furono dei tumulti al Fonteghetto della Farina. Molti abitanti delle isole confluirono sulla città come mendicanti e bisognava sbloccare la situazione commerciale. Quindi Venezia respinse le sollecitazioni per continuare la guerra e si dichiarò neutrale.
Lo spirito bigotto del doge divenne influete e Venezia si orientò verso un periodo di moralità. Le cortigiane entrarono in crisi visto che, prese di mira dalle leggi suntuarie, vennero costrette a non poter portare addosso oro, argento, perle, orecchini e vesti di seta, il tutto per non essere confuse con le autentiche nobildonne.
Il doge fu certamente influenzato anche da Monsignor della Casa (nunzio pontificio) inviato a Venezia sin dal 1544 per combattere l'eresia. Venne bloccato subito dal Senato che proclamò non esistere alcuna eresia.
In compenso si continuò l'abbellimento della città con il Sansovino creatore della "Loggetta" di fronte al Palazzo Ducale (i nobili vi si davano appuntamento e sostavano prima di recarsi in Consiglio) la "Libreria", raffinata opera più di scultore che di architetto e la costruzione della Zecca.
Pietro Lando, negli ultimi tempi fu più o meno cosciente di intendere e di volere, diremmo quasi rimbambito, e non si presentava neanche ai vari Consigli. Si avanzò l'idea di deporlo, ma poi non se ne fece nulla.
Proprio per rendere più attiva la partecipazione del doge agli avvenimenti impellenti della città, dopo la sua morte, i Correttori della Promissione ducale introdussero l'obbligo del doge di conferire almeno due volte al mese con i Savi delle Acque sulle condizioni e sui problemi della laguna, visto che la situazione in questo campo si era fatta preoccupante;
Morì il 9 novembre 1545 e fu sepolto nella chiesa di S. Antonio di Castello. Le sue spoglie andarono disperse dopo la demolizione della chiesa;

Se avete ancora voglia di leggere eccovi i :

MODI DI DIRE

Chi vol va, chi no vol manda
(Chi vuole va, chi non vuole manda)

Oggi, in italiano, si dice " Chi vuole va, chi non vuole telefona o scrive" o, ancora più moderno, "... invia un SMS o una mail" (lol).

lunedì 18 gennaio 2021

LA LEGGENDA DI MAGUELONE

 AGGIUNTA AL POST PRECEDENTE

Nel medioevo, Pierre, figlio di un conte della "Provence" avrebbe inteso parlare della bellezza di una principessa napoletana che si chiamava Maguelone . Decise quindi di partire per la nostra città italiana al fine di incontrarla. Giunto sul luogo partecipò ad un torneo che vinse. Questa vittoria gli permise di essere invitato dal re e di incontrare alfine la principessa. Al primo sguardo i due caddero immediatamente innamorati e, per provare il suo amore, Pierre offrì tre anelli d'oro alla sua promessa. Una vita di ricchezza non li interessava entrambi e così, una sera, decisero di fuggire a cavallo galoppando tutta la notte. All'alba si fermarono sul bordo del mare e fu allora che un uccello rubò i tre anelli d'oro della principessa fuggendo verso il largo. Pierre decise di inseguire l'uccello con una barca, ma, improvvisamente, si levò una tempesta che fece rovesciare la barca. Poteva essere la fine per Pierre che era destinato a morire in mare. Per sua fortuna, una nave araba, che arrivava dall'Africa, passò da quelle parti e salvò Pierre da una morte certa.

Durante questo tempo, Maguelone attese disperatamente ed inquieta, triste, continuava a camminare sulla spiaggia aspettando il ritorno del suo amato. Arrivò su una piccola isola che si chiamava, a quel tempo, "Port Sarrazin". In tutta la sua disperazione, comprese che poteva contare solo in Dio e decise di fondare un ospedale ed una chiesa su questo luogo. Quando volle donare un nome alla chiesa , non esitò e la chiamò, in omaggio al suo amore scomparso : Saint-Pierre. Nel frattempo, Pierre era riuscito a compiere dei grandi fatti con l'armata del sultano e, per ricompensarlo, questi gli diede la sua libertà.

Prese subito la decisione di partire per ritrovare la sua principessa ma fu abbandonato dal suo equipaggio su un'isola deserta. Fu ancora una volta fortunato perché dei pescatori lo trovarono e lo portarono all'ospedale di "Port Sarrazin" dove ritrovò la bella Maguelone.

Così, secondo la leggenda, nacque la Cattedrale di Maguelone a qualche chilometro da Montpellier.



Sopra la porta d'entrata, un altorilievo raffigura i quattro evangelisti con il loro animale rappresentativo e quindi San Marco è assieme al leone alato simbolo di Venezia

martedì 12 gennaio 2021

LEGGENDE E SUPERSTIZIONI DI MONPELLIER E DINTORNI

Comincio qui una nuova serie di post su Montpellier, sperando che possano interessare la maggior parte di voi amici.


Dalla fondazione, nel 985, Montpellier diventò una famosa città, governata durante più di due secoli dalla dinastia dei Guilhem. Il matrimonio di Maria, figlia unica dell'ultimo signore di questo lignaggio, molto amata dagli abitanti, con il detestato Pierre II d'Aragon, la città passa, nel 1204, sotto la corona di Spagna e poi di Maiorca per 150 anni. Da questa coppia si ebbe, nel 1208, la nascita di un personaggio di leggenda : Jacques il conquistatore che considerava la sua città natale come "la migliore città dell'universo" e contribuì quindi al suo sviluppo economico e scientifico oltre che riconquistare ai mussulmani le terre fino nel sud della Spagna.

Dopo averlo un po' dimenticato gli abitanti di Montpellier festeggiano una volta all'anno un altro personaggio, anche lui leggendario, che divenne popolare nel mondo per le sue guarigioni miracolose. Partì da Montpellier con il suo bastone di pellegrino per guarire i malati in modo particolare di peste (vedere del resto la chiesa e la Scuola grande di San Rocco a Venezia).

Altro personaggio, forse leggendario : Nostradamus. Venne a studiare la medicina a Montpellier dal 1529 al 1533 e, interessato dalle arti divinatorie, si dice abbia previsto la distruzione della città una volta che i due pini su una della torri di Montpellier fossero morti. Mi dispiace per lui, ma oggi la torre è ancora in piedi anche se i due alberi sono stati cambiati e la città non è distrutta.

130 anni più tardi, la revocazione dell'editto di Nantes, che aveva interdetto il culto protestante, diede luogo all'apparizione di profeti fanatizzanti dai comportamenti strani che si dicevano ispirati dal Santo Spirito ed il tutto provocò la "guerra dei Camisards".

Ancora 35 anni, verso il 1720, una setta vide il giorno a Montpellier dopo un'apparizione di Dio e degli angeli nel cielo della città. Quindi Montpellier, città di sapere , divenne anche una città di scienze occulte e segrete dove alchimia e magia ebbero degli eminenti rappresentanti. Una loggia massonica, creata nel 1754, avrebbe da parte sua dato luogo a delle pratiche magiche censate di permettere l'approccio diretto a Dio. Si vide anche un romantico inglese creare una leggenda attorno ad una tomba, nascosta nel "Jardin de Plantes".

Molte città attorno a Montpellier danno adito a delle leggende tra le quali persistono delle storie d'amore attorno a dei siti come Maguelone  e il Pic Saint-Loup, oppure un sogno al chiarore della luna nella città di Pescalunes ed un favoloso tesoro nascosto all'interno di una enorme roccia a Castelnau-le-Lez.

La prossima volta vi darò in dettaglio la leggenda di Maguelone

mercoledì 6 gennaio 2021

NATURALMENTE VENEZIA

Ho recuperato questo film su Internet ed ho lasciato alla fine gli autori dello stesso. Spero che non me ne vogliano e che apprezzino la pubblicità, ma nel caso, potranno sempre chiedere l'annullamento del mio post.





Spero vi piaccia e riprenderò quanto prima il corso dei miei normali post.

lunedì 4 gennaio 2021

ELIO / IL RITORNO

 

Bene, riprendo a pubblicare, ma, visto che non ho avuto il tempo di preparare i miei abituali post, vi invio i miei auguri di un buon proseguimento d'anno nuovo (malgrado tutto quello che dobbiamo subire) con un filmato che spero vi piacerà. Un collettivo abbraccio senza virus ed un ringraziamento a tutti quelli che sono venuti a trovarmi durante l'assenza. Verrò a trovarvi uno ad uno.




lunedì 21 dicembre 2020

sabato 12 dicembre 2020

TANTI AUGURI


Faccio una deroga al post precedente perché, malgrado tutto, non potevo mancare per fare gli auguri a tutti voi. Nulla vieta qualche altro contatto sui vostri blog.

BUONE FESTE