AVVISO AI MIEI VISITATORI


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QUESTO BLOG NON E' CREATO A SCOPO DI LUCRO
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PRECISO INOLTRE CHE CONTATTERO' SOLO VIA BLOG NON DESIDERANDO UTILIZZARE FACEBOOK O TWITTER
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I MODI DI DIRE, PUBBLICATI IN CALCE AI POST RIGUARDANTI VENEZIA, SONO TRATTI DAL LIBRO "SENSA PELI SU LA LENGUA" DI GIANFRANCO SIEGA - ED. FILIPPI EDITORE VENEZIA O DA "CIO' ZIBALDONE VENEZIANO" DI GIUSEPPE CALO' - CORBO E FIORE EDITORI.
SPERO CHE GLI AUTORI APPREZZINO LA PUBBLICITA' GRATUITA E CHE IO NON SIA OBBLIGATO A SOSPENDERNE LA PUBLICAZIONE.
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I MIEI AMICI LETTORI

martedì 24 novembre 2020

ARRIVEDERCI

Cari amici tutti, ho deciso di fermare per un po' il blog. Preferisco avvertirvi altrimenti tra una ventina di giorni potreste pensare che Elio è sparito dalla blogosfera o altrove (scusate ma mi tocco). Penso che ricomincerò in gennaio ma, per il momento, ho bisogno di riconcentrarmi in me stesso.
Vi lascio una serie di foto scattate durante una delle piccole passeggiate fatte a suo tempo visto che oggi siamo obbligati a restare (per passeggiare o per fare un po' di sport) in un raggio di un chilometro dalla casa, come se il Covid fosse perimetrato. Sempre meglio che un cortile di prigione ma non mi vedo girare in bici attorno a casa mia.
Personalmente penso che vogliano distruggere la volonta delle persone che potrebbero protestare, invece di cercare a grande livello chi è dietro a questa pandemia. Non esprimo interamente la mia idea perché vi lascio alle vostre idee personali.
Vi saluto con un grande abbraccio (esente da Covid).









Ciao a tutti ed arrivederci

giovedì 5 novembre 2020

"O SURDATO INNAMURATO" - CANTA ELIO

Qui ormai siamo in pieno confinamento con qualche restrizione in più e per il momento sino al primo dicembre.
Pazienza e riprendo in mano il blog.

Nel giugno scorso ho interpretato "La felicità" su un testo pubblicato da STEFANO (clic). Non era nella mia tonalità e Stefano mi ha commentato : Aspettiamo "O surdato innamurato". Ho cercato di accontentarlo. Certo che non ho più la voce di 10 anni fa, la pronuncia napoletana non è certo perfetta (chiedo scusa ai napoletani), non c'è un accompagnamento musicale malgrado le mie ricerche su Internet, ma spero che vorrete darmi il vostro sostegno.

Forza e coraggio a tutti noi.



Buon proseguimento a tutti i blogger del mondo

lunedì 26 ottobre 2020

IN PAUSA

SOSPENDO I POST PER UNA O DUE SETTIMANE CAUSA IMPEGNI.

Non preoccupatevi tornerò ancora non essendo una chiusura definitiva. Buona settimana a tutti voi.


giovedì 22 ottobre 2020

GUIDA SEGRETA DI MONTPELLIER E DINTORNI

 

UN DIO PSICOPOMPE

(che conduce le anime dei morti)



Mercurio si incaricava di fermare gli occhi dei morti prima di prendere il volo per accompagnare le loro anime nell'altro mondo alle quali verranno trasmessi gli ordini della corte celeste.

Qualche altare votivo e degli amuleti offerti a questo dio sono stati trovati sul sito di Lattara e sono esposte nel museo Henry-Prade.

Il culto di Mercurio creato a Roma ne 496 a.C. è apparso nella Gallia nel corso dell'Alto Impero ed il piccolo tempio scoperto a Lattes lungo una strada che fiancheggiava una necropoli, data della fine del primo secolo prima della nostra epoca. Una colonna, un capitello e dei frammenti di architrave sono stati identificati in vicinanza de dediche, di statuette e di un altare votivo dedicato a questa divinità da Quintinia nel primo secolo.

Nella Gallia cristiana, il culto di San Michele è poi succeduto a quello di Mercurio.

Il prossimo post su questa serie sarà su un dio creato dagli abitanti di Lattes.






mercoledì 7 ottobre 2020

77° DOGE - ANDREA GRITTI (1523 - 1538) -TERZA ED ULTIMA PARTE

 


Eravamo rimasti al fatto che Pietro l'Aretino aveva affittato una casa che dava sul Canal Grande. In questa casa si ammassavano quotidianamente una folla di artisti, discepoli, patrizi, avventurieri e cortigiane tanto che divenne il centro della cultura e del "vizio" della Venezia di allora. A custodire detto centro c'erano delle belle ragazze soprannominate le "Aretine", cortigiane top di Venezia : Caterina Sandella, Perina Riccia, Marietta, Chiara e Margherita, tutte "massare" del Poeta che divennero automaticamente "honorate".

In questo ambiente fu concepito un opuscolo tale la famosa Tariffa delle puttane di Venegia, che in terza rima fa la rassegna delle principali cortigiane, più o meno nobili, della città, indicando anche le diverse tariffe. La più famosa è senz'altro la Zaffetta, vittima di una singolare avventura preparata per lei il 6 aprile del 1531 da un amico dell'Aretino, il Veniero, che, per vendicarsi di essere stato respinto, l'avrebbe invitata a Chioggia e costretta ad andare a letto con trentuno uomini in una sola notte. Tutto questo scritto nel famigerato libro  Il Trentuno della Zaffetta. Questo episodio riflette la società rinascimentale di Venezia, licenziosa e spensierata, che faceva scrivere al Sanudo con pessimismo sul futuro della città : "Possa provvedere Iddio, che tutto guida, altrimenti prevedo molto male !". Ma dietro questa immoralità ci sono anche uomini capaci di soccorrere il prossimo, di amarlo e soccorerlo e non solo burlarsi di lui. E' quanto Venezia può sperimentare nell'ennesima epidemia di peste che la coglie nel dicembre del 1536, con l'accorrere di Ignazio di Loyola e Francesco Saverio per assistere i malati  nell'ospizio degli Incurabili.

Di questa città dal doppio volto, tutta umanità e raffinatezza, Andrea Gritti fu il doge ideale. Anche lui vestiva di seta bianca, come un paio di suoi predecessori che si erano atteggiati a monarchi. Niente vi era di più appariscente che la sua pubblica comparsa, niente di più lauto che i pubblici conviti, niente  di più splendido che il suo corredo. Con l'assolutismo monarchico in ascesa in tutta Europa, Venezia ebbe probabilmente nel Gritti il doge più portato ad impersonificare la figura del monarca, pur nei limiti della costituzione repubblicana. Il massimo della sovranità che può permettersi il doge è l'organizzazione di spettacoli nella Piazza San Marco con l'aggiunta degli scherzi dei buffoni e della sua vecchia governante Marta, nonché di lauti banchetti, uno dei quali, quello della vigilia di Natale, gli sarebbe stato fatale. Si dice infatti che sia morto per una scorpacciata di anguille allo spiedo o di un minestrone di fagioli. Morì il 28 dicembre 1535 e fu sepolto il 2 gennaio, dopo solenni funerali, nella chiesa dei Ss. Giovanni e Paolo. Solo nel 1580 gli eredi avrebbero potuto erigergli un mausoleo nella chiesa di San Francesco della Vigna.

MODI DI DIRE

Gnanca el can no mena la coa par gnente

(Neanche il cane scuote la coda per niente)

Figurativo  per dire che nesuno fa qualcosa senza interesse.


martedì 22 settembre 2020

77 DOGE - ANDREA GRITTI (1523 - 1538) - SECONDA PARTE

 


Visto che la prima parte non ha avuto grande successo, pubblico anche la seconda per attirare l'attenzione anche sulla precedente, ringraziando chi mi ha lasciato un commento.

Eravamo rimasti al 1519, quando era procuratore e provveditore in campo sino al 1524 quando fu eletto doge. Durante i festeggiamenti fece dei bei discorsi al popolo con promesse concrete per sanare la carestia; nel banchetto del 31 maggio 1523, il buffone Zuan Paolo, con altri due suoi simili, cantò grandi lodi sulla sua persona, esortandolo appunto a risolvere quel problema . Vendette il suo grano a basso prezzo e nel 1529 fu approvata una legge sull'assistenza pubblica dei poveri. Malgrado queste decisioni il popolo non dimenticava la "pasquinata" apparsa all'inizio del suo dogado dove si incitava alla sua morte.

Nessuno fu ucciso: Andrea Gritti tenne il suo dogado per 15 anni, la corruzione continuò ad esserci ed il popolo non fece alcuna rivolta. E' comunque vero che questo doge ebbe cura della città, specialmente nel campo delle Acque e dell'Annona (politica per rgolare le scorte di grano e di altri cereali), ed una particolare attenzione alla raccolta dei tributi veneti. E' in questo periodo che il magistrato alle Acque badò alla costruzione in pietra delle fondamente delle Zattere a riparo del centro città. Furono anche avviate opere di difesa per le spiagge restando attenti a non rallentare il corso dell'acqua ed in particolare per proteggere la città dalle acque alte (come si nota niente di nuovo sotto il sole). Questi saggi provvedimenti forse sfuggivano alla plebe, la quale, logicamente, pensava più ai problemo del momento e non a quelli in prospettiva.

Effettivamente il Gritti ebbe grossi meriti nel gestire le immancabili guerre che vide Venezia barcamenasi tra la Francia e l'imperatore sin dalla disfatta di Pavia passando per il sacco di Roma del 1527, dalla pace di Cambrai quando Francesco I abbandonò Venezia, ed alla pace di Bologna dove la Repubblica perse la Romagna e la Puglia. Nel 1537 ripresero anche le ostilità con i Turchi ed il doge con il senato, erano favorevoli ad una soluzione diplomatica ma solo fino alla costutuzione di una lega antiottomana con Paolo III, l'imperatore ed i cavalieri di Malta. Malgrado il costo di queste guerre, il doge riuscì a far mantenere a Venezia il suo spendore rinascimentale. A questo scopo spese tanti dei suoi soldi che alla sua morte lasciò una mediocre proprietà. Contrasse debiti per aiutare amici patrizi che se la passavano male, protesse gli artisti che chiamava in laguna : il Sansovino (soprintendente di San Marco) che ricostruì dei  palazzi andati in rovina e restaurò la basilica, Pietro Bembo (nomina di pubblico storiografo)  e Pietro l'Aretino (il famoso e licenzioso poeta scappato da Roma a causa delle sue pasquinate contro il Papa Adriano VI). L'Aretino prese in affito una casa sul Canal Grande, non lontano da Rialto.


Alla settimana prossima con la terza ed ultima puntata


MODI DI DIRE

Continuo con temini legati al vino visto che ho voglia di bermi "un'ombretta" (*)

Vin brusco : dal sapore acidulo, secco.

Vin ponto (spunto) : quando comincia ad andare in aceto.

Vin che sa de cagnón : quando assume un odore sgradevole.

Un'ombra de vin : la misura di un ottavo di litro che si consumava    in piedi al banco. (*) Quindi "ombretta" = un sedicesimo di litro.

Bianco e nero menime a casa : quando si mescolano i vini si          finisce portati a casa ubriachi.

Clinton, fragolin, friularo, corbinèto, monselice, bacòNomi di vini di produzione locale, oggi messi al bando dalla moderna enologia.

domenica 13 settembre 2020

77° DOGE - ANDREA GRITTI (1523 - 1538) - PRIMA PARTE

 


Questo doge è durato al potere 15 anni e quindi non so ancora quanti post dovrò fare per arrivare alla fine della sua vita. Chi mi ama, mi segua (lol)


Il nuovo conclave che si tenne all'indomani della morte del Grimani non ebbe un corso diverso dagli ultimi precedenti. La corruzione sempre imperante era dietro l'angolo del Palazzo Ducale e, nonostante tutte le accortezze, solo con i brogli, il 20 maggio 1523, Andrea Gritti ebbe la meglio al terzo scrutinio con 25 voti nei confronti dei procuratori Antonio Tron, Domenico Trevisan e Giorgio Corner.
Il popolo non amava questo superbo aristocratico di vecchio stampo anche dopo aver gettato alla folla durante il giro della piazza ben 400 ducati d'oro o d'argento . Lo acclamarono in pochi ed anche alcuni giovani portarono in giro un fantoccio a sua somiglianza gridando : "Trun! Trun!".
Era nato a Bardolino, nel Veronese, (esiste ancora oggi un vino che si chiama Bardolino) nell'aprile del 1455 ed apparteneva alla classe delle famiglie nuove, ma aveva acquistato un comportamento atipico, riuscendo a destreggiarsi con abilità, grazie al denaro, tra i vecchi casati della nobiltà veneziana. Aveva studiato filosofia a Padova, andando a vivere con il nonno, perché aveva perso ancora giovanissimo il padre, seguendolo poi in diverse ambascerie (Inghilterra, Francia e Spagna) facendosi le ossa sul piano della diplomazia e riuscendo ad impratichirsi in un grande numero di lingue ed a parte le classiche (latino e greco) sapeva il francese, l'inglese ed il turco.
Lasciato il nonno, si recò a Costantinopoli per iniziare il commercio del grano, riuscendo nello stesso tempo a rendere importanti servizi a Venezia. Ottenne l'impresa di vari dazi e regalie divenendo ricchissimo. Si era fatto benvolere dal sultano, tanto da poter vivere in libertà nonostante la guerra tra i turchi e Venezia. Era come se fosse a casa sua; ebbe più di qualche amante mussulmana con quattro figli (non si sa delle quali), quando improvvisamente fu arrestato a Costantinopoli per essere stato sorpreso a fornire notizie a Venezia, rischiando di finire impalato, ma diverse donne innamorate di lui restavano giorno e notte davanti la porta del carcere per implorare la sua grazia. Il sultano, anche a seguito di alcuni sogni interpretati come un monito di Allah, finì per liberarlo e mandarlo a Venezia per concludere la pace tra i due contendenti.
I figli mussulmani raggiunsero tutti elevate posizioni a livello politico e commerciale a Costantinopoli, ma Andrea non riuscì a legittimarli nenche divenuto doge.  L'unico figlio legittimo, Francesco, era morto, come pure la moglie, Benedetta Vendramin, la quale morì partorendolo. Avrebbe riversato tutte le sue ricchezze sulle due figlie di Francesco, Vienna e Benedetta, consolandosi negli ultimi anni con altre amanti, spasimante come fu sempre per il gentil sesso. Avrebbe avuto anche un'altra figlia naturale da una monaca.
Tornato in patria, si distinse specialmente come provveditore in campo contro la Lega di Cambrai e nelle successive guerre in cui Venezia si trovò coinvolta, ora con l'imperatore ed ora con i francesi. Fu in prima linea nella difesa di Padova ed ebbe il merito di riconquistare gran parte del Friuli. Fatto prigioniero a Brescia, riuscì a raggiungere un tale ascendente sul re Francesco I, che questi non solo lo liberò, ma lo trattenne presso di sé come consigliere negli affari di Stato italiani e gli fece tenere a battesimo una sua figlia.
Nel 1519, di fronte alla nuova minaccia dei Turchi, fu nominato generale da mar, carica che tenne finché restò in piedi la minaccia ottomana.

(Il seguito alla prossima puntata)

MODI DI DIRE

Per una volta, invece di un solo modo, vi faccio conoscere delle parole riguardanti sempre il vino, a seguito dei modi di dire del post precedente sui dogi.

Scabio : vino di poca qualità
Vin s-cèto : vino annacquato
Vin faturà : vino adulterato
Vin turbio : vino torbido
Vin ciaro : vino limpido
Vin andà in aseo : vino inacidito (andato in aceto)
Vin svampio: Vino tenuto in un recipente scoperto perdendo il gusto
Vin nostran : vino locale
Vin foresto (bàcaro) : vino del sud (con bàcaro vengono chiamati anche i locali dove lo si vendeva

sabato 5 settembre 2020

GUIDA SEGRETA DI MONTPELLIER E DINTORNI - 10

 UN FONDACO ETRUSCO


Una collezione d'anfore nel museo di Lattara (Lattes)

Etrusche, greche, romane, galliche

Il più misterioso dei popoli del Mediterraneo avrebbe creato a Lattes una città dotata di un porto.

Alla fine della preistoria, Lattes era un ammasso di baracche, installate su una penisola. Come mai divenne attorno al 500 a.C una città con un porto in concorrenza con Massalia in Grecia ? Utensili di cucina e delle stoviglie, delle anfore per il commercio del vino ma soprattutto delle lettere incise sul bordo o sul fondo delle ceramiche permettono di pensare che si tratti degli Etruschi. Questo popolo mitico avrebbe inviato delle coorte di commercianti per creare un fondaco organizzato in quartieri con case-deposito all'interno di un vasto muro di cinta. L'abbondanza delle anfore trovate rivela l'intensità degli scambi commerciami nel Mediterraneo. L'uso che hanno fatto delle loro stovigle e l'architettura degli stabilimenti, confermano la loro presenza a Lattes sino al 475 a.C quando spariscono subitamente. Le battaglie navali contro i Greci li hanno forse indeboliti ? La concorrenza di Marsiglia che sviluppa la sua propria viticultura ha fatto che abbiano perso il loro monopolio ? Sembra siano spariti da Lattes dopo un incendio che aveva distrutto i loro depositi e smantellato il muro di cinta. La quantità di oggetti provenienti dall'Etruria scoperte sino ad oggi grazie agli archeologi costituisce, in ogni caso, una notevole quantità di reperti unica in Francia.

Il porto di Lattes fu costruito nel delta del fiume Lez (che attraversa Montpellier), da dove deriva il nome Are Latis (davanti le paludi). Lattes, più volte citata de degli autori latini, fu un grande porto commerciale del Mediterraneo sino al III secolo, rimpiazzato, dopo il suo declino da quello di Maguelone, dall'altra parte dello stagno. Nel Medioevo, Lattes diventa il porto fluviale di Montpelleir che concorre a fare di questa città un centro commerciale importante nel Mediterraneo dal XII alla fine del XIV secolo. Marsiglia prese definitivamente il seguito nel XV secolo quando il sito di Lattes venne abbandonato.

Lattes oggi







lunedì 31 agosto 2020

IL MIO BLOG

Come saprete e come da me annunciato, oggi è la giornata mondiale dei blog. Quindi vorrei riassumere l'attività del mio.

Lo ho creato nell'aprile 2011 pensando all'inizio di dedicarlo esclusivamente a Venezia ma, accorgendomi, una volta terminato il materiale già a disposizione, che non potevo certo andare nella mia città natale ogni mese per rinnovare lo stock, ho cominciato ad allargare gli argomenti : luoghi attorno ed in Montpellier, gite a piedi nelle montagne e nelle campagne vicine, percorsi effettuati in bicicletta ecc. ecc. tornando appena possibile a Venezia che comunque ho seguitato a "servire" con la "Vita dei dogi".

Questo è il 942° post in quasi 10 anni ed anche se non costituisce un record, ne sono abbastanza contento.
Ho più di 200 follower (anche se moltissimi non si fanno più vedere) e in quest'ultima settimana 879 visite e 27 commenti. Certo la percentuale dei commenti è limitata, ma fa sempre piacere che molte persone passino anche senza commentare.

Sinceramente non so sino a quando potrò continuare ma cercherò di farlo il più possibile, almeno raggiungere i 1.000 post o aprile 2021 anniversario personale del blog.

Inoltre la nuova configurazione di blogger non mi piace molto. Non sono mai riuscito a capire perché facciano degli aggiornamenti per rendere le cose più complicate.
La settimana scorsa avevo preparato il post della seconda parte del doge Grimani per inserirlo dopo l'annuncio della giornata suindicata. Ebbene, quando sono andato ad inserirlo si è posizionato secondo la data di compilazione e non di pubblicazione, passando quindi quasi inosservato.

Qualcuno ha un'idea di quello che può essere successo ?

TANTI AUGURI A TUTTI I BLOG DEL MONDO

😊

martedì 25 agosto 2020

GIORNATA MONDIALE DEL BLOG

Lo sapete probabilmente già, ma il 31 agosto sarà la giornata mondiale del blog. Tutti al vostro per festeggiare, se potete... nessun obbligo.
Scopro che "blog" deriva dalla contrazione di "web" (en ligne) e "log" (giornale) ma mi manca la "w". (lol)

Visto che il post è un po' corto, vi lascio con due  foto di Venezia, anche se qualcuno dirà : ma Elio continua sempre a parlare solo di Venezia. Ebbene sì, cosa volete farci, ci sono certe cose che restano nell'anima dopo 57 anni di vita in una città.



La seconda foto campeggia su tela nella sala da pranzo. Ciao a tutti e non dimenticate di guardare la seconda parte del 76° doge qui sotto.