Una serie di foto di alcuni rii di Venezia. A voi scoprirli quando sarete nella mia città.
AVVISO AI MIEI VISITATORI
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I MODI DI DIRE, PUBBLICATI IN CALCE AI POST RIGUARDANTI VENEZIA, SONO TRATTI DAL LIBRO "SENSA PELI SU LA LENGUA" DI GIANFRANCO SIEGA - ED. FILIPPI EDITORE VENEZIA O DA "CIO' ZIBALDONE VENEZIANO" DI GIUSEPPE CALO' - CORBO E FIORE EDITORI.
SPERO CHE GLI AUTORI APPREZZINO LA PUBBLICITA' GRATUITA E CHE IO NON SIA OBBLIGATO A SOSPENDERNE LA PUBLICAZIONE.
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Visualizzazione post con etichetta foto Venezia. Mostra tutti i post
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sabato 20 agosto 2011
mercoledì 8 giugno 2011
I RII DI VENEZIA
Come ben sapete i "rii" sono le vie d'acqua interne di Venezia e solo gli abitanti li conoscono fino in fondo percorrendoli con il "sando(l)o" o la "mascareta". Non posso scivervi i nomi di questi tre, come pure di quelli che pubblicherò in seguito, perché confidando nella mia memoria non ne ho preso nota. La prossima volta sarà meglio che mi porti un quaderno per prendere appunti.
sabato 4 giugno 2011
RITORNO A VENEZIA
Prima di affrontare il Ponte di Rialto, dalla parte del Tribunale, si vede benissimo l’orologio che domina sulla facciata a sinistra.
Quella che si vede un po’ meno è la statua nascosta dalle bancarelle di souvenirs che si trova contro il colonnato dell'entrata del Tribunale. Anche se si tratta in realtà di uno schiavo che sostiene il peso della piattaforma, i veneziani la chiamano “(l)a statua del gobo”.
Questa statua veniva usata ai tempi della Serenissima per leggere le condanne relative ai “delitti comuni” e, mentre il giudice leggeva la sentenza, il condannato veniva incatenato alla base della statua.
Le condanne per “delitto contro la Repubblica” venivano invece lette in Piazza San Marco, ma, ancora oggi, a Venezia, ad uno che ha fatto della prigione si dice : “Anca ti, ti xe pasà sotto el gobo” (Anche tu sei passato sotto il gobbo)
martedì 31 maggio 2011
STORIA O LEGGENDA ?
Le due foto che pubblico raccontano una storia (o forse sarà una leggenda) un po’ piccante, sul Ponte di Rialto. Cercherò di stare nei limiti del decente.
Cominciando a salire il ponte, dalla parte della erbaria, sulla sinistra c’è un palazzo dove ai tempi della Serenissima abitava un patrizio che faceva parte del Consiglio dei Dieci.
A quel tempo il ponte non era ancora stato costruito e per recarsi a Palazzo Ducale doveva attraversare il Canal Grande in gondola con il traghetto. Essendo in ritardo per la riunione e vedendo che il gondoliere si era già staccato dalla riva lo richiamò, ma questi continuò, andò dall’altra parte e ritornò a prenderlo facendolo così ritardare.
Il patrizio gli disse: “Quando sarò Doge, costruirò qui un ponte e così resterai senza lavoro”.
Il gondoliere, da buon veneziano, gli rispose : “Qua ti ti farà un ponte quando el ...... farà l’ongia e la ....... andarà in fiame” (Traduzione: Qui tu farai un ponte quando il ..... farà l’unghia e la ....... andra in fiamme”.
Ebbene il patrizio divenne doge (non chiedetemi quale), costruì il primo ponte di Rialto in legno ed a ricordo dell’accaduto fece installare sulla facciata del palazzo due finte colonne con i due capitelli che potete vedere.
L' UOMO
LA DONNA
sabato 28 maggio 2011
In questa video si vede anche l'isola di San Giorgio, con la chiesa ed il campanile. Il panorama che si vede dall'alto di quest'ultimo è da togliere il fiato (in una giornata di sole naturalmente). Si vede l'intera Piazza San Marco (cosa che non si può fare dall’omonimo campanile), tutti i tetti di Venezia, le vie d'acqua e tutta l'estensione della laguna. Se dovreste andare, o tornare, a Venezia, provate a seguire il mio consiglio, perché la mia video può dare solo una pallida idea dell'insieme. Sono sicuro che sarete d'accordo con me.
PS - La statua del Santo che si vede verso il bacino San Marco, sulla colonna di destra, non è, come molti credono, San Giorgio, ma San Todaro (il primo santo protettore di Venezia, relegato in seconda posizione da San Marco, una volta i resti di quest’ultimo arrivati in città). L’animale sotto i suoi piedi non è un coccodrillo, ma un drago che lui aveva ucciso, come San Giorgio del resto.
martedì 24 maggio 2011
I DIVERSI LEONI DI VENEZIA
La foto che pubblico non vi dirà niente, ma mi è molto cara perché è l’interno di un laboratorio artigiano che si trovava a Venezia. L’ultima volta che sono passato di là era stato trasformato in un normale ferramenta. Non ho avuto il coraggio di chiedere se l'anziano proprietario si fosse solamente ritirato (a più di 70 anni) in pensione o se gli fosse arrivato qualcosa di diverso. Questo artigiano era l’ultimo che fabbricasse i "souvenirs" di Venezia a mano e non con le macchine. Gli avevo comprato i due leoni di San Marco che vedete nella foto qui sotto.
Quello appoggiato sul piano della mia scrivania è il normale che si vede un po' dappertutto. Quello sulla colonna in Piazza S. Marco non ha il libro e si definisce come un leone marciano. Invece quello rotondo è "el leon in moleca". La moleca (pronuncia “moeca”) è il granchio appena dopo fatta la muta e che è quindi molto piatto e molto tenero. A Venezia, quando è la stagione, si mangia fritta (senza zampe) dopo averla passata nella pastella. Ancora una cosa. Se camminando per Venezia (o sui quadri all'interno del Palazzo Ducale), vedete un leone con una spada nella zampa, al posto del libro con scritto “Pax tibi Marce, evangelista meus”, sappiate che era il simbolo di Venezia quando era in guerra (aveva molti nemici).
venerdì 20 maggio 2011
BARTOLOMEO COLLEONI
Uno dei più grandi condottieri mercenari della Repubblica di Venezia fu sicuramente Bartolomeo Colleoni, nato in provincia di Bergamo (1400-1475). Si dice che nel contratto stipulato con la Serenissima avesse precisato che, in caso di morte in combattimento, la Repubblica avrebbe dovuto erigergli una statua “a San Marco”. Quando decedette, il Gran Consiglio, non essendo precisato “Piazza San Marco” e non volendo deturpare quest’ultima, comandò la statua al Verrocchio, ma la fece installare, giocando sulle parole, davanti “l’ospedale di San Marco”, che esiste ancora oggi, in Campo SS Giovanni e Paolo. La statua è frontalmente opposta a quella del Gattamelata, a Padova, suo grande rivale.
Siccome la scritta nella fotografia che segue non è molto chiara, preferisco ribattere la dicitura posta sul monumento.:
BARTHOLOMEO
COLEONO
BERGOMENSI
OBMILITARI
IMPERIUM
OPTIME
GESTUM
La leggenda narra che, avendo molto successo con il sesso femminile, avesse tre p...., ma personalmente ritengo che i veneziani di allora si riferissero allo stemma della sua famiglia qui di seguito riprodotto.
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giovedì 19 maggio 2011
L'INNO DI VENEZIA
A parte quando è cantato da un coro, l'inno a San Marco, inno ufficiale di Venezia, si canta dopo abbondanti libagioni e non vi dico la cacofonia.
lunedì 16 maggio 2011
SEGUITO DEL POST PRECEDENTE
Ho trovato una soluzione. Ho catturato, contrariamente alle mie abitudini, un film sul "Redentore". Spero che e.venise.com (che ringrazio) non mi obblighi a toglierlo. In ogni caso l'ho rilavorato ed ho inserito, al posto del suono originale, una canzone sul Redentore. Andate a Venezia il 16 luglio e divertitevi. Una cosa, non faccio parte dell'Ente Turismo della mia città, né ne ho fatto parte nel passato (lol).
domenica 15 maggio 2011
Il Palazzo Ducale è quello più importante di tutta Venezia. Non so se oggi sia permesso, ma a suo tempo non si poteva fotografare all'interno e quindi vi propongo due foto un po' particolari. La seconda la ho scattata durante una festa del Redentore che si tiene il terzo sabato del mese di luglio. Essendo notte è purtroppo un po' sgranata. Altre feste popolari sono la Vogalonga (normalmente in maggio) e la Regata storica (nel mese di settembre), ma personalmente ho sempre amato di più quella del Redentore. I veneziani preparano delle barche piene di luci e seguono, partendo dalla Stazione ferroviaria e per il Canal Grande, "la Galleggiante" dove un'orchestra suona durante tutto il tragitto. Arrivati nel bacino San Marco, in attesa dei fuochi d'artificio, si mangia su delle tavole preparate all'interno della barca. Le ricette tradizionali (ve le scrivo in veneziano) sono : pasta e fasioli (leggi fasioi - pasta e fagioli) - , sardele in saor (leggi sardee - sarde marinate), anara rosta (anatra arrosto). Si guardano i fuochi e poi si va sulla spiaggia del Lido ad attendere l'alba. Se riesco a trovare il sistema di inserire delle canzoni registrate nel mio PC, vi farò ascoltare una delle canzoni veneziane che si riferisce a questa festa.
La balconata esterna
venerdì 13 maggio 2011
Torniamo alla mia Venezia e vi parlerò del Campanile di San Marco. I Veneziani lo chiamano “El paron de caxa” (Il padrone di casa), ma, attenzione la “X ” si pronuncia S (dura). Per esempio : “Tu sei” si scrive “Ti xe”, ma si pronuncia “Ti se”. Altre prerogative del dialetto veneziano: non esistono le doppie e la “L ” è muta. Quindi il titolo del mio blog si scrive “De qua e de la” (Di qua e di là), ma si pronuncia “De qua e de a”.
Non divaghiamo, la costruzione del campanile di San Marco cominciò nel IX secolo e subì varie trasformazioni e riparazioni, queste ultime a seguito di terremoti e di fulmini. Nel luglio 1902, senza cause apparenti si “sedette” (è il caso di dirlo) sulla piazza ed in parte verso la Basilica, ma senza causare enormi danni.
venerdì 6 maggio 2011
VENEZIA - GUARDANDO IN ALTO - 1
Spesso, passeggiando per Venezia, non si alzano gli occhi e si guarda solo quello che viene mostrato dalle varie guide. Ogni tanto quindi metterò qualche foto non proprio turistica.
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