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I MODI DI DIRE, PUBBLICATI IN CALCE AI POST RIGUARDANTI VENEZIA, SONO TRATTI DAL LIBRO "SENSA PELI SU LA LENGUA" DI GIANFRANCO SIEGA - ED. FILIPPI EDITORE VENEZIA O DA "CIO' ZIBALDONE VENEZIANO" DI GIUSEPPE CALO' - CORBO E FIORE EDITORI.
SPERO CHE GLI AUTORI APPREZZINO LA PUBBLICITA' GRATUITA E CHE IO NON SIA OBBLIGATO A SOSPENDERNE LA PUBLICAZIONE.
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sabato 4 giugno 2011

RITORNO A VENEZIA

Prima di affrontare il Ponte di Rialto, dalla parte del Tribunale, si vede benissimo l’orologio che domina sulla facciata a sinistra.



  
Quella che si vede un po’ meno è la statua nascosta dalle bancarelle di souvenirs che si trova contro il colonnato dell'entrata del Tribunale. Anche se si tratta in realtà di uno schiavo che sostiene il peso della piattaforma, i veneziani la chiamano “(l)a statua del gobo”.





Questa statua veniva usata ai tempi della Serenissima per leggere le condanne relative ai “delitti comuni” e, mentre il giudice leggeva la sentenza, il condannato veniva incatenato alla base della statua.


  


Le condanne per “delitto contro la Repubblica” venivano invece lette in Piazza San Marco, ma, ancora oggi, a Venezia, ad uno che ha fatto della prigione si dice : “Anca ti, ti xe pasà sotto el gobo” (Anche tu sei passato sotto il gobbo)