La foto che pubblico non vi dirà niente, ma mi è molto cara perché è l’interno di un laboratorio artigiano che si trovava a Venezia. L’ultima volta che sono passato di là era stato trasformato in un normale ferramenta. Non ho avuto il coraggio di chiedere se l'anziano proprietario si fosse solamente ritirato (a più di 70 anni) in pensione o se gli fosse arrivato qualcosa di diverso. Questo artigiano era l’ultimo che fabbricasse i "souvenirs" di Venezia a mano e non con le macchine. Gli avevo comprato i due leoni di San Marco che vedete nella foto qui sotto.
Quello appoggiato sul piano della mia scrivania è il normale che si vede un po' dappertutto. Quello sulla colonna in Piazza S. Marco non ha il libro e si definisce come un leone marciano. Invece quello rotondo è "el leon in moleca". La moleca (pronuncia “moeca”) è il granchio appena dopo fatta la muta e che è quindi molto piatto e molto tenero. A Venezia, quando è la stagione, si mangia fritta (senza zampe) dopo averla passata nella pastella. Ancora una cosa. Se camminando per Venezia (o sui quadri all'interno del Palazzo Ducale), vedete un leone con una spada nella zampa, al posto del libro con scritto “Pax tibi Marce, evangelista meus”, sappiate che era il simbolo di Venezia quando era in guerra (aveva molti nemici).
