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I MODI DI DIRE, PUBBLICATI IN CALCE AI POST RIGUARDANTI VENEZIA, SONO TRATTI DAL LIBRO "SENSA PELI SU LA LENGUA" DI GIANFRANCO SIEGA - ED. FILIPPI EDITORE VENEZIA O DA "CIO' ZIBALDONE VENEZIANO" DI GIUSEPPE CALO' - CORBO E FIORE EDITORI.
SPERO CHE GLI AUTORI APPREZZINO LA PUBBLICITA' GRATUITA E CHE IO NON SIA OBBLIGATO A SOSPENDERNE LA PUBLICAZIONE.
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I MIEI AMICI LETTORI

Visualizzazione post con etichetta canali di Venezia. Mostra tutti i post
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venerdì 18 gennaio 2019

VENEZIA

Ultima carrellata su Venezia centro storico e poi partiremo verso le isole (Murano, Burano e Torcello). Cominciamo con qualche foto dei molti canali.




E arriviamo in campo Santo Stefano dove troneggia la statua di Niccolo Tommaseo. Dalla foto non si vede, ma sul retro c'è una cascata di libri che esce da sotto il cappotto e quindi, scusate se mi volgarizzo, noi studenti lo chiamavamo il "cagalibri". 


Tra campo San Barnaba e campo Santa Margherita, ai piedi del ponte dei Pugni è da moltissimi anni che esiste questa barca, rivendita di frutta e verdura. Il Comune, ad un certo momento, non voleva più rinnovare la concessione e c'è stata una sollevazione popolare che lo ha obbligato a rinunciarci.



E' un po' atipico fotografare la toilette di un ristorante ma per "El vecio Marangon", di cui vi ho già parlato, abbiamo fatto uno scarto alla regola.






Sequenza fotografica per dimostrarvi l'obbrobrio di avere aperto il passaggio delle grandi navi nel bacino di San Marco. A voi giudicare.






E per salutare il centro città, una sosta al caffé Lavena, il terzo che si trova in Piazza San Marco



MODI DI DIRE

Esser pèzo de quelo del peocio
(Essere peggio di quello del pidocchio)

Essere testardo, uggioso, caparbio, pedante ed anche un po' tirchio. Per quanto riguarda questo ultimo attributo, a Venezia, si dice anche : "El ga un gransio in scarsela" (Ha un granchio in tasca). Nel senso che la persona, per paura di prendere un colpo di chele, evita di mettere la mano in tasca per prendere il portafoglio.

martedì 5 giugno 2018

CONTINUA LA GITA A VENEZIA

Direi che ormai si può lasciare lo spazio alle fotografie dei miei concorrenti (come ho già precisato io ho fatto solo un film e non delle foto)


In vista del mercato del pesce (arriva fresco dal mare ogni mattina, a quanto si dice)



Non mancano certo le gondole sul Canal Grande




Faccio presente che questa sopra è una finta gondola per abbindolare i turisti. Notate bene, non c'è né il ferro di prua, né il riccio di poppa.


Qui siamo al Ponte di Rialto (più avanti vi racconterò la leggenda della sua costruzione, ma ci vorrà del tempo). Per il momento vi dò alcuni dati tecnici e storici. Il ponte è alto 7, 50 metri, lungo 48 e largo 22. Fu costruito, al posto di quello in legno, nel 1588 su progetto di Antonio da Ponte che superò in un concorso Michelangelo, Sansovino e Palladio. Il ponte è composto di tre camminamenti, due esterni ed uno interno in mezzo ai vari negozi. Ogni testata poggia sopra 9.000 pali infissi nel canale. Costò 250.000 scudi e per comparare bisogna sapere che, a quel tempo, uno specialista dell'Arsenale aveva un salario di 1,60 scudi al mese.












Ma basta spostarsi di qualche metro e si ritrova la calma dei canali veneziani.
Notate la camera in alto a sinistra ? Alle gondole è proibito di andare a più di 70 km all'ora (scherzo, naturalmente)



"Viva Venezia, viva San Marco e viva le glorie del nostro leon"

giovedì 8 maggio 2014

FINE DELLA GITA IN BARCA A VENEZIA

Siamo già arivati alla fine della gita in barca e sento già un sospiro di sollievo tra quelli che soffrono di mal di mare. Torniamo nei canali di Venezia, ma dalla prossima volta metteremo i piedi a terra.








MODI DI DIRE
El xe un voltagabana (xe si pronuncia sè - esse dura)
(E' uno che rivolta la propria gabbana o cappotto)
Tratto da "Sensa peli sula lengua di G. Siega)
In questo modo si rimprovera amichevolmente qualcuno che cambia troppo spesso di opinione.
Il potente Ministro degli Esteri, Talleyrand, che servì molti regimi, a qualcuno che lo interpellava in questo modo, rispose: "Che volete? Niente, oggi, è più stabile dell'instabilità e per restare fedeli a questa instabilità è necessario adeguarsi e cambiare spesso opinione. E' solo per questo motivo che oggi sono ancora ministro."


Ho l'impressione che anche gli attuali ministri, e non solo italiani, adottino la medesima tattica.

giovedì 27 marzo 2014

VENEZIA ED I SUOI CANALI

Continuiamo a girare per i canali di Venezia. In queste foto ci troviamo attorno alle mura dell'Arsenale dove la Repubblica Veneta costruiva tutte le sue navi da trasporto e da combattimento.

Panni stesi sopra i canali. Ai miei tempi succedeva spesso che qualcuno arrivasse con un barca e "recuperasse" la biancheria degli altri




Il muro di cinta dell'Arsenale


Particolare dell'altorilievo che si nota a sinistra nella foto sopra


Sempre dietro l'Arsenale. Notare la gru che sporge sul canale



Da "Sensa péli sula léngua (pronuncia "Sensa péi sua éngua" di G. Siega)

Vegnir da nóvo sóra aqua
[(Venire di nuovo sopra l'acqua (a galla)]

Farsi rivedere dopo un lungo periodo di assenza e ritengo che questa frase si adatti in modo particolare a tutti i politici nostrani e non.

giovedì 20 marzo 2014

VENEZIA - ANCORA NEI CANALI ED IN BACINO

Continuiamo la visita per via d'acqua.








MODI DI DIRE

El ze restà in braghe de tela

Questo modo di dire è tratto dal libro di Giuseppe Calò (vedere nell'introduzione al blog) e penso sia inutile la traduzione.
Si indica una persona rovinata finanziariamente, anche se oggi, con l'avvento dei jeans, bisognerebbe riconsiderare la cosa.

mercoledì 12 marzo 2014

VENEZIA

Continuiamo la visita dei canali di Venezia.
Scusatemi per qualche macchia sulle foto. Non mi ero accorto che una goccia d'acqua era finita sull'obbiettivo.

Questo posto dovreste riconoscerlo. Ne ho già parlato quando l'ho fotografato da terra. Si tratta del campo dove si girano molte scene dei telefilm del Commissario Brunetti, tratti dai libri di Dona Leon. Vediamo chi mi dice il nome di questo campo veneziano. Facile in modo particolare per le mie amiche francesi che amano Venezia.










MODI DI DIRE

Spero di essere perdonato perché questo modo di dire è un po' volgarotto

Trovarse in un mar de merda
(penso inutile la traduzione)

Tovarsi veramente impegolati senza possibilità di uscita. Normalmente viene poi seguito dall'altro modo di dire : "Samorti chi fa onde" (Samorti è l'equivalente de "li mortacci - in romano) e sta naturalmente come consiglio per non elevare ancora più il livello della materia di cui sopra.

giovedì 6 marzo 2014

ANCORA VENEZIA

Durante il soggiorno ho pensato di accompagnare i miei amici in una gita in barca tra i canali di Venezia e di Murano, passando per la laguna. Scusatemi se le notizie che darò non sono proprio eccezionali, ma, troppo contento di ammirare i posti, dopo tanti anni che non mi trovavo lungo le vie d'acqua, ho dimenticato di annotare i nomi dei vari canali.
Sono certo della vostra comprensione.

Il punto di partenza a lato del'Ospedale San Giovanni e Paolo








MODI DI DIRE
Va reméngo
(Vai ramingo)

Mandare qualcuno a quel paese. Si riferisce alla condanna che Dio diede a Caino di andare ramingo  e di errare per il mondo. Con il termine ramingo, si indicava una volta il bastone del pellegrino e, in seguito, il termine passò ad indicare disgrazia, sciagura, rovina.
Eugenio Vittoria afferma che non si è veneziani se non si pronuncia almeno una volta questo intercalare. Vi garantisco che io sono ben al di sopra.