Ultima carrellata su Venezia centro storico e poi partiremo verso le isole (Murano, Burano e Torcello). Cominciamo con qualche foto dei molti canali.
E arriviamo in campo Santo Stefano dove troneggia la statua di Niccolo Tommaseo. Dalla foto non si vede, ma sul retro c'è una cascata di libri che esce da sotto il cappotto e quindi, scusate se mi volgarizzo, noi studenti lo chiamavamo il "cagalibri".
Tra campo San Barnaba e campo Santa Margherita, ai piedi del ponte dei Pugni è da moltissimi anni che esiste questa barca, rivendita di frutta e verdura. Il Comune, ad un certo momento, non voleva più rinnovare la concessione e c'è stata una sollevazione popolare che lo ha obbligato a rinunciarci.
E' un po' atipico fotografare la toilette di un ristorante ma per "El vecio Marangon", di cui vi ho già parlato, abbiamo fatto uno scarto alla regola.
Sequenza fotografica per dimostrarvi l'obbrobrio di avere aperto il passaggio delle grandi navi nel bacino di San Marco. A voi giudicare.
E per salutare il centro città, una sosta al caffé Lavena, il terzo che si trova in Piazza San Marco
MODI DI DIRE
Esser pèzo de quelo del peocio
(Essere peggio di quello del pidocchio)
Essere testardo, uggioso, caparbio, pedante ed anche un po' tirchio. Per quanto riguarda questo ultimo attributo, a Venezia, si dice anche : "El ga un gransio in scarsela" (Ha un granchio in tasca). Nel senso che la persona, per paura di prendere un colpo di chele, evita di mettere la mano in tasca per prendere il portafoglio.

