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SPERO CHE GLI AUTORI APPREZZINO LA PUBBLICITA' GRATUITA E CHE IO NON SIA OBBLIGATO A SOSPENDERNE LA PUBLICAZIONE.
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I MIEI AMICI LETTORI

Visualizzazione post con etichetta anticorrida. Mostra tutti i post
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domenica 24 dicembre 2017

JEAN-PIERRE GARRIGUES




Ebbene, ormai lo sapete tutti, il 24 dicembre è il mio compleanno e sono arrivato a 75 anni. Spero comunque di poter partecipare al calendario dell’Avvento ancora per lungo tempo.

Quest’anno voglio parlarvi di un mio grande amico, Jean-Pierre Garrigues





Nato il 6 gennaio 1964, vegetariano (e poi vegano), da più di 30 anni, membro di differenti associazioni di difesa dei diritti dell’uomo, della protezione animale e dell’ambiente sin dal 1982. Ingegnere agronomo, cosa che gli ha permesso di andare a lavorare in India e nell’Africa dell’ovest specializzandosi in ecologia delle foreste tropicali. Quale dottore in ecologia forestale tropicale divenne insegnante di economia e di ecologia in un liceo della regione di Nîmes e subito, accanito nemico della tauromachia.

L’ho conosciuto poco dopo il mio arrivo in Francia ed il suo carisma e la sua carica mi convinsero ad appoggiarlo. Quindi cominciai ad introdurmi nelle arene come un turista italiano filmando l’orrore che costituisce la corrida. Ogni volta uscivo con lo stomaco chiuso ed ho anche rischiato di farmi sorprendere.

Purtroppo il mio ginocchio rotto non mi ha permesso di seguirlo nel suo più grande combattimento : scendere nell’arena di Rodilhan per impedire la corrida. Ho comunque filmato il primo intervento e non vi dico le botte e quasi il linciaggio subito dai partecipanti all’azione. Conseguenza : delle denunce agli aficionados ma anche una (oltre ad altre successive) a Jean-Pierre per manifestazione non autorizzata. Le pene comminate agli aficionados, compreso il sindaco del villaggio (2.500 abitanti), andavano da 1.500 euro di ammenda a sei mesi di prigione. Jean-Pierre condannato a quattro mesi di prigione, con sospensione della pena, e 2.000 euro di ammenda.
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Era ancora in corso il processo d'appello quando questo grande uomo è deceduto a 53 anni, dopo una lunga guerra contro un tumore al cervello, nella notte tra il 18 ed il 19 novembre.
Sono stato alle sue esequie e non vi posso descrivere la grande partecipazione degli animalisti e dei suoi allievi. Penso che dall'altra parte dello specchio, dove ora si trova, non ci siano corride e quindi potrà restare tranquillo ed in pace.

Spiacente di mettere questa nota triste nel calendario ma la vita e la morte vanno di pari passo.
Spero mi scuserete ed invio a tutti voi un augurio di Buon Natale e Felice anno nuovo.

Passo il testimone a Folletto del Vento :

http://basadone.blogspot.it 








giovedì 29 agosto 2013

EDIZIONE STRAORDINARIA - RION-DES-LANDES

Recentemente è successo un fatto che mi obbliga, per questo fine settimana, a sospendere i post su Venezia.
Preciso che non sono io l'autore del testo, ma che è di un aderente al CRAC (di cui faccio parte) che era presente a quanto accaduto.
Io sono solo il semplice traduttore.

Forse così mi svelo, ma, prima o dopo bisogna non accettare la violenza della controparte. Non sono riuscito a pubblicare sul post le foto che accompagnavano l'articolo, ma, chi lo volesse, può andare sul sito www.anticorrida.com (quello del CRAC). 

Ecco come si sono svolti gli avvenimenti.


Gli eroi di Rion-des-Landes

Un articolo di Anna Galore

Il  24 agosto 2013, 150 militanti determinati hanno condotto un' eroica azione nell’arena di Rion-des-Landes per impedire un nuovo e barbaro massacro di tori, ripetendo così l’azione di Rodilhan nel 2011, amplificandola, come non mai, nella sua intensità. L’azione è stata rimarcabile su molti aspetti. 
De R1 à R2 
Nelle settimane che hanno seguito Rodilhan, gli aficionados gridavano alto e forte a chi voleva ascoltarli che mai gli anticorrida avrebbero osato ricominciare, dopo il linciaggio che hanno avuto. E’ mal conoscere la determinazione dei militanti della causa animale. Il CRAC Europa ha ricevuto numerosi messaggi in ognuno dei quali si esprimeva di essere pronti per partecipare ad un « Rodilhan 2 », visto che avevano trovato inaccettabile quello che si era verificato.

Quelli che sono venuti a Rion, in piena coscienza, avevano accettato di subire i rischi che prendevano dopo il selvaggio episodio avvenuto due anni fa. E quindi, ci siamo ritrovati due volte più numerosi, tra cui qualche decina di quelli che erano a Rodilhan. Lontano dall’ essere tremanti di paura all’idea di ricominciare, abbiamo agito nella regione di Francia la più  toccata dal cancro della corrida e la più conosciuta per la violenza dei suoi aficionados. E, quando l’abbiamo fatto, chi ha avuto paura, sono stati loro e non noi.
Rischio di troppo parlare 
Non è qui il luogo dove dare dei dettagli sulla preparazione di questa azione [ndt – per non rilevare il modus operandi delle prossime], a parte qualche notizia generale che la polizia conosceva già.
Per minimizzare il rischio di  possibili incidenti verbali, inevitabili con centinaia di persone interessate, solo il luogo e l’ora dell’appuntamento sono state segnalate ai partecipanti. Il nostro luogo di preparazione era a molte decine di chilometri e, l’azione propriamente detta, era ancora in un altro posto, rivelato ai militanti solo quando sono arrivati.
In realtà, qualche indiscrezione c’è stata. Un imbecille (il quale si riconoscerà) ha annunciato fieramente, circa un mese prima, sul suo conto Facebook : « Ok, sono pronto per R2, è a Mont-deMarsan le 23/8 » (In realtà si trattava del luogo d’incontro). Il messaggio è stato subito soppresso, ma il male era ormai fatto. 
Azione
Al nostro arrivo a Rion verso la metà del pomeriggio, era evidente che le autorità fossero ampiamente preparate ad aspettarci. Il pullman noleggiato dai militanti venuti dal nord della Francia è stato fermato e perquisito. Il furgone che portava gli striscioni ha subito la stessa sorte. Solo quelli arrivati con la propria vettura hanno potuto parcheggiare senza inconvenienti anche se con qualche sguardo vigilante da parte di molti occhi che li circondavano.
Abbiamo realizzato molto presto che molte persone a Rion sapevano che eravamo là. La signora del bar dove abbiamo bevuto un bicchiere, io ed altri quattro  militanti, ci ha accolto con una domanda divertente: “ Non farete parte degli anti, per caso?”. Un’altra partecipante ha sentito una conversazione tra due abitanti che facevano direttamente allusione al fatto che noi avremmo agito durante la novillada delle 19.00.
Quando gli sportelli dell’arena si sono aperti, ci siamo avvicinati a piccoli gruppi per acquistare i nostri posti. C’erano decine di gendarmi presenti (a Rodilhan erano solo due o tre). Devo qui dire la mia ammirazione per la determinazione di tutti I miei compagni. Nessuno ha immaginato, in nessun momento, di lasciar cadere l’azione. Eravamo attesi? Non abbandonevamo sicuramente per così poco. Siamo entrati tutti nell’arena ed abbiamo preso posto secondo il piano stabilito.
Ci attendeva una buona sorpresa: l’arena era a tre quarti vuota, confermando, ancora una volta la disaffezione in caduta libera di questa barbarie. Gli spettatori erano per la maggioranza in età avanzata. C’erano anche delle famiglie con figli, in qualche caso molto giovani. Eravamo 150 e gli abitanti locali appena il doppio di noi.
Al segnale, 126 tra noi si sono alzati ed sono saltati nell’arena, riunendosi in tre cerchi concentrici dove ciascuno aveva il suo proprio posto. Quelli rimasti sugli spalti formavano la squadra « immagini », con anche gli « angeli custodi » incaricati della protezione ravvicinata di chi filmava e fotografava, e qualche altro con dei ruoli complementari.
Il cerchio è stato formato in qualche decina di secondi ed  i fumogeni subito accesi. I gendarmi sono arrivati poco dopo ed hanno sistematicamente staccato militante per militante per portarli o trascinarli fuori. Se certi agenti si sono comportati in modo professionale, altri hanno commesso dei gesti di una brutalità ingiustificata, quando noi eravamo strettamenta non violenti, accontentandoci  di restare aggrappati l’uno contro l’altro il più lungamente possibile.
E’ stata utilizzata una bomba lacrimogena, un braccio torto senza ragione, colpi di manganello, schiene schiacciate con insistenza. Gli aficionados ridevano ed applaudivano. L’orchestra ha ricominciato a suonare per accompagnare la scena, ma gli slogan e le grida dei manifestanti maltrattati erano più forti.
La scena è durata una trentina di minuti. Tutti pensavano che da quel momento tutto fosse finito.
Ma, in realtà, tutto andava a ricominciare. Appena fuori, i militanti si sono raggruppati e sono corsi verso il lato dell’arena dove si trovava il camion dei tori. Dei « gardians » hanno tentato di dare dei colpi di tridente a quelli che scalavano il camion. I poliziotti li hanno rinviati all’interno dell’arena per poter respingere gli anticorrida che erano sul tetto del camion stesso.
Ed è stato lì che tutto è precipitato.
Un aficionado ha colpito uno dei manifestanti, Alain, uomo anziano magro e pacifico dalla grande barba grigia. Lo ha spinto sino alla base dei gradini e lì, lo ha ancora colpito. Alain è entrato in coma.
Dei gendarmi hanno tirato violentemente Danny utilizzando l’antifurto della moto che portava attorno al corpo e, facendo questo, gli hanno fracassato più coste. Danny è caduto d’un colpo, senza conoscenza.
Altri hanno sollevato Marco e l’hanno lasciato ricadere pesantemente contro la ringhiera che circondava il camion. Marco aveva, fortunatamente, una protezione da motociclista che lo ha salvato dalla sedia a rotelle. I poliziotti l’hanno spinto sulle scale ed egli è rotolato sino in basso dove ha perso conoscenza, alcune vertebre cervicali spostate.
Loan voleva filmare quello che avveniva sulla scala e lo ha caramente pagato. Anche lui si è ritrovato senza conoscenza a terra, una delle sue gambe divenuta interamente insensibile.
Tutti sono finiti alle urgenze dell’ospedale , alcuni a Dax e, per i casi più gravi, a Bordeaux in elicottero. Altri quattro hanno subito delle fratture diverse, di minore gravità.
 I gas lacrimogeni sono rientrati in funzione, bruciando gli occhi e le gole, ma i manifestanti si sono inginocchiati di nuovo, aggrappandosi come nell’arena, cosa che ha scoraggiato le forze dell’ordine a sloggiarli di nuovo.
E poi noi siamo corsi all’altro lato dell’arena. Abbiamo visto il primo toro ucciso essere gettato fuori e poi posto su un camion mediante una gru. Numerosi sono stati quelli tra di noi che si sono messi a piangere ed urlare vedendolo. Abbiamo fatto più rumore possibile – grida, slogan sirene fumogene, per disturbare il più possible i perversi che vedevano già agonizzare il toro seguente. 
Verso le 21.30, i barbari hanno lasciato libera la piazza. Abbiamo loro fatto una siepe del disonore, tempestandoli delle nostre grida e dicendo loro a quale punto potevano essere vergognosi. Partivano abbassando gli occhi. I torturatori in vestito aderente hanno voluto, a loro volta uscire. Sembra che ci siano arrivati nascondendosi in una ambulanza che noi abbiamo lasciato passare. Poveri vigliacchi senza onore.
Delle informazioni hanno cominciato ad arrivarci via Internet. L’AFP ha messo in sito una notizia molto dettagliata e largamente fedele agli avvenimenti. E’ stata ripresa da molti giornali in linea e ha attirato l’attenzione di di tutti i canali TV e RADIO. Domenica Jean Pierre (ndt : Garrigue) ha moltiplicato le interviste – TF1, France 2, France 3, M6, Canal, I Télé, Europe 1, France Inter, RMC, ecc.
Prima di andare a dormire il sabato sera, ho ricevuto una telefonata di Marco. Poteva uscire dall’ospedale così come Danny. Abbiamo preso una macchina per andare a prenderli a Dax. Nella notte, abbiamo saputo che lo stato di Loan era migliorato e che aveva ritrovato l’uso della sua gamba anche se rimaneva in osservazione e delle analisi ed esami erano sempre in corso.
 Alain è uscito dal coma domenica nella mattinata, deve lasciare l’ospedale martedì (27/8/13.) L’aficionado che lo ha massacrato è stato interpellator dalla gendarmeria ed ha riconosciuto l’accaduto. Si prevede naturalmente un seguito giudiziario.
Intervistati e filmati da France 2, degli aficionados hanno confermato che avevamo loro fatto paura. L’annuncio di Jean Pierre ad Alès si è verificato : la paura ha cambiato di campo.
Bisogna finirla con questo orrore immondo e noi andremo ad aumentare la pressione per pervenire al nostro scopo. Ora, tutti sanno che l’abolizione è alla nostra portata.

Non chiedetevi se ci sarà un R3.  CHIEDETEVI SOLAMENTE QUANDO.

In memoria di Mariposo nato nel febbraio 2011, di Delator nato in giugno 2011, di Lindo nato nell’aprile 2011, di Bodeguero nato nel gennaio 2011. Tutti torturati a morte sabato 24 agosto 2013 nella sinistra arena di Rion-des-Landes.

Penso di non dover aggiungere altro a quanto sopra. Una sola cosa; molti media ci accusano di essere facinorosi e violenti, ma alla fine, chi va all'ospedale sono sempre quelli che protestano. Non si è mai verificato che un aficionado od un gendarme siano stati obbligati a farsi curare. Allora, la violenza dov'è. Meditate amici, meditate.  

lunedì 20 maggio 2013

NO ALLA CORRIDA - ALES 2013

Come ho già avuto modo di dire, sabato 11 e domenica 12 maggio, sono stato ad Alès per delle manifestazioni anticorrida, ben tre nel giro di due giorni. La partecipazione è stata al di fuori di ogni aspettativa (4.000 persone alla prima del sabato pomeriggio e circa 3.000 per ciascuna delle altre due, la domenica). Noterete che c'erano anche degli italiani, ma la gente è venuta da tutta Europa.
Pubblico uno stralcio del film che sto preparando e che sarà pronto a fine mese. Non posso pubblicarlo integralmente perché dura poco meno di un'ora.
Non è ammissibile che nel XXI secolo ci siano ancora degli spettacoli (sic) di morte (18 tori uccisi in due giorni).
Buona visione.


martedì 2 ottobre 2012

AZIONE ANTICORRIDA

Come avevo segnalato sul post relativo a Venezia, del 7 settembre, il sabato 8 ho partecipato ad una manifestazione anticorrida nella città di Alès.
Pubblico quindi alcune foto scelte tra le 60 che ho scattato sperando che servano a far comprendere quanto sia assurdo uccidere degli animali per puro divertimento e per soldi.







Animali vittime della crudeltà degli uomini




Finte banderillas sula schiena dei figuranti


Abbiamo avuto una piacevole sorpresa. Eravamo di fronte al Municipio e due sposi hanno voluto sostenere la nostra azione. Abbiamo loro regalato due magliette dell'Associazione.


Foto panoramica di alcuni dei 60 intervenenti alla manifestazione


lunedì 3 settembre 2012

BIKE FOR PETS

Vi starete chiedendo cosa mi stia succedendo e perché ho messo un titolo inglese. Per chi non conosca, come me del resto, questa lingua la traduzione è "bicicletta per gli animali", ma dietro questo nome c'è una associazione di difesa degli animali di Torino. Allora, cosa hanno pensato tre dei responsabili? Fare 2.200 chilometri in bicicletta, da Torino a Siviglia, in 12 tappe, per protestare contro la corrida. L'operazione è riuscita benissimo e ne sono immensamente felice.
Se la cosa vi appassiona ed avete voglia di vedere il loro sito vi dò il loro indirizzo:


In ogni caso basta digitare "bike for pets" su Google e li troverete sicuramente.

Ed ora ve li faccio conoscere


Tutti tre insieme


Paolo BARBON


Cristiano MASI



Paolo BALESTRAZZI


Li ho incontrati ad una delle tappe, a Lunel (vicino a Montpellier) ed avrei voluto accompagnarli, la mattina dopo, per un tratto di strada. Purtroppo le circostanze ed un male di schiena me lo hanno impedito. Non so quanti ciclisti potrebbero fare un simile exploit e li ringrazio vivamente per la loro bellissima iniziativa. NO ALLA CORRIDA.