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I MODI DI DIRE, PUBBLICATI IN CALCE AI POST RIGUARDANTI VENEZIA, SONO TRATTI DAL LIBRO "SENSA PELI SU LA LENGUA" DI GIANFRANCO SIEGA - ED. FILIPPI EDITORE VENEZIA O DA "CIO' ZIBALDONE VENEZIANO" DI GIUSEPPE CALO' - CORBO E FIORE EDITORI.
SPERO CHE GLI AUTORI APPREZZINO LA PUBBLICITA' GRATUITA E CHE IO NON SIA OBBLIGATO A SOSPENDERNE LA PUBLICAZIONE.
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giovedì 3 marzo 2016

34° DOGE - ORDELAF FALIER DODONI (1102 - 1118)


Nella primavera del 1102, fu eletto doge Ordelaf Falier, figlio di Vitale (1084 - 1095) e quindi, alla faccia della Repubblica, i figli dei dogi, prima o dopo, riuscivano a raggiungere il massimo potere.
Fin dal suo avvento al trono dovette vedersela con il re d' Ungheria, Colomanno, il quale, rotto ogni indugio, si incoronò re di Croazia ed occupò gran parte della Dalmazia per avere uno sbocco sull'Adriatico. La guerra fu inevitabile ma non si risolse in breve tempo. per circa 300 anni i veneziani dovettero rintuzzare di tanto in tanto le ingerenze magiare e non sempre vinsero.
Colomanno riuscì ad entrare da trionfatore a Zara nel 1105 ma solo nel 1115 il doge riuscì a riconquistare la città oltre a Sebenico e quindi solo un anno dopo la morte di Colomanno.
Possiamo però dire che gli ungheresi avevano quasi campo libero perché Venezia privilegiava le spedizioni in Terrasanta, molto fruttifere. Baldovino I, successore del fratello Goffredo, invocò l'intervento di un'armata veneziana forte di 100 navi per rafforzare le posizioni crociate in Siria e questo permise di creare un mercato veneziano a Sidone.
Il doge, cosciente della forza che costituiva la flotta veneziana, decise di rafforzare i cantieri navali e sorse così l'Arsenale che divenne con il tempo il simbolo della potenza veneziana. Si trattava allora di un recinto che rinchiudeva un vasto spazio di terra ed acqua, sulle isole Gemine, e le varie navi venivano costruite a cielo aperto. Una volta ampliato avrebbe più tardi esaltato anche Dante nell'Inferno (XXI, 7-15). Vi riporterò i versi alla fine del post risparmiandovi i modi di dire.
Numerosi incendi colpirono Venezia. Il Faliero corse immediatamente ai ripari tutto riconstruendo in modo da rendere la città degna della visita che gli fece il nuovo imperatore, Enrico V, il quale naturalmente rinnovò ogni privilegio feudale.
Mentre proseguivano i lavori dell'Arsenale egli continuava a modificare il Palazzo Ducale quasi come una fortezza tanto che resistette al disastroso terremoto del 3 gennaio 1117 mentre Malamocco veniva in parte inghiottita dalla laguna.
La guerra lo prese in pieno sino alla sua morte. Nel 1108 soccorse i Bizantini contro Bernardo di Taranto che aveva attaccato Durazzo e nel 1110 tornò in Siria per recuperare Sidone appoggiando le forze crociate in Terrasanta. Questa azione procurò a Venezia una parte della città di San Giovanni d'Acri ed al doge la dignità di protosevasto oltre che a Venezia la proprietà degli smalti rubati al convento del Pantocreatore che faranno parte della "Pala d'oro" a San Marco; 
(Come noterete non sono di parte e non nascondo niente - hihihi).
Il Falier era felicemente sposato con la sorella di Baldovino (vedi sopra), Matilde, principessa di Puglia ed ebbero quattro figli: Vitale, Bonifacio, Agnese (sposa di un Corner) ed Anna (sposa di un Trissino) e, sembra, che lasciò a tutti una buona posizione economica.
Ripartì, per quella che sarebbe sta la sua ultima battaglia nella primavera del 1118, per un'ultima spedizione in Dalmazia contro gli Ungheresi e venne trucidato a Zara. La sua salma raggiunse comunque Venezia e fu sepolto in San Marco.


Dante - Inferno (XXI, 7-15)

Quale nell'arzanà de' Viniziani
bolle l'inverno la tenace pece
a rimpalmare i legni lor non sani,

che navicar non ponno; in quella vece
chi fa suo legno novo e chi ristoppa
le coste a quel che più viaggi fece

chi ribatte da proda e chi da poppa
altri fa remi ed altri volge sarte
chi terzuerolo e artimon rintoppa

Noto che, mentre nel libro da cui tratto queste notizie la parola "veneziani" è scritta in minuscolo, Dante ha usato la maiuscola e ne sono felice (ha ha ha). 

giovedì 24 luglio 2014

RITORNO SU VENEZIA

Da Murano, ritorniamo con il vaporetto alle Fondamente Nuove e passiamo davanti al Cimitero di San Michele sul quale voglio darvi qualche informazione. L'isola di San Michele è diventata un cimitero solo nel 1837 dopo l'interramento del canale che la separava dall'isola di San Cristoforo della Pace. Non è precisato se eterna (lol). Il cimitero è diviso in tre aree: cattolica, ortodossa ed evangelica mentre il cimitero israelitico si trova nell'isola del Lido.
Molti personaggi famosi sono sepolti a San Michele e ve ne cito alcuni : Sergej Djaghilev, Helenio Herrera, Luigi Nono, Ezra Pound, Igor Stravinskij, Emilio Vedova, Cesco Baseggio (attore veneziano dialettale interprete di commedie del Goldoni - per chi non lo conoscesse).
Se vi trovate a Venezia andate a farci un giro e, se siete superstiziosi, un bel cornetto rosso vi potrà servire di scaramanzia, ma vi permetterà di vedere le tombe di molte personalità, oltre a quelle da me citate.






Questo monumento rappresenta Dante e Virgilio che attraversano lo Stige per recarsi nell'Inferno. Doveva essere provvisorio, ma come molte cose, è diventato stabile. Personalmente , una volta tanto, sono contento di questa scelta perché l'opera non stona nell'ambiente ed ha una connessione con il cimitero.



MODI DI DIRE
(da "Cio' zibaldone veneziano")

Saldi in pope !
(Saldi sulla poppa !)

E' una frase d'incoraggiamento amichevole che si usa in diverse occasioni in riferimento al fatto che il gondoliere voga a poppa della gondola. Non è facile condurre una gondola, per chi non ne ha l'abitudine, perché la voga è completamente diversa da quella di altre imbarcazioni. Io saprei ancora oggi,condurre, vogando alla veneta, un "sandolo", una "mascareta" e forse anche una "caorlina", ma non certo una gondola.