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I MODI DI DIRE, PUBBLICATI IN CALCE AI POST RIGUARDANTI VENEZIA, SONO TRATTI DAL LIBRO "SENSA PELI SU LA LENGUA" DI GIANFRANCO SIEGA - ED. FILIPPI EDITORE VENEZIA O DA "CIO' ZIBALDONE VENEZIANO" DI GIUSEPPE CALO' - CORBO E FIORE EDITORI.
SPERO CHE GLI AUTORI APPREZZINO LA PUBBLICITA' GRATUITA E CHE IO NON SIA OBBLIGATO A SOSPENDERNE LA PUBLICAZIONE.
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I MIEI AMICI LETTORI

Visualizzazione post con etichetta Comacchio. Mostra tutti i post
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giovedì 30 luglio 2015

19° DOGE : PIETRO CANDIANO II (932 - 939)


Dopo l'abdicazione di Orso Partecipazio II, l'assemblea popolare elesse  doge Pietro Candiano II (noterete che, per il momento, i cognomi si susseguono e quindi mi chiedo se fossero veramente eletti dal popolo).
Doveva avere circa 50 anni e fu soprannominato Petrone per distinguerlo dal padre Pietro Candiano I.
Appena eletto dovette occuparsi subito di Comacchio (se passate da quelle parti, vi consiglio di visitare questa cittadina, completando con una visita in barca) che non sopportava l'occupazione ormai cinquantennale di Venezia. L'insurrezione era appoggiata da Ravenna desiderosa di allontanare i Venetici dai commerci della zona. Pietro risolse naturalmente la cosa con i vecchi sistemi. Fece devastare tutta la regione e fece deportare tutti i facinorosi, consolidando così la supremazia commerciale di Venezia a Comacchio in quanto scalo del monopolio del mercato nell'Adriatico settentrionale.
Nello stesso anno strinse un patto con gli abitanti di Capodistria: in cambio di 100 anfore di vino offerte al doge, egli offriva la sua protezione e la concessione di commerciare nella laguna.
Il marchese d'Istria, Vintero, mal sopportava questo accordo e confiscò alcuni equipaggi veneziani bloccando ogni loro attività commerciale con gli Istriani.
Pietro, come risposta, ricorse ad un blocco marittimo isolando completamente l'Istria ed obbligando Vintero a chiedere la pace (12 marzo 933) che fu il primo passo della supremazia che avrebbe avuto, in seguito, Venezia sull'Istria.
Tutto questo impegno militare e commerciale gli era indubbiamente dettato dal fatto di assicurare a suo figlio (di nome Pietro anche lui) restaurando il sistema di ereditiaretà, ma non riuscì nel suo intento.
Inviò il figlio a Costantinopoli perché ricevesse qualche onorificenza, ma l'Imperatore dette direttamente al doge il titolo di protospatario e di ipato. Tentò in tutti i modi di ottenere la co-reggenza senza risultato e morì nel 939. S'ignora dove fu sepolto.

MODI DI DIRE
Rancuràr col scugiarìn
(Raccogliere con il cucchiaino)

Si dice di persona annichilità da avversità di ogni genere od anche di qualcuno pestato quasi sino alla morte.

giovedì 2 luglio 2015

15° DOGE - GIOVANNI II PARTECIPAZIO (881 - 887)


Anche questo non ha durato molto. Non ci fu la necessità di una elezione visto che Giovanni trasformò in dogado la sua co-reggenza con il padre.
Egli cercò di ampliare in modo particolare il patrimonio della sua famiglia e, nonostante le controversie del padre con la Santa Sede, ebbe la faccia tosta di chiedere al Papa Adriano III il governo di Comacchio per il fratello Badoaro. Soltanto che, mentre Badoaro si stava recando a Roma, venne catturato dal Conte di Comacchio e rilasciato solo su promessa di non chiedere dei risarcimenti. Inoltre morì pochi mesi dopo.
Giovanni preparò la sua vendetta. Nell'883 organizzò una spedizione su Comacchio mettendo a ferro e fuoco il territorio circostante fino a Ravenna. Adriano III reagì con la scomunica che fu poi confermata dal suo successore Stefano V con la frase : "Quanto al ducato di Comacchio per l'invasione e l'occupazione del quale sei stato scomunicato, ti informiamo che mai in vita tua, in nessun modo, per nesun artificio e per nessuna ragione te lo cederemo".
Al contrario l'imperatore Carlo il Grosso gli aveva confermato i benefici feudali del suo ducato con esenzione dei dazi e la protezione dell'imperatore sulla persona del doge.
Giovanni, essendo malato, abdicò e nominò suo successore il fratello Pietro, ma, guarito, riprese il potere tanto più che Pietro, malaticcio, morì. Allora egli nominò co-reggente un terzo fratello, Orso, che non volle però accettare la carica.
Avrebbe potuto nominare uno dei suoi figli, Pietro, che fu lasciato da parte perché poco intelligente e analfabeta.
Giovanni, quindi, preferì abdicare il 17 aprile 887.

MODI DI DIRE

Tagià co la manera
(Tagliato con la scure)

Si dice di persona con il viso dai contorni duri e spigolosi.

mercoledì 14 dicembre 2011

COMACCHIO (Ferrara)

Nel mese di settembre avevo già dedicato un post a questa cittadina del Ferrarese, inserendo un filmato. Ora voglio mostrarvi alcune foto scattate nello stesso momento.









lunedì 19 settembre 2011

COMACCHIO

Ho già pubblicato una ricetta e quindi non voglio affliggervi con quella del "bisato rosto" (anguilla arrostita), ma voglio portarvi nel paese le cui valli sono note per l'allevamento di questo pesce.  COMACCHIO viene anche chiamato la "piccola Venezia" e si trova in provincia di Ferrara.