AVVISO AI MIEI VISITATORI


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QUESTO BLOG NON E' CREATO A SCOPO DI LUCRO
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I MODI DI DIRE, PUBBLICATI IN CALCE AI POST RIGUARDANTI VENEZIA, SONO TRATTI DAL LIBRO "SENSA PELI SU LA LENGUA" DI GIANFRANCO SIEGA - ED. FILIPPI EDITORE VENEZIA O DA "CIO' ZIBALDONE VENEZIANO" DI GIUSEPPE CALO' - CORBO E FIORE EDITORI.
SPERO CHE GLI AUTORI APPREZZINO LA PUBBLICITA' GRATUITA E CHE IO NON SIA OBBLIGATO A SOSPENDERNE LA PUBLICAZIONE.
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I MIEI AMICI LETTORI

domenica 18 febbraio 2018

ANNUNCIO

SCUSATEMI MA CHIUDO PROVVISIORAMENTE PER LA PROSSIMA SETTIMANA

Se qualcuno dovesse mettersi a piangere, offro un pacchetto di fazzoletti di carta (lol). Potete sempre commentare il post precedente. Grazie ed un amichevole abbraccio.



Murano, i vetrai si espongono nelle calli e nelle piazze

lunedì 12 febbraio 2018

VILLE EN LUMIERE 5 MUSEE FABRE



Il museo Fabre è il più importante di Montpellier. C'è una notevole esposizione stabile di quadri d'autore ed inoltre ogni anno si organizzano delle esposizioni a tema. In questo momento si ha "Il museo prima del museo". Non so cosa dirvene perché non ci sono ancora andato ma presumo siano tutti quadri precedenti alla creazione del museo. A metà giugno l'esposizione riguarderà Picasso.
Per quanto riguarda questa illuminazione del 2017, si riferisce alle differenti forme dell'espressione pittorica: Land'Art, Street'Art, surrealismo, Pop'art e arte della numerizzazione.
Buona visione.

venerdì 9 febbraio 2018

65° DOGE - FRANCESCO FOSCARI (1423 - 1457) -PRIMA PARTE


Facendo un rapido calcolo noterete che questo doge rimase in carica per ben 34 anni e credo sia il record, anche se, davanti a noi, ne abbiamo ancora 55. Visto tutto quello che successe durante il suo governo mi permetto di dividere in più parti la storia della sua vita.
Ricorderete che Tommaso Mocenigo, nella sua lettera testamento aveva sconsigliato l'elezione di Francesco Foscari, ma i 41 elettori lo scelsero ugualmente, tra i sei concorrenti, a soli 49 anni. Era il maggior esponente del partito dei patrizi, che sosteneva la politica di espansione in Italia. Gli altri cinque erano tutti procuratori come lui, ma non si  tenne conto delle loro rispettive esperienze.
Anche se diceva a tutto il mondo che si presentava solo per vedere se riuscisse ad avere qualche voto, essendo troppo giovane, aveva sempre utilizzato alcuni mezzi (legali) per farsi notare. Da procuratore aveva distribuito denaro ai patrizi poveri per consentire loro di creare una dote alle figlie da maritare. Durante il conclave, in qualità di portinaio degli elettori, si teneva buoni i più anziani aiutandoli a rifare il letto e pregandoli di ricordarsi di lui durante l'elezione. Fu così che, a forza di rifare i letti, fu eletto il 15 aprile del 1423.
Nacque verso il 1374 in Egitto, dove il padre Nicolò era stato esiliato, essendo il fratello del vescovo di Castello caduto in disgrazia della Repubblica. Fu però concesso a Francesco Foscari di venire a Venezia, grazie all'appoggio del ricco finanziere Andrea Priuli che lo prese a benvolere e gli diede in sposa sua figlia Maria. A soli 27 anni entrò nella vita pubblica come membro della Quarantia. Quattro anni dopo era avogadore ed in seguito svolse diverse ambascerie, tra le quali quelle presso il re Sigismondo ed il sultano Maometto II. A quarant'anni ottenne la procuratia e rappresentò la Repubblica, insieme ad altri due nobili, al concilio di Costanza.
Nel frattempo si era arricchito investendo una parte del suo patrimonio in affari commerciali a Rialto e, in seconde nozze, si era sposato con Marina Nani appartenente ad una famiglia benestante. Questa floridezza economica e la sua abilità oratoria gli permisero di acquistare prestigio all'interno del Senato. Aveva anche una notevole forza fisica e come disse di lui Bernardo Giustinian : "Aveva forma ben fatta ed eminente del corpo, la grazia del volto, la maestà, la salute prospera tanto da sembrare per speciale divina volontà adatto al governo della Repubblica ed al peso delle fatiche che doveva sostenere".
Furono infatti 34 anni di guerra più o meno continua interrotta da effimere paci, come aveva previsto il doge "Tommasone". Questa logorante guerra sarebbe costata cara a Venezia su un piano strettamente économico per i tanti mercenari al suo servizio e la perdita, a lungo andare, dei beni nel Levante, a seguito della continua pressione dei Turchi.
La guerra cominciò quando Filippo Maria Visconti mise l'occhio sui castelli veneti che una volta erano di suo padre Giangaleazzo. La Repubblica si rivolse allora al capitano di ventura più prestigioso di allora, Francesco di Bussone detto il Carmagnola (nominato in seguito capitano generale di terra) e si alleò con Firenze già in guerra con i Visconti.
Fu una guerra in quattro fasi.
Una prima si svolse tra il 1426 e la pace di Ferrara del 1428, con la famosa Battaglia di Maclodio (rievocata anche dal Manzoni in un coro del Conte di Carmagnola. Venezia conquistò il Bresciano, il Bergamasco, ed il Cremonese.
Una seconda, dal 1429 al 1433 che non portò sostanziali modifiche del territorio, mentre però i Turchi conquistavano Salonicco malgrado Venezia avesse speso, inutilmente quindi, 700.000 ducati per fortificarla. Nel 1432 scoppiò "l'affare Carmagnola". Creato per meriti di guerra Conte di Chiari, fu sospettato di intese con il Visconti e quindi arrestato, condannato e decapitato per tradimento il 5 maggio.
La terza fase, iniziata nel 1434, vide come capitani al servizio di Venezia Erasmo da Narni detto il Gattamelata e Francesco Sforza mentre i Visconti assoldarono Nicolò Piccinino e Gianfrancesco Gonzaga. Fu ancora un inutile spargimento di sangue che servì solo ad esaltare il coraggio di Brescia che dette prova di "Leonessa" resistendo per tre anni all'assedio del Piccinino. La pace del 1441 a Cremona non fece altro che confermare quella di Ferrara.
Quello stesso anno Francesco Sforza sposò Bianca Maria Visconti, figlia naturale del duca di Milano ma, ciò nonostante, il condottiero si barcamenò in un doppio gioco pericoloso che, alla fine, gli sarebbe stato comunque fruttuoso.
Nella quarta fase della guerra prese nel 1445 il comando generale degli eserciti della lega antiviscontea ma nello stesso tempo intrecciò dei rapporti con Carlo VII di Francia. Il Consiglio dei Dieci decise di arrestarlo ma lui riuscì a scappare mentre si concretizzava la sua fortuna con la morte del suocero nel 1447. Milano si erge a Repubblica, ma serve solo a far sì che Venezia si impadronisca di Lodi, Piacenza, Crema, Caravaggio e la Ghiaradadda. A seguito di questo i milanesi non possono fare altro che dare il comando allo Sforza il quale sconfisse i veneziani a Caravaggio il 15 settembre del 1448; ma in ottobre rivolta la casacca e torna al servizio di Venezia per dare il colpo di grazia alla Repubblica milanese. Nel 1450 divenne così il duca di Milano ma non arriva ad accordarsi con Venezia per Cremona. Quindi da qui parte tutta una serie di alleanze improvvisate e non ben definite che non portano a nulla. La pace viene firmata a Lodi il 9 aprile 1454 e mette fine alle ostilità.

FINE DELLA PRIMA PARTE

MODI DI DIRE

El me ze restà sui comi
(Mi è rimasto sui gomiti)

Si può utilizzare in diverse occasioni. Per esempio quando si è costretti a tenere un oggetto non gradito od un elettromestico comperato e risultato difettoso (A quel tempo non esistevano le garanzie odierne). Si usava anche dirlo quando toccava il compito di accogliere in casa un parente vecchio e bisognoso e che non se ne poteva fare a meno.


martedì 6 febbraio 2018

UN GATTO SCONTROSO

Vi piace la mia foto. Ve ne pubblicherò delle altre


Spero non mi abbiate dimenticato. Questo umano, titolare del blog, invece di dedicarmelo interamente, si pemette di passare ad altri argomenti poco interessanti. Qualche commento appena, appena. Va a finire che non gli invio più le mie elucubrazioni.
Per questa volta soprassiedo e per cominciare vi trascrivo una radiocronaca che mi riguardava.

- Siamo in diretta dal giardino dove Edgar, detto Capitano Coraggioso, tenterà l'exploit senza precedenti di scalare la quercia centrale centenaria. Eccolo che incomincia, tutto grinfie fuori dai cuscinetti, l'ascensione dell'albero.
E' già alla metà della salita, e raggiunge la cima dinnanzi un pubblico stupito. Non ha certo demeritato il suo soprannome.

- Mamma mia sono molto in alto, comunque ! Quale vista su tutto il vicinato ! Scorgo anche Minnie, la gatta del vicino. Non so se lei si ricordi del nostro week-end incantato. Bene, l'ora della cena si avvicina e bisogna pensare a scendere ...
Accidenti, è alto comunque! Vado a rompermi le zampe. Ma perché mai sono salito qui?

- Sono sempre bloccato sulla cima dell'albero. La notte sta arrivando, ho freddo e le vertigini ma alcuna intenzione di scendere rischiando di rompermi il collo e di sprecare una delle mie nove vite. Eh oh! La famiglia, oh Patapouf, sono bloccato. Salvatemi.

- Sono le 7 del mattino e sono sempre su questo maledetto albero, incapace di scendere. Vedo la mia famiglia nella cucina dove prende tranquillamente la colazione. La mia disparizione sembra inquietarli tanto quanto quella dei dinosauri, circa 160 milioni di anni fa.

- Il mio calvario sta per finire. I pompieri stanno installando la grande scala per venire a soccorrermi. Sappiate che, anche se me ne dispiace, ho dovuto dibattermi e graffiare il pompiere venuto ad aiutarmi. Dovevo pure salvare la faccia e far credere ai vicini ed alla mia famiglia che volevo restare sul mio albero e che non avevo bisogno di aiuto.

Spero di ritrovarvi presto.


Selma

giovedì 1 febbraio 2018

64° DOGE - TOMMASO MOCENIGO (1414 - 1423)

 

Stava diventando un'abitudine. Alla morte dello Steno, i candidati erano sei, compreso Tommaso Mocenigo che raggiunse il quorum di 25 voti il 7 gennaio 1414.
Nato verso il 1343 (quindi aveva già 71 anni). In famiglia, agiata e benestante ma non molto ricca, veniva chiamato Tommasone, aveva una figlia naturale di nome Margherita ed era scapolo.
Si era particolarmente distinto come ambasciatore e militare (capitano da mar e provveditore in campo contro i Carraresi) ed aveva una notevole arte oratoria. 
La notizia dell'elezione lo raggiunse a Cremona, dove insieme ad Antonio Contarini e Francesco Foscari era stato inviato presso il re d'Ungheria Sigismondo in qualità di ambasciatore.
In realtà la notizia diceva che uno di loro tre era stato eletto doge e che quindi dovevano ritornare a Venezia. Naturalmente ognuno dei tre pensava di essere eletto ma in separata sede fu riferito che si trattava di "messer Tomà".
Il ritorno doveva avvenire con una burchiella, tipica barca del veneto, ed il Mocenigo vi si imbarcò con il suo servo facendo credere di voler fare una gita mentre in realtà si diressero a Verona dove lo attendevano dodici patrizi che lo accompagnarono fino a Marghera. Tutto il corteo sul Bucintoro e solenne sbarco in piazza San Marco.
Sigismondo ci rimase male per questa fuga (non si sa bene il perché), come pure il Signore di Cremona, Gabrino Fondalo, che ebbe a confessare più tardi " di essersi pentito per non aver precipitato i suoi ospiti dall'alto della torre cittadina ". Penso che il Mocenigo avesse buone ragioni per ricorrere al sotterfugio visto che poi si seppe il pericolo che poteva incorrere il nuovo doge.
Nauralmente festeggiamenti eccezionali (sui quali mi permetterete di non dilungarmi). Ai vari tornei e giostre parteciparono molti nobili di molte origini, ma la collana d'oro con pietre preziose e perle andò ad un misterioso cavaliere tutto di nero abbigliato che non si sa bene a quale scuderia appartenesse.
Tommasone cominciò bene con l'annessione del Friuli, del Cadore, del Bellunese e del Feltrino grazie all'alleanza con i Visconti ed all'annientamento del patriarcato di Aquileia dove era insediato Lodovico di Teck il quale però convinse il re Sigismondo a rompere la tregua con Venezia (risalente al 1413). Tommasone affidò il comando dell'esercito ai generali Tristano Savorgnan e Filippo Arcelli. Il primo sconfisse in Friuli il Lodovico ed il secondo ebbe la meglio sulle truppe ungheresi ottenendo la sottomissione di Cividale, Feltre e Belluno che nel frattempo si erano alleate ai nemici. L'ultimo a cedere fu il Cadore anche se non ci fu bisogno di intervento armato. Nello stesso momento il Capitano del Golfo, Pietro Loredan, restaurava il dominio sulla Dalmazia e scacciava i turchi dai porti dell'Albania.
Il Mocenigo non mancò, più tardi, di precisare nel suo testamento dettato il 10 marzo 1423, la prosperità raggiunta da Venezia durante il suo dogado.
Vi risparmio l'elenco da lui fatto dove si tratta di citare tutte le meraviglie (denaro e Potenza) che aveva fatto raggiungere ai veneziani ma vi garantisco che effettivamente la Repubblica era ormai diventata una vera potenza. Il giro d'affari di molte persone (Venezia contava 180.000 abitanti contro i 70.000 odierni), dei traffici  marittimi e terrestri ed anche dell'industria tessile avvicinava i 2 milioni di ducati d'oro annui pari a 40 miliardi di lire del 1956.
Tommasone avrebbe voluto che tanta floridezza potesse durare e quindi, non potendo nominare per legge un suo successore, si limitò a stilare una lista di senatori savij homini sufficienti alla massima carica. Si scatenò al contrario contro Francesco Foscari asserendo che se fosse stato eletto sicuramente Venezia si sarebbe trovata in guerra con deprezzamento sicuro delle varie fortune. In ogni caso la sua avversione non era dettata da un rancore personale ma da una analisi dei fatti. (Vi annuncio che il Foscari sarà il prossimo doge, malgrado l'avvertimento).
Dopo lunga malattia, morì il 4 aprile 1423 e fu sepolto nella chiesa dei Ss Giovanni e Paolo.

Questo post è un po' lungo da leggere ma, se avete ancora del coraggio continuate con .....

MODI DI DIRE

Quelo che se buta via coi pìe, se lo rancura dopo cole man
(Quello che si butta via con i piedi, lo si raccoglie con le mani)


Avete mai traslocato ? E gettato via un sacco di roba che avete ritenuto non servirvi più ? E dopo, quanto ve ne siete pentiti ?
Il detto insiste sulla buona usanza di non gettare via nulla che possa tornare poi utile (cose, affetti o sentimenti).
Quanti di voi mettono i calzini spaiati in un cassetto nella speranza (inutile) di ritrovare poi il loro compagno ? Provate a buttarli via e subito ritroverete i gemelli.

N.B - Il mio garage e la mia baracca per gli attrezzi rigurgitano di cose forse inutili e non mi decido ad eliminarle.



lunedì 29 gennaio 2018

RUE DE VERDUN A MONTPELLIER


Come avevo promesso tempo fa, poco a poco, vi faccio conoscere le vie di Montpellier.
Per definire questa via si potrebbe riassumere la sua storia citando due film : "In nome della rosa" e "La febbre del sabato sera" e vi chiederete il perché.
Prima di diventare una sala di coscerti (rock per la maggioranza) ed una discoteca, l'immobile dove è situato il "Rockstore" (al n° civico 20) fu in precedenza una chiesa e dopo un tempio protestante.
Nel 1870, il luogo di culto venne rimpiazzato da una tipografia e poi da un'autofficina. Nel 1928 diventa un cinema dove una sala era riservata ai film pornografici. Nel 1979, orna ad essere una discoteca e, finalmente, nel 1986 diventa il Rockstore che esiste tuttora.

La via all'inizio dalla parte del centro


L'entrata del Rochstore con il retro di una Cadillac incastrato sopra la porta


Il pannello pubblicitario del Rockstore


e la fine della via verso la stazione ferroviaria


Alla prossima

venerdì 26 gennaio 2018

I CASTELLERS

Vi ho parlato più volte dei Castellers che formano delle piramidi umane cercando di superare ogni volta gli altri concorrenti. Tutto si svolge in una buona armonia ed alla fine tutti a tavola.

Senza ripartire in più post preferisco riempirvi di foto una volta per tutte.


Ci troviamo a Gerona (in Spagna) e per prima cosa vi faccio vedere come ognuno di loro si prepara per ripararsi da eventuali problemi al dorso ed ai reni. La dimostratrice è una nostra amica di Palma di Maiorca.



La sera precedente la competizione ci si allena senza forzare





Ed il giorno dopo largo alla competizione. Dovete sapere che non ero soddisfatto della posizione in cui mi trovavo per potere fotografare e, vedendo un portone aperto, mi ci sono infilato trascinando con me il marito dell'amica che si trova nelle prime due foto (nel caso si dovesse parlare spagnolo). Nessuno ci ha fermato e ci siamo ritrovati su un balcone dove siamo stati come su un palco all'orchestra. Le foto, come vedrete le ho scattate dal basso mentre dal balcone ho usato la telecamera. Solo alla fine abbiamo saputo che era il balcone del sindaco di Gerona.








Bisogna sapere che, alla fine della competizione, la squadra della città ospite fa una colonna di una persona per volta e porta dei fiori al sindaco. In questo caso le persone non si arrampicano una sull'altra ma sono innalzate dal basso da colleghi sempre più forti (e pesanti).


Se passate per la Spagna o andate a Palma di Maiorca, informatevi se è in programma una   manifestazione di questo tipo. Vi assicuro che non ve ne pentirete.





martedì 23 gennaio 2018

VILLE EN LUMIERE 4 - RUE JACQUES COEUR


Qui ci troviamo parelleli alla piazza principale di Montpellier, la Place de la Comédie. Sulla Rue Jacques Coeur si trova un arco che probabilmente faceva parte della antica cinta muraria. E' su quest'arco che sono state inviate le video dedicate a questo luogo.
Il filmato ricorda un mondo del Medio Evo, un mondo divertente e colorato composto da personaggi in costume dell'epoca e da animali di fantasia che si muovono in un decoro di una notte d'inverno. Le scene sono state copiate da autentiche immagini del patrimonio di Montpellier.
Alla prossima.

mercoledì 17 gennaio 2018

63° DOGE - MICHELE STENO (1400 - 1413)


Per questa elezione si ripropose lo scenario della precedente : troppi candidati e, quindi, il solito Leonardo Dandolo, che non riusciva a farsi eleggere, propose un non candidato e cioé Michele Steno che entrò in funzione il primo dicembre del 1400.
Nato verso il 1331, Michele fu uno dei giovani bene che aveva insultato  la moglie ed il nipote di Marino Falier (penso che ve lo ricordiate) ma, scontata la leggera pena di qualche giorno di carcere, si mise sulla buona via diventando un uomo serio. Fu Savio, consigliere ducale, provveditore di armata, diplomatico, rettore di città e governatore di Ferrara.
Conobbe comunque ancora il carcere perché, come provveditore d'armata si trovava a Pola con Vettor Pisani e condivise con lui l'ingiusto processo e la condanna del valoroso ammiraglio. Divenne infine procuratore di San Marco ed in tale veste aveva fatto erigere nella basilica di San Marco le statue tra il coro e la navata e nella chiesa dei Ss Giovanni e Paolo, la cappella di San Domenico.
Tardò a ricevere l'investitura essendo ammalato ed il suo solenne ingresso a Venezia con la moglie Maria Gallina avvenne tra il 23 dicembre ed il 9 gennaio 1401. Solito corollario di feste, giochi e giostre ma più fastose perché organizzate questa volta dalla compagnia dei nobili nominata "Compagnia della Calza" che come simbolo ostentava dei calzoni aderenti con una gamba di colore e disegni differente dall'altra. Del resto lo Steno amava abiti raffinati essendo ricco di per sè stesso e possessore di una scuderia con i più bei cavalli d'Italia. Era chiamato dux stellifer avendo sul suo stemma una stella. Del resto i componenti del Maggior Consiglio gli concessero di adornare la loro sala con riquadri e stelle dorate.
Gli fu inoltre permesso di conservare il dono dell'imperatore d'Etiopia consistente in quattro leopardi forse per compensarlo di scritte ingiuriose sul trono ed a Rialto, venendo così ripagato per i trascorsi giovanili.
Nel frattempo Francesco Novello da Carrara scalpitava tra le terre dei Visconti e Venezia tramando contro di loro e cercando di attirare in un impossibile piano gli Scaligeri esiliati da Verona e Nicolò dEste.
Venezia, d'accordo con i Visconti, decise di finirla una volta per tutte e creare tutto un territorio gestito direttamente senza intermediari.
La guerra iniziò il 31 marzo 1404 e nel novembre dell'anno seguente fu già finita. Ciò significa l'unificazione del Veneto continentale a favore di Venezia e comprendente Verona, Vicenza, Padova, Rovigo, Treviso, Belluno, Feltre e Ceneda. Novello Carrara ed i suoi due figli sono riconosciuti colpevoli e strozzati nei Pozzi il 16 gennaio del 1406, dopo un lungo processo ed un discorso dello Steno, troppo lungo per riportarlo qui.
Tutto questo avveniva nello stesso anno in cui, il 30 novembre, il cardinale Veneziano Angelo Correr veniva eletto Papa col nome di Gregorio XII.
Venezia resta neutrale nello scisma della chiesa con un Papa ad Avignone ed un Papa (Veneziano) a Roma. Quando però Gregorio XII sostituisce il pariarca di Aquileia, Pancera, che poteva aiutare Venezia per rinforzare la propria ingerenza in Friuli, cominciano ad essere prese le distanze.
Altri cardinali dissidenti eleggono, a Pisa, un terzo Papa (Alessandro V) e Venezia si allinea con lui abbandonando il Correr mentre il Pancera viene reinsediato ad Aquileia.
Le conseguenze non tardano a farsi sentire. Viene deciso che i "papalisti" appoggianti Roma siano allontanati dai Consigli per quanto riguarda i rapporti con la Santa Sede e viene emesso un decreto che vieta la vendita dei beni ecclesiastici senza il consenso del Senato.
Gregorio XII passa al contrattacco : in un concilio a Cividale del Friuli nel 1412 dichiara antipapi i suoi due "colleghi" ed allora gli eventi precipitano nella Repubblica Veneta. Il patriarca di Aquileia cerca di imprigionare Gregorio XII che riesce a fuggire travestito mentre il suo cameriere, in abiti pontifici, viene percosso dai soldati incaricati di arrestarlo.
Michele Steno si guarda bene dal prendere posizione, ormai sordo ed afflitto dal mal della pietra, pensa a guadagnarsi un posto in Paradiso e, facendo testamento nel luglio del 1413, provvede a lasciare alla chiesa di S. Marina una somma di 15 ducati annui perché sia assicurata una messa perpetua giornaliera in suo suffragio. Muore il 26 dicembre e viene sepolto in un grande mausoleo (sembra ricoperto d'oro) in detta chiesa. Vi rimase sino al 1802 quando su richiesta del parroco si decise di togliere il monumento. Aperta la bara si trovò il corpo ancora intatto nel vestito di velluto ma, al contatto dell'aria, si ridusse in cenere.

MODI DI DIRE

                                     Longo come el pasio
Lungo come il Passio

Si dice di persona che si attiva con grande lentezza.
Il Passio, come molti di voi sapranno, è quella parte dei Vangeli che viene cantata o letta durante la messa della Settimana Santa, facendola durare più a lungo.

lunedì 15 gennaio 2018

UN GATTO SCONTROSO


Sono di ritorno, so che vi sono mancato e, quindi, preparate le vostre mani per accarezzarmi. Prima però ve le lavate con acqua e sapone perché, con l'influenza che sta invadendo l'Europa, non vorrei trovarmi con il "coriza".

Bando alle chiacchere e cominciamo con le mie riflessioni :

- Vi ricorderete certamente (???) che i miei umani avevano accolto la gatta dei vicini. Ebbene sono sfinito per questa insostenibile tensione dovuta alla presenza dell'intrusa.
Non è che lei abbia l'aria talmente antipatica ma io non posso permettermi, come capo di questa casa, di simpatizzare con la nemica.

- L'istinto di protezione del proprio territorio è ancorato in noi gatti sin dalla notte dei tempi. Se la notizia si spandesse nel quartiere che la mia casa è aperta a tutti i gatti, il mio salotto e la mia cucina sembrerebbero un rifugio della SPA e questo, non posso veramente permettermelo.

- Finalmente, è partita, l'appartamento è di nuovo vuoto e sono tranquillamente installato sul MIO divano. Il vecchio Patapouf (il cane) dorme in un angolo e sono finalmente solo. Senza un gatto con il quale conversare, con il quale giocare o farsi delle carezze. Mi chiedo perché la mia famiglia non adotti un altro piccolo gatto per farmi compagnia.

- Ieri sera ho incontrato una gatta sublime. Non avevo mai visto una femmina così sexi e provocante.
Era allungata, interamente à poils (nuda), sul suo balcone. E' discesa lentamente lungo gli scalini, si è avvicinata, si è strusciata contro di me, ascoltando solo il mio desiderio ed io ... ed io ...
NON HO FATTO NIENTE ! VI RICORDO CHE SONO CASTRATO ! Allora fuori dalle p..... i perversi che l'hanno fatto.

Alla prossima cari amici miei.



Matisse sul suo "arbre à chats"