AVVISO AI MIEI VISITATORI


°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°
QUESTO BLOG NON E' CREATO A SCOPO DI LUCRO
°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°
PRECISO INOLTRE CHE CONTATTERO' SOLO VIA BLOG NON DESIDERANDO UTILIZZARE FACEBOOK O TWITTER
°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°
I MODI DI DIRE, PUBBLICATI IN CALCE AI POST RIGUARDANTI VENEZIA, SONO TRATTI DAL LIBRO "SENSA PELI SU LA LENGUA" DI GIANFRANCO SIEGA - ED. FILIPPI EDITORE VENEZIA O DA "CIO' ZIBALDONE VENEZIANO" DI GIUSEPPE CALO' - CORBO E FIORE EDITORI.
SPERO CHE GLI AUTORI APPREZZINO LA PUBBLICITA' GRATUITA E CHE IO NON SIA OBBLIGATO A SOSPENDERNE LA PUBLICAZIONE.
°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°

I MIEI AMICI LETTORI

giovedì 29 settembre 2016

I TEMPLARI DI MONTPELLIER



Vediamo se questo post interessa più di quelli sui dogi (solo 2 commenti sull'ultimo post di questo argomento), ma resto sempre nella storia.
I cavalieri templari furono arrestati, in tutta la Francia, il 13 ottobre 1307. Questo ordine religioso e militare era diventato troppo ricco e faceva ombra al re di Francia.
La commenda di Montpellier era uno dei centri più importanti nel sud della Francia. L'ordine che era stato creato in Terrasanta si impiantò successivamente in tutta Europa.


La sua presenza a Montpellier è attestata sin dal XII secolo nel borgo de "La Saunerie" dove l'ordine era proprietario di  una casa e di una chiesa che si trovava sicuramente sul posto dove oggi c'è la chiesa di Saint-Denis. La casa ricevette il nome di Grand Saint-Jean quando, dissolto l'ordine dei Templari, divenne proprietà dei Cavalieri di Saint-Jean-de-Jerusalem. L'ordine aveva anche un'altra casa che fu chiamata "le Petit-Saint-Jean" per distinguerla dalla prima. Nelle vicinanze immediate si trovava il Puits-du-Temple il cui ricordo è conservato nel nome dato ad una strada.
I Templari trovarono sempre grandi favori da parte dei signori di Montpellier i quali li avevano esentati da ogni imposizione, fiscale o naturale sui loro possedimenti.
Con il trascorrere dei secoli, l'Ordine aveva ammassato una grande fortuna e faceva prestiti anche ai vari re di Francia che erano sempre a corto di denaro. I Templari divennero così  una vera potenza che non poteva essere controllata dall'autorità del re.
Per mettere un termine a questa situazione, il re Filippo IV ordinò di arrestare tutti i Templari  del regno (più di qualche migliaio di persone). Quindi la trentina presente a Montpellier fu incarcerata, come già detto, il 13 ottobre 1307. Per giustificare questa azione poco gloriosa, il re ed il Papa li accusarono di eresia e per ottenere delle confessioni si diede ricorso anche alla tortura.


Gli accusati dovevano ammettere di aver sputato sulla croce, rinnegato il Cristo ed essersi dati all'omosessualità. Come se non fosse sufficiente veniva suggerito dall'Inquisizione di rivelare la loro relazione con il diavolo. Fu così che alcuni confessarono che a Montpellier era apparsa la faccia di un gatto che parlava con voce umana. L'inquisizione fu soddisfatta e l'Ordine dei templari fu disciolto mentre il re di Francia recuperava i beni e cancellava automaticamente i suoi debiti. Un altro luogo dove risiedettero, in questa area, i Templari è la cittadina de La Couvertoirade, ma ve ne parlerò in altra occasione.

lunedì 26 settembre 2016

CASTRIES -SUSSARGUES (1)

Si tratta di un'altra delle passeggiate fatta con gli amici nei dintorni di Montpellier. L'inizio della camminata costeggia un acquedotto di tipo romano che, naturalmente ho fotografato da tutti gli angoli. 
Si tratta di una costruzione fatta con pietre di Castries con grandi ed alti archi ed una piccola parte alla base con delle semplici piastre posate al suolo. Fu costruito da Paul Riquet che fu anche l'ideatore e realizzatore del "Canal du Midi". L'acquedotto è lungo 7 chilometri e porta l'acqua dalla fonte di Fontgrand al castello di Castries. La fonte apparteneva ai vescovi di Montpellier che autorizzarono la presa dell'acqua ad una condizione. Ad ogni cambiamento di vescovo doveva essere offerto un paio di guanti, cosa che fu accettata. Inoltre tutto il villaggio beneficiò della sua acqua  e certe case trovarono rifugio sotto i suoi archi.
Buona visione.









Alla prossima.

giovedì 22 settembre 2016

47° DOGE - JACOPO CONTARINI (1275 - 1280)


Anche questo non durò molto. Il conclave fu piuttosto concitato e l'accordo sul nome non arrivò subito. La nomina del 6 settembre 1275 fu una sorta di compromesso più che una ferma convinzione degli elettori. Fu scelto quindi Jacopo Contarini, già ambasciatore a Costantinopoli  e Roma ed inoltre procuratore di San Marco. Aveva superato gli ottant'anni e quindi si pensa fosse un dogado di passaggio in attesa di tempi migliori. Discendeva dal doge Domenico I ed aveva sposato una certa Jacobina di cui non si conosce il casato. Dei quattro figli , uno (Marino) fu procuratore ed un'altro (Enrico) vescovo di Treviso. Fu un doge senza importanza, apatico e non all'altezza degli strascichi della rivolta in Istria controllata al suo posto da Giovanni Dandolo e della guerra contro Ancona che seguitava a non arrendersi.
La situazione era la seguente : la Repubblica, appoggiandosi a Fermo, sua alleata, aveva ripreso il blocco commerciale contro l'avversario che aveva chiesto l'aiuto al Papa Niccolò III. Questi aveva ottenuto nel 1278 dall'imperatore Rodolfo la conferma dei diritti sulla Romagna e sulle Marche e, quindi, dichiarandosi signore di queste terre, minacciò Venezia di scomunica, se non avesse lasciato in pace Ancona, una "sua" città.
Jacopo Contarini non aveva certo la tempra per risolvere un simile pasticcio; vecchio e malato, volle cominciare a pensare alla sua anima e non voleva morire scomunicato. Quindi il 6 marzo 1280 preferì abdicare oppure fu costretto a farlo perché appare strano che gli fosse assegnato un vitalizio (diciamo pure un benservito) del quale non usufrui poi tanto visto che morì alla fine del 1280. Fu sepolto nel chiostro della chiesa dei Frari in un'arca marmorea che andò però distrutta ai primi dell'ottocento.

MODI DI DIRE

La xe restada al palo
(E' rimasta al palo)

Figurativo per indicare che una donna non è riuscita ad accasarsi

El palo fu negli antichi tempi, una specie di antenna collocata nel sito dove sorgevano i mercati del pesce, della frutta e della verdura a Rialto. La merce veniva scaricata davanti al palo e si pagava il dazio; la merce venduta veniva ritirata e quella invenduta restava al palo. Da qui il detto.
PS - Ricordo che in veneziano la L è muta e la esse dura si scrive X, quindi la pronuncia sarebbe "a se restada al pao"

domenica 18 settembre 2016

DOMENICA 18 SETTEMBRE 2016

Mi distacco dai soliti post da me pubblicati per dare rilevanza ad una cosa eccezionale. Oggi ho conosciuto la mia prima follower che con marito e due piccolini (chi la conosce sa di chi parlo) sono passati da Montpellier ed è stato, per mia moglie ed io, un estremo piacere averli ospiti a pranzo.
La corrente si è installata subito ed abbiamo passato una piacevolissima giornata.
Si tratta di Elfi e, se volete conoscerla, andate su :

http://elf2mani.blogspot.com.

Se passate anche voi da queste parti sarete i benvenuti

PS - Spiacente di non essere a Milano in ottobre per il raduno.

giovedì 15 settembre 2016

46° DOGE - LORENZO TIEPOLO (1268 - 1275)


Ritorno alla cronaca dei dogi che in qualche modo è la storia della Repubblica Veneta e che qualcuno di voi apprezza.
Dopo la morte di Renier Zen, i sei consiglieri e la Quarantia vararono un nuovo sistema (un po' complicato) per l'elezione del doge che durò, salvo piccoli emendamenti, sino alla caduta della Repubblica Veneta a causa di Napoleone.
Tutto cominciava con l'entrata nella chiesa di San Marco del consigliere più giovane che scieglieva il primo bambino, tra gli otto e dieci anni, nominandolo "ballottino" in quanto addetto ad estrarre le "ballotte", cioé le palle che servivano per le votazioni. Queste, disposte in un cappello di panno, che serviva da urna, erano tante quanti i membri del Maggior Consiglio i quali sfilavano davanti il ballottino (bendato) ricevendo ciascuno una ballotta. Solo in trenta palle era inserito un bigliettino con scritto "elector" (in seguito furono sostituite da trenta palle dorate in mezzo alle altre che erano argentate) e solo i trenta estratti potevano proseguire per l'elezione. Naturalmente non dovevano essere della stesa famiglia e non avere anche vincoli di parentela tra loro. Tra i trenta estratti ne venivano scelti solo nove con il medesimo sistema e questi eleggevano i quaranta membri del Maggior Consiglio utilizzando delle schede (cinque per i primi quattro e quattro per gli altri cinque. Per essere eletti bisognava avere almeno sette voti. Tra i quaranta ne venivano nominati per estrazione solo venticinque poi ridotti ancora a nove incaricati di sceglierne, questa volta, quarantacinque. Nuova estrazione di undici che finalmente eleggevano i quarantuno elettori del doge con un quorum di almeno nove voti. Chiusi in conclave a Palazzo Ducale questi ultimi eleggevano il doge che doveva ricevere almeno venticinque voti.
Un po' complicato, vero ? Ma effettivamente evitava qualsiasi forma di clientelismo e partitocrazia.
Malgrado ciò il primo doge eletto con questo sistema fu la persona che era più in vista al momento : Lorenzo Tiepolo (figlio di un doge, cognato di un re e grande generale da mar. Non dimentichiamo che aveva vinto la battaglia di San Giovanni d'Acri portando a Venezia i due pilastri posti davanti il battistero di San Marco.
In ogni caso cercò di rafforzare la ricchezza e la potenza del suo casato approfittando anche del matrimonio dei due figli (Jacopo e Pietro). Non poteva cominciare peggio l'istituzione della nuova legge e quindi il Maggior Consiglio creò la carica di "Cancelliere Grande" nella persona di un certo Corrado. Si situava al terzo posto nella graduatoria di tutte le istituzioni ed in definitiva aveva enormi emolumenti e laute rendite con esequie pari a quelle del doge. Non era però un nobile ma solo un "gentiluomo di popolo" che poteva arrivare solo sino al punto permesso dal Maggior Consiglio.
In ogni caso Lorenzo Tiepolo era ben visto dal popolo che gli riservò una festa trionfale con sfilate, per salutarlo, delle varie confrerie : vetrai, fabbri, pellicciai, tessitori, sarti, cotonieri ecc. ecc.
Il suo dogado coprì un periodo di importanti decisioni. Una volta sistemati i rapporti con Genova e Bisanzio (pace di Cremona nel 1270), la Repubblica s'impegnò a tutelare il suo dominio sull'Adriatico. Si arrogò ancora una volta la facoltà di vietare l'ingresso nel "suo golfo" a navi armate e di imporre dazi a tutte le navi mercantili. A questo scopo fu istituita una squadra di vigilanza al comando di un "Capitano del golfo" per impedire il contrabbando ed assicurare la riscossione dei diritti doganali.
Dovette affrontare una forte crisi legata ad una grande carestia che portò al risentimento di diversi comuni confinati con sommosse a Bologna, Ferrara, Ravenna, Padova e Treviso. Queste ultime due rifiutarono l'invio del grano. Nel 1268 i Bolognesi vollero il libero accesso ai porti della Romagna per il trasporto del grano e del sale e l'anno successivo chiesero l'abolizione di alcuni dazi. Avendo poco ottenuto iniziarono la costruzione di un castello nel porto di Primaro per proteggere la loro navigazione fluviale. Venezia tentò di opporsi ed i suoi avversari crearono una coalizione che fece subìre a Venezia una sconfitta nell'ottobre 1271 costringendola a ritirarsi oltre il Po. La Repubblica riorganizzò le truppe ed allora le sorti della guerra le furono favorevoli. Nell'agosto del 1273 fu conclusa una pace concedendo qualche minima diminuzione dei dazi, ma il castello di Primaro venne demolito e Venezia non perse alcun diritto di giurisdizione sull'Adriatico.
L'unica a resistere fu Ancona perché protetta dai papi, prima da Gregorio X e poi da Niccolò III. Questo problema andò per le lunghe e si risolse solo al dogado di Giovanni Dandolo.
L'avvenimento più importante di questo dogado fu però il viaggio di Marco Polo in Asia, sul quale non mi dilungo visto che tutti conoscono questo periodo di storia, che aprì nuovi mercati per l'intero Occidente.
Lorenzo Tiepolo morì il 15 agosto 1275 e fu sepolto nello stesso sarcofago del padre nella chiesa dei Ss Giovanni e Paolo. Una leggenda, nata tra il popolo che lo amava, lo fa morire di crepacuore, addolorato per la scoperta di una congiura tramata da Simone Zen che aspirava al dogado.
Visto l'ammontare delle ricchezze da lui accumulate, il Maggior Consiglio introdusse ulteriori articoli per impedire il rafforzamento della posizione personale e familiare del doge, ma ve li risparmio.


MODI DI DIRE

Ciapàr 'na piomba de sono
(Prendere una sbornia di sonno)

Trattasi di senso figurato per indicare una dormita lunga e profonda.

lunedì 12 settembre 2016

MURVIEL LE MONTPELLIER

Ricomincio a scrivere con le due mani, anche se il mio problema non è ancora risolto. La decisione di operare è rinviata a fine ottobre e continuo le tre sedute settimanali dal "kiné".
Mi sono accorto che, preoccupato per la situazione, ho pubblicato due volte lo stesso diaporama e quindi, per farmi scusare vi porto a Murviel le Montpellier. Tornerò sui vari blog cominciando naturalmente da tutti quelli che mi hanno sostenuto nei post precedenti.
Questo villaggio è conosciuto per un sito archeologico molto importante riguardante un'installazione dei romani che a loro volta avevano utilizzato una zona sfruttata da precedenti popolazioni. Rimonta naturalmente a prima dell'incidente.










ed ecco Charles (in questa occasione eravamo solo noi due)


mercoledì 7 settembre 2016

I GATTI DI ROMA - SETTEMBRE 2016

Scusate il ritardo ma la mia situazione non è ancora cambiata. Spero di poter essere più attivo dalla prossima settimana.
Buon settembre a tutti voi.



martedì 23 agosto 2016

ELIO : IL RITORNO (POCO A POCO)

Cari amici, prima di tutto devo dirvi che sto migliorando. Posso scrivere con le due mani ma devo stare attento a non muovere la spalla destra. Mercoledì prossimo avrò la visita di controllo e spero che il chirurgo mi dica che non c'è bisogno di operazione. Ringrazio tutti quelli che sono venuti ad incoraggiarmi negli ultimi post e garantisco che tornerò a trovarli uno per uno, appena possibile.
Per non restare troppo assente pubblico una camminata fatta, naturalmente, prima dell'incidente. Un amichevole abbraccio (con il braccio sinistro) a tutti voi.



lunedì 1 agosto 2016