AVVISO AI MIEI VISITATORI


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QUESTO BLOG NON E' CREATO A SCOPO DI LUCRO
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I MODI DI DIRE, PUBBLICATI IN CALCE AI POST RIGUARDANTI VENEZIA, SONO TRATTI DAL LIBRO "SENSA PELI SU LA LENGUA" DI GIANFRANCO SIEGA - ED. FILIPPI EDITORE VENEZIA O DA "CIO' ZIBALDONE VENEZIANO" DI GIUSEPPE CALO' - CORBO E FIORE EDITORI.
SPERO CHE GLI AUTORI APPREZZINO LA PUBBLICITA' GRATUITA E CHE IO NON SIA OBBLIGATO A SOSPENDERNE LA PUBLICAZIONE.
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I MIEI AMICI LETTORI

lunedì 15 ottobre 2018

CONTINUA LA CAMMINATA A VENEZIA


Dal campo Sant'Angelo, dove eravamo rimasti una settimana fa', si arriva facilmente a prendere la direzione verso il teatro "La Fenice"
passando anche dinnanzi l'omonimo ristorante "Taverna La Fenice". Si mangia molto bene e si paga di conseguenza. Preparate il portafoglio o la carte di credito.





Curva a sinistra e dopo qualche decina di metri si entra nel campo dove troneggia il teatro. Vi propongo una vista di lato, una orrizontale ed una verticale.





Avevamo intenzione di fare una visita dell'interno ma, per mancanza di tempo, l'abbiamo rinviata alla prossima volta. Quindi accontentatevi della sala d'ingresso.




Sappiate comunque che, se passate da quelle parti, la visita vale la candela ed anche il prezzo del biglietto. Sono disponibili delle audioguide.
Altra soluzione andate qui (basta cliccare sul link) :



Peccato che non si riesca a leggere l'eccellente programma del 2018



MODI DI DIRE

Chi no gà testa, gà gambe
(Chi non ha testa, ha gambe)

Le dimenticanze causate da sbadataggine obbligano a fare percorsi a piedi per porvi rimedio. In modo particolare a Venezia.

domenica 7 ottobre 2018

UN GATTO SCONTROSO

Vergognatevi, se entrassi io nel vostro WC, cosa mi direste ?

- Ma cosa è questo casino ? Scusate la mia provvisoria volgarità, ma se voi foste rinchiusi per cinque ore in una gabbia di plastica sui sedili posteriori di una vettura, circondato da una adolescente e da un ragazzino così eccitato come un rumeno al salone delle caravan, avreste anche voi i nervi a forma di batuffolo.

- Mamma mia, che viaggio lungo e pieno di noia ! Una vera tortura. La prossima volta che riascoltano lo stesso CD di Jean-Jacques Goldman, urino nella vettura. Eccoli avvisati !

- Siamo finalmente arrivati in una casa in rovina chiamata "casa di campagna". Per quello che è della campagna, la vedo bene e la civilizzazione è lontana. Ma si può decentemente chiamare questo ammasso di pietre una casa ?

- Viviamo attualmente in un rifugio di pietra, senza conforto, che odora come la mia lettiera dopo tre giorni senza pulizia. Quasi nessun mobile salvo un canapé consumato.
Non è un viaggio di 500 km che abbiamo percorso ma un viaggio di 500 anni addietro. Ho l'impressione di vivere in un remake del film "Les Visiteurs".

- Alla campagna i miei umani adulti hanno l'aria gioiosa e continuano a vantare i grandi spazi e la natura.
Ho l'impressione che la  loro figlia , come me, non condivida il loro entusiasmo, in modo particolare dopo aver scoperto che non ha alcun collegamento per il suo portatile.

- E voi chiamate questa una vacanza ? Io la chiamo l'inferno ! Sono già due ore che lavoro a mettere il mio odore ai quattro angoli di questa casa (se si può chiamare così).

Vedremo, tra un po', il seguito di questa "vacanza !!!!"



Non solo Edgar né ha diritto. Piccola siesta nella veranda da parte di Selma e Matisse

domenica 30 settembre 2018

VENEZIA

Questo post è in parte un po' personale perché ci troviamo tra Campo San Giacomo dell'Orio e San Stae, in corte dei Mercanti.
La porta al 1825A è quella della casa dove sono nato nel lontano 24 dicembre 1942. Venezia era stata comunque risparmiata dai bombardamenti, ma quando è stata la volta di Marghera, ho avuto il tempo di avere su di me l'intonaco del soffitto della mia camera. Per fortuna che mia madre si era sdraiata su di me ed è lei che ha preso tutto sulla schiena.



Nella corte c'è un capitello con questa meravigliosa Madonna con bambino che quasi nessuno conosce. E' la corte dove sino ai nove anni ho giocato con i miei amici a tutti i giochi collettivi compreso la guerra contro i vicini di rione. Naturalmente non sanguinosa, solo qualche contusione. Ci costruivamo delle spade con lame di legno ed elsa di latta. A quel tempo non c'erano televisione, giochi elettronici, portatili o qualsiasi altra cosa elettronica.




Se volete saperne di più, andate qui :


Per la foto seguente devo raccontarvi una storia vissuta. Il balcone che si vede al centro della foto è quello del salone della casa suddetta. Sulla tavola centrale troneggiava un'alzata in vetro di Murano con dentro della frutta. Ho preso il tutto, sono uscito sul balcone e l'ho gettato nel canale. La frutta galleggiava, ma l'alzata non è più stata ripescata. Lascio a voi pensare alle conseguenze.



Qui sotto ci troviamo tra la mia vecchia casa ed il campo San Giacomo dell'Orio. Nel negozio che si vede alla base del ponte c'era una volta un ferramenta che vendeva, oltre alle normali cose, dei bei leoni in bronzo (ne ho uno) o delle placche per campanelli nello stesso materiale od in rame. Ma questo era una volta, oggi solo ricordi di oggetti costruiti non si sa dove ed i leoni sono in plastica color argento, oro e bronzo.





Visto che eravamo un po' stanchi, dopo 30 chilometri a piedi, accumulati nei vari giorni ci siamo permessi  di prendere il vaporetto per scendere alla fermata di Sant'Angelo, attraversando il bellissimo campiello dove una volta c'era la sede ACTV.





Da campo Sant'Angelo si nota la pendenza (inferiore comunque alla torre di Pisa) del campanile della chiesa di Santo Stefano.





MODI DI DIRE

Aver el tesoro de Samarco
(Avere il tesoro di San Marco)



Sta ad indicare una ricchezza tale da superare ogni immaginazione: il tesoro di San Marco, continuamente accresciuto da doni preziosi di potenze straniere, dai ricchissimi lasciti di privati e dai bottini conquistati in guerra dalle navi veneziane, raggiunse nel 1500 la bella somma di due milioni di zecchini (il solo corno dogale era valutato 200.000 zecchini).
Una parte fu rubata (i ladri ritrovati venivano subito soppressi), una parte presa dai francesi (diciamo pure rubata) nel 1797, anche se il clero dell'epoca riuscì a nascondere buona parte del tesoro tutt'ora visibile in Basilica.

lunedì 24 settembre 2018

UN GATTO SCONTROSO

Un giorno o l'altro arriverò a prenderlo

- Un'espressione che detesto : "Gatto scottato teme l'acqua fresca."
Dovete avere un vero problema con le vostre espressioni ! Andate a farvi vedere da un psicologo, banda di ammalati!

- Ho deciso di dirvi tutto e di rivelarvi uno dei miei piaceri colpevoli. Amo sorvegliare i vicini attraverso le finestre. Potrei guardarli per delle ore ma lascio a voi sorvegliare la strada per conto mio, il tempo di fare una piccola siesta bene meritata.


- Il mattino, con tutti i rumori dei miei umani che partono al lavoro o a scuola, avrei voglia di avere delle "Quies" nelle orecchie e riaddormentarmi subito. Ma, purtroppo, non ne esistono di così grandi ed efficaci per le mie maestose orecchie di gatto, vere parabole invidiate anche dalla CIA.

- Il concetto di armata è totalmente incompatibile con la nostra filosofia di gatto. Non accetteremo mai di sfilare in rango (anche se vi mettete a cantare "44 gatti") e, soprattutto, di ricevere degli ordini da chicchessia!

- Sembra che partiamo tutti in vacanza. Non so cosa significhi esattamente, ma questo non mi dice niente di buono.
Tutta la famiglia si attiva a mettere le proprie cose in grandi valigie. Adoro le valige, sono più simpatiche che le borsette. Adoro vuotare il loro contenuto ed installarmi confortabilmente in queste capanne di cuoio.

- Per le vacanze, spero che non dimenticheranno di portare il minimo di conforto : il mio letto, la mia lettiera, i miei giocattoli, degli alimenti commestibili, anzi, molta nurritura, la televisione a schermo piatto, il divano del salone. Non mi ricordo più, ho annotato la nurritura ?

Vedremo come va a finire in seguito.

Matisse in un momento di tristezza, subito passata davanti le crocchette


domenica 16 settembre 2018

E SE TORNASSIMO A VENEZIA ?

I piedi cominciano a lamentarsi, ma si continua. Nel rifare il cammino inverso i miei amici non hanno fatto altre fotografie ed hanno ricominciato nei pressi e sul ponte di Rialto




Vista dal lato sinistro del ponte (montando dal lato di San Bortolomio)


e dal lato destro con vista sulla Ca' D'oro


In un post precedente vi avevo accennato ad una leggenda (o verità?) sul ponte di Rialto ed è il momento di raccontarvela. Ci sono diverse versioni, ma io utilizzo sempre quella tramandatami da mia nonna. Premetto che le parole pronunciate dal gondoliere erano naturalmente in veneziano e, per brevità, le riporto solo in italiano.
Scendendo il ponte, verso il tribunale di Venezia, troverete sulla destra (dove il ponte si sdoppia) il Palazzo dei Camerlenghi. Al posto del ponte c'era un traghetto. Ora un patrizio che usciva dal palazzo e doveva recarsi a San Marco per una riunione, si trovò sulla riva quando la gondola era già staccata per passare dall'altra parte. Visto che era in ritardo, chiamò il gondoliere affinché tornasse a prenderlo ma, questi, prendendosela comoda andò al di là e ritornò con calma. Il patrizio, incazzato nero, gridò al gondoliere "Quando sarò doge farò costruire qui un ponte e perderai il tuo lavoro". Al che, il gondoliere gli rispose (in buon veneziano come detto sopra) "Tu farai un ponte quando il c.... farà l'unghia e la m.... andrà in fiamme". Comunque il patrizio divenne doge e fece costruire il ponte (all'inizio in legno) ed a memoria dell'episodio fece aggiungere due altorilievi ai lati del palazzo che vi riproduco qui sotto.
La donna con le fiamme


e l'uomo con l'unghia tra le gambe


Subito dopo si entra in campo san Giacometo dove troneggia un bell'orologio




Purtroppo ai mie amci è sfuggita la statua più importante che si trova proprio di fronte all'orologio ed a fianco del tribunale di Venezia. Ho ripreso le due foto seguenti dal sito di Venice wiki che vi invito a raggiungere, sperando che mi perdonino il "pirataggio". Eccovi il link, lasciando a loro il compito di informarvi sul perché e sull'utilizzo di questa statua. Rinvio alla prossima volta i MODI DI DIRE, ma vi anticipo che ancora oggi a Venezia si dice : "Anca ti, ti xe passà soto la statua del gobo" (Anche tu sei passato sotto la statua del gobbo).






domenica 9 settembre 2018

UN GATTO SCONTROSO


Vado al mare

- Domani compio un anno. Vi lascio un po' di tempo per cantarmi "Tanti auguri a te" e, naturalmente mandarmi tanti regali. Bene, avete avuto tutto il tempo per farlo ?

- Già un anno che sono nato in compagnia dei miei tre fratelli e due sorelle. Mi chiedo cosa possano essere diventati. Forse sono in una famiglia migliore della mia. Vivono, può darsi, in un castello, sono nutriti con delle stupende carni e non con delle crocchette light.

- Il giorno del mio anniversario, tutta la famiglia è partita a passeggiare, come se non si passasse niente, lasciandomi solo con il mio corpo invecchiante e la mia insondabile tristezza.
Come scrisse André Gide "Famiglia, io vi odio".
"Famiglia io vi odio ancora di più" scritto da Edgar.

- "Famiglia vi amo!". Ieri sera, trascinando mollemente il mio malessere nel salone, ebbi la sorpresa dell'accensione del lampadario e vedere la mia famiglia che cantava a tutto spiano (molto male del resto) " Tanti auguri a te, Edgar!" con in mano una buona scatola, non light ed una candela sopra, oltre a dei regali da aprire.

- Amici miei, non ho ancora ricevuto qualche regalo da parte vostra. Forse Elio se li è accapparati (cosa che non mi sorprenderebbe, almeno in parte) o, forse, il postino ha paura del nostro cane. Salvo poi che, ma questo mi sorprenderebbe, voi non mi aveste inviato niente.
Attendo ancora un po'.


Un po' dura per Frida e Matisse di catturare gli uccellini che stanno mangiando nel giardino

domenica 2 settembre 2018

ANCORA VENEZIA

Procediamo verso Rialto e, prima di entrare in campo San Bortolo Mio, possiamo vedere come è stato trasformato l'interno del palazzo che un tempo ospitava la Posta centrale.
Personalmente ritengo che sia stato un affronto ridurre l'interno del palazzo in un grande centro commerciale ma, cosa volete, oggi si guarda di più al dio denaro che all'architettura di secoli fa. Solo per dire, sul soffitto c'era una grande verriera a forma di cupola e, forse, si sarebbe potuto restaurarla e non cambiarla con un reticolato di vetri senza alcuna  espressione artistica.





Dopo una decina di metri si entra in Campo San Bortolomio dove troneggia la statua di Carlo Goldoni (vedere  il modo di dire) e si intravede l'entrata del Ponte di Rialto che, per questa volta lasceremo da parte.




Dirigendosi verso Campo Manin si passa sotto a questa insegna detta dei "Tre ombrelli" dove noi ragazzi davamo appuntamento alle amiche sulle quali mettevamo un occhio. Altri tempi, quante andate in bianca ! 



Lasciamo da parte la direzione per San Marco e procediamo diritto arrivando a campo Manin con la statua di questo grande uomo, iniziatore dell'indipendenza italiana anche se la liberazione di Venezia fu un insuccesso (Vedere su Internet "Sul ponte sventola bandiera bianca").


Date le spalle alla spalla sinistra della statua e vedrete un piccolo cartello indicatore con scritto "Scala Contarini del Bovolo". Inoltratevi nella calle e seguite l'ulteriore indicazione. Vi troverete in una piccola corte dove troneggia la scala delle due seguenti foto.


Bisogna sapere che, in veneziano, il "bovolo" è una piccola chiocciola di mare che si mangia normalmente con accompagnamento di aglio e prezzemolo. Quindi la famiglia Contarini del Bovolo fece aggiungere questa scala a chiocciola a lato del loro palazzo.
Riposatevi in attesa della prossima camminata.

MODI DI DIRE

Vender Dante per comprar Goldoni
(inutile la traduzione)

Bisogna sapere che il termine "goldone", indica il preservativo poiché sulle confezioni americane, disponibili alla fine della seconda guerra mondiale, era scritto "Gold One". Quindi gli studenti vendevano la Divina Commedia per comprare i preservativi (lol).

domenica 26 agosto 2018

VENEZIA - SEGUITO DELLA GITA

Abbandoniamo il campo del Ghetto, guardando l'ultima placca in bronzo che rappresenta l'imbarco degli ebrei nei treni verso la Germania e  "el linzioeto" indicante il campo e il ponte. Il termine in italico significa "piccolo lenzuolo" ed è così che i veneziani chiamano i rettangoli bianchi che indicano il luogo dove si ci trova o il sestiere stesso.





Passando questo ponte e girando a destra, si esce dal Ghetto e ci si dirige verso la Misericordia. La chiesa, il campo ed il retro, dove si trovava la sede della Reyer ai miei tempi. Non vi dico quante partite di pallacanestro ho visto in questo luogo quando ero studente. La squadra della mia scuola (forse per l'appoggio vocale che gli davo) arrivava sempre a conquistare il primo posto.
Confessione postuma: E' vero che nella squadra avevamo quattro giovani giocatori della Reyer (prima divisione).




Si gira a destra per tornare verso Rialto





MODI DI DIRE

Can no magna de can
(cane non mangia del cane)

Persone che hanno in comune degli interessi, non si attaccano mai

Allora qui, devo raccontarvi una cosa veramente accaduta molti anni fa , quando ero ancora in Italia. Sul Montello, poco lontano da Venezia, si trovava un ristorante molto rinomato, dove la specialità era il capriolo cotto in tutte le forme possibili. Una compagnia di cacciatori si fermò per un lauto pasto ed uno dei commensali diede al suo cane un osso da rosicchiare. Il cane rifiutò di mangiarlo ed il suo proprietario, sorpreso, raccolse l'osso. Lo fece analizzare da un laboratorio e si scoprì che era un osso di cane.  Dopo anni di indagini si scoprì che il colpevole era il cuoco, il quale prendeva i soldi dal padrone per comperare il capriolo. Comperava del cane e si metteva in tasca quello che restava. Non ho mai creduto a questa fine della storia perché non era possibile che il padrone non fosse d'accordo ma, cosa volete, così va la giustizia.