AVVISO AI MIEI VISITATORI


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QUESTO BLOG NON E' CREATO A SCOPO DI LUCRO
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I MODI DI DIRE, PUBBLICATI IN CALCE AI POST RIGUARDANTI VENEZIA, SONO TRATTI DAL LIBRO "SENSA PELI SU LA LENGUA" DI GIANFRANCO SIEGA - ED. FILIPPI EDITORE VENEZIA O DA "CIO' ZIBALDONE VENEZIANO" DI GIUSEPPE CALO' - CORBO E FIORE EDITORI.
SPERO CHE GLI AUTORI APPREZZINO LA PUBBLICITA' GRATUITA E CHE IO NON SIA OBBLIGATO A SOSPENDERNE LA PUBLICAZIONE.
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I MIEI AMICI LETTORI

giovedì 13 febbraio 2020

Cambio per un momento l'argomento dei miei post per farvi vedere un clips inviatomi da mio fratello e mia cognata. Dedicato a tutti quelli che hanno più di 60 anni.
Certo che c'era una bella differenza rispetto ad oggi ma, forse, eravamo anche più felici e più inventivi.





Buon WE a tutti voi



domenica 9 febbraio 2020

GUIDA SEGRETA DI MONTPELLIER E DEI SUOI DINTORNI - 2

I VARI CULTI SVILUPPATISI A MONTPELLIER E DINTORNI

Non esiste una grande profusione di culti misteriosi su Montpellier stessa ma ci sarebbe stato, comunque, su uno dei suoi tre colli, un molto ipotetico culto di Vesta, la dea romana del "Focolare" circondata dalle sue caste vestali incaricate di vegliare al fuoco sacro. I borghi vicini si sono prestati molto presto a numerose credenze nella tradizione dei riti antichi.
Da una parte all'altra della via Domitia, l'asse costruito dai romani  per unire Roma alla Spagna, si sviluppano molti oppidi e città gallo-romane e la più grande, Murviel le Montpellier, potrebbe anche rivelarsi la città originale di Montpellier. Nella città di Murviel, oggi  vicina al capoluogo, vissero durante molti secoli  i Sommangenses (dei Gaulois), spariti nel III secolo.
La fonte sacra di questa piccola città antica, ha dato luogo ad un culto magico conservato durante la pianificazione realizzata sotto il regno dell'imperatore Augusto il quale dotò Murviel le Montpellier di migliaia d'abitanti, di un immenso forum che sta risorgendo, poco a poco, sul sito archeologico del Castellas (aperto alle  visite durante le "Giornate del Patrimonio". Con l'installazione dei Romani, furono adottate delle divinità come Mithra, culto arrivato dalla lontana Persia.

Stele funeraria gallo-romana ( tra 20 e 60 anni DC) a Lattes

Ritornando sulla pianura a l'est di Montpellier, l'oppido di Sextantio (oggi Castelnau-le-Lez) costruito su un massiccio roccioso sui bordi del fiiume Lez, fu una colonia romana dove si celebrava Giove, il dio della terra e del cielo, e Fortuna, la dea dell'Abbondanza, culto probabilmente motivato dalla presenza del Lez, fiume che si apre sugli stagni ed il mare Mediterraneo a Lattes, una dozzina di chilometri più a sud.

Il porto ed il villaggio fortificato di Lattara (oggi Lattes) 2 secoli AC

In questa città, che fu un porto per i commercianti etruschi (V - IV secolo AC) seguiti dai Greci e dai Romani, furono praticati numerosi culti; quello di Mercurio, quello di Marte unito alla figura dell'imperatore Augusto, quello del dio della Fertilità (Priapo). La prova di questi culti si trova oggi nei musei di Montpellier e di Lattes (museo Henri-Prades).
A Montpellier si sviluppò molto presto il culto della Vergine Maria in modo particolare nella chiesa Notre-Dame-des-Tables a Lei dedicata sin dall' XI secolo e dove si venerò durante tutto il Medioevo una misteriosa Vergine nera che andò distrutta durante le guerre di religione. Visita da non mancare in caso di passaggio da Montpellier.
Un secolo più tardi si sviluppò anche l'ordine religioso dei Mercédaires al quale fu conferito il compito di riscattare i cristiani catturati dai Mori in tutto l'arco mediterraneo. Da non dimenticare poi l'importante comunità ebraica ed ancora oggi si visita il mikvé (bagno ebraico) che si trova in rue de la Barallerie.
Tutte queste presenze contribuirono a sviluppare la cultura e la scienza a Montpellier.
A seguire ….

domenica 2 febbraio 2020

72° DOGE - GIOVANNI MOCENIGO (1478 - 1485)


Questo doge fu eletto dopo un lungo conclave, ben otto scrutini per arrivare al 18 maggio 1478.
Nato verso il 1409 era il fratello del doge Pietro Mocenigo, cosa che influì sulla sua elezione visto che non aveva grandi meriti personali. Nella carriera politica era arrivato solo alla carica di Savio senza accedere ad essere procuratore.Il primo anno del suo dogado vide lo sviluppo della guerra contro i turchi (la caduta di Croja in Albania e l'assedio di Scutari con al comando il sultano Maometto II). L'eroismo veneziano ebbe la meglio, malgrado gli spietati cannoneggiamenti, ed il sultano fu costretto ad avviare nuove trattative di pace con Venezia. Il 25 gennaio 1479 si arrivò alla firma dell'accordo. Le condizioni che la Serenissima dovette accettare furono durissime : la resa di Scutari, la perdita di Negroponte, delle Sporadi, di Lemno, dell'Argolide e di parte dell'Albania, oltre ad un tributo di 10.000 ducati (circa 82.600 euro) per avere in cambio il permesso di commerciare liberamente in tutti i paesi dell'impero ottomano.
Nello stesso anno (1479) arrivò nuovamente la peste che colpì anche la dogaressa Taddea Michiel, il 23 ottobre, primo caso di morte di una dogaressa mentre era ancora vivo il marito, comunque gravemente ammalato. Gli si nascose sino alla guarigione il decesso della moglie che ebbe funerali dogali. Il corpo esposto nella chiesa di S. Geminiano e, con un catafalco come quello dei dogi e con un lungo corteo, fu trasferito nella chiesa dei Ss. Giovanni e Paolo .
Terminata la guerra nel Levante, Venezia ricominciò ad avere dei problemi in terraferma, visto che gli stati italiani non volevano che il dominio veneziano aumentasse più di tanto ed avevano sperato nella sua caduta da parte degli Ottomani. Visto il risultato, la Serenissima si concentrò sul mantenimento di quanto era sotto il suo controllo.
A Ferrara, il duca Ercole d'Este, vassallo della Chiesa, ma anche tributario di Venezia, si era ripreso il Polesine e teneva duro, forte del suo matrimonio con la figlia del re Ferdinando di Napoli.
Iniziò a smuovere la situazione il Papa Sisto IV che voleva creare uno Stato per il nipote Girolamo Riario nel ferrarese. Venezia decise di accettare l'alleanza e, nel settembre del 1481, il Riario con la moglie Caterina Sforza si recò a Venezia per firmare l'accordo. Il doge andò incontro agli ospiti sul Bucintoro, con un seguito di 115 nobildonne risplendenti di gemme, fino all'isola di S. Clemente. Il nipote del Papa venne ascritto al patriziato veneziano e venne accolto nella Sala del Consiglio, in Palazzo Ducale, dal doge e da un grande numero di nobili. Naturalmente i balli ed i giochi sulla piazza S. Marco proseguirono fino a tarda sera quando venne imbandito un banchetto alla presenza del popolo.
La firma dell'alleanza non fu in seguito molto vantaggiosa per il Papa e suo nipote.
Nel 1482 le truppe pontificio-veneziane sconfiggono l'esercito  di re Ferdinando a Campo Morto nelle paludi Pontine e quelle ferraresi ad Argenta ma, a questo punto, Sisto IV cominciò a temere la crescita di potenza della Repubblica Veneta e cambiò di bandiera alleandosi con gli ex nemici e formando una specie di "lega santa" mandò contro Venezia mezza Italia, oltre a lanciarle un interdetto nel giugno del 1483.
La Repubblica reagì a sua volta; il patriarca non rese pubblica la bolla malgrado le minacce di scomunica ed anzi consigliò il Senato di dichiarare illegittimo l'interdetto. Per una volta Stato e Chiesa (veneziana) si trovarono d'accordo. Venne inoltre steso un appello da parte di una commissione di giuristi che fu affisso anche sulla porta della basilica di San Pietro, cosa che mandò in bestia il Papa.
Gli alleati del Papa, a loro volta, lo abbandonarono appoggiando Venezia ed egli fu costretto alla pace di Bagnolo il 7 agosto 1484. Venezia si riprese il Polesine.
L'anno precedente, ed esattamente il 14 settembre 1483, un incendio al Palazzo Ducale aveva danneggiato gravemente murature e solai del corpo di fabbrica verso il canale. Il doge fu costretto ad abitare fuori sede a Palazzo Duodo che sorgeva sulla parte occupata successivamente dalle Prigioni. Fu gettato un ponte in legno per collegare i due palazzi e permettere al doge di partecipare ai consigli. In ogni caso i proprietari del palazzo Duodo ricevettero prima 60 ducati e poi 100 per l'affitto.
Si discusse subito sul riassetto dell'edificio. Si rifutò di costruire un nuovo edificio, oltre il canale, quale residenza del doge che doveva essere collegata al Palazzo Ducale con un ponte in marmo ed anche il ripristino del Palazzo com'era con una spesa di 6.000 ducati. Fu deciso, invece, di "far fabbricare il ditto palazzo ducale in tre soleri, qual sia bellissimo" e tra i vari progetti fu scelto quello dell'architetto veronese Antonio Rizzo. I lavori iniziarono subito e furono terminati il 19 marzo 1492.
Giovanni Mocenigo non riuscì quindi ad abitare la nuova residenza, perché morì il 14 settembre 1485, a quanto pare di peste e sepolto in grande fretta, per evitare il contagio, nella chiesa dei Ss Giovanni e Paolo.

MODI DI DIRE


El Sior Giacometo mesa camisa
(Il signor Giacometo mezza camicia)



Si dice di persona che, pur presentandosi decorosamente vestita, sia conosciuta per povera e miserabile.

PS - Da notare che la fine della ricostruzione del Palazzo Ducale coincideva con la scoperta del Nuovo Mondo da parte di Cristoforo Colombo (che a posteriori nuocerà a Venezia). Non potrei mai dimenticare questa data perchè, invertendo le due cifre centrali, si ha la data della mia nascita : 1942. Scusate questa disgressione personale.

domenica 26 gennaio 2020

GUIDA SEGRETA DI MONTPELLIER E DEI SUOI DINTORNI - 1

Vorrei iniziare una serie di post dedicati a Montpellier riprendendo le sue origini ed alcune leggende. Spero possano piacervi.

Inizio con una introduzione generale


Montpellier non può essere considerata una città antica. Le prime costruzioni sorsero nel 985. Già l'origine del suo nome potrebbe derivare da diverse interpretazioni :
- Mons puellarum : il monte delle pulzelle
- Mons pessulus : il monte del catenaccio
- Mons pestelario : il monte del pastello
- Mons pistillarius : il monte delle spezie

Quello che è certo è che fu costruita su un ammasso di pietre che gli diede il soprannome di Clapas (occitano). La città trova i suoi inizi nella donazione di una modesta attività agricola a Guilhem I di cui non si conosce l'origine e la sua dinastia durerà due secoli. Finisce nel 1204 quando Marie, figlia di Guilhem VIII, si sposa con Pierre II d'Aragon ed ebbero un figlio, Jacques le Conquérant.

I pellegrini cominciano ad affluire per venerare una misteriosa Vergine nella chiesa di Notre-Dame-des-Tables, sparita però durante le guerre di religione.
La città divenne potente in poco tempo. Arrivarono artigiani, ricchi mercanti ed una comunità ebrea venuta dalla Spagna che contribuirono ad una ricchezza commerciante ed intellettuale di Montpellier. Arrivarono anche dei sapienti, dei farmacisti e dei Medici che contribuirono alla formazione di una riconosciuta scuola di medicina la più anziana dell'epoca. Quindi afflusso di studenti da tutta l'Europa. Tra i nomi più illustri Arnau de Villeneuve, Nostradamus, Rabelais et Rondelet, brillante professore diventato anche un personaggio di letteratura.

Nel 1349, la città è venduta al Regno di Francia per 120.000 scudi. Attraversa le grandi epidemie di peste, subisce i contraccolpi della guerra dei Cent'anni e si rialza solo nel XV secolo. Nel XVI secolo, grazie agli studenti si diffondono le idee della Riforma  che fanno di Montpellier una città a dominante protestante fino a che nel 1622 il re di Francia riconquista la città.
Bisogna attendere il XVIII secolo perché l'autorità reale  si installi definitivamente visto che le confrerie protestanti cominciarono ad avere uno strano comportamento.
Montpellier, ormai divenuta capitale del Languedoc, si prepara a divenire la capitale del vino nel 1860. Fu luogo, nel 1907, della più grande rivolta contro la III repubblica, rivolta che diede avvio alle cooperative.
Da quel momento cominciò lo sviluppo commerciale e politico moderno.

Montpellier conobbe anche i Romani. Qui sotto la via Domitia che passava verso Castelnau-le-Lez. Una parte di quest'opera è oggi iscritta ai Monumenti storici.


Nota bene : Le immagini che accompagneranno questi post non sono fotografie ma scannerizzazioni.

domenica 19 gennaio 2020

71° DOGE - ANDREA VENDRAMIN (1476-1478)

Il conclave fu piuttosto movimentato e ci fu anche un tentativo di broglio messo in atto da Giovanni da Lezze, notaio del conclave, che durante una votazione creò volutamente la confusione  nell'assegnazione dei voti a Benedetto Venier avversario del Vendramin. Naturalmete le schede del voto furono annullate ed il 4 marzo 1476 fu eletto Doge, anche se l'elezione fu ampiamente criticata, Andrea Vendramin.
Apparteneva ad una famiglia da poco tempo iscritta al patriziato veneziano, per benemerenze acquisite al tempo della guerra di Chioggia e legata al ceto dei commercianti. Naturalmente, gli antichi nobili non erano molto d'accordo.
Andrea Vendramin nacque attorno al 1393 da Bartolomeo e Maria Michiel e, pur avendo coperto importante cariche pubbliche (avogadore e procuratore) era rimasto comunque un commerciante, o meglio un "casaruol", cioè un biadaiolo.
Era un eccellente schermidore e si dedicava ad esercizi ginnici. Si sposò con Regina Gradenigo che era zoppa ed ebbero quattro figlie e quattro figli, uno dei quali era ugualmente zoppo. Aveva un capitale di 160.000 ducati dovuto alle sue varie attività in unione con il fratello Luca.
Fu ben visto dal popolo perché non dimenticò mai la sua origine. Dopo l'elezione, nel giro d'onore di Piazza San Marco, lanciò molto oro alla gente e durante il breve dogado continuò a darne ai bisognosi. Pagò le cauzioni a quelli finiti in prigione per debiti, procurò la dote alle ragazze di marito che altrimenti sarebbero finite in convento (nella migliore delle ipotesi), fece la grazia ad un popolano condannato a morte per averlo minacciato ma lo inviò, comunque, in esilio in Dalmazia, si può comprendere.
Sisto IV gli concesse la Rosa d'oro per la sua bontà e lui la fece deporre nel tesoro di San Marco senza appropriarsela. Non riuscì però ad aiutare suo figlio Bartolomeo. Processato e condannato per omicidio colposo e condannato all'esilio, il padre cercò di salvarlo nominandolo Cavaliere di Rodi ma il Maggior Consiglio approvò una legge presentata da Savio Alvise Dandolo che annullava l'immunità. Sembra che non sia da imputare al Doge una vendetta quando il fratello del Lando, un prete imbroglione, fu condannato per il suo modo di fare. Il Doge abrebbe dovuto rimangiarsi tutti i suoi principi di carità e la Rosa d'oro.
Nel frattempo, Venezia dovette subire, saltate tutte le trattative di pace, una nuova offensiva ottomana sul Mar Nero. Genova perse Caffa e Venezia Tana e Soldaia  per cui il commercio italiano in quella zona fu impossibile. I Turchi proseguirono con delle incursioni nel Friuli e con stragi e deportazioni in massa.
Il Vendramin era d'accordo  per fare la pace con la "Sublime Porta", a qualsiasi condizione, ma non ne ebbe il tempo.
Morì il 6 maggio1478 e fu sepolto nella Chiesa dei Servi, da dove venne traslocato nel 1815 ai Ss Giovanni e Paolo con tutto il monumento, considerato un capolavoro del Rinascimento.


MODI DI DIRE

Vien su marubio
(Sta arrivando il mal tempo)


Marrobbio o marrubio è il nome, usato più spesso in Sicilia, per indicare le rapide variazioni del livello marino, dovute all'accumulo di acque presso le coste, determinato dal vento (come l'acqua alta a Venezia).

PS - Marubio non è un errore di battitura. In veneziano non esistono le doppie. Vedere sulla colonna di destra le istruzioni.

domenica 12 gennaio 2020

LA RUE FOCH - 2

Facendo seguito al post precedente, vorrei intrattenervi un po' di più sulla Rue Foch, detta anche " La voie royale de Montpellier".
Sarebbe stato troppo lungo unire questo testo alle foto e quindi ho preferito scegliere questa soluzione. Buona lettura.

Facendo unione tra la Prefettura e l'Arco di Trionfo, questa via possiede una prestanza incontestabile per i suoi numerosi negozi chic, i suoi palazzi con il tetto in ardesia, le facciate coperte di sculture che richiamano lo stile parigino. Lunga e diritta è uno degli assi più frequentati, caratterizzata dallo stile Haussmaniano della fine del XIX secolo. E' larga 14 metri e va dal centro della città sino al punto più culminante di Montpellier che è l'esplanade du Peyrou (vedi spiegazione nel post precedente) da dove si ha una bella vista circolare su Montpellier.
Questa strada ha comunque tutta una storia. A partire dal 1854, Montpellier comincia delle grandi realizzazioni urbanistiche. Durante 40 anni, il centro della città si trasforma in un enorme cantiere. Sorgono delle costruzioni una dopo l'altra : Il mercato coperto (Les Halles) nel 1859, la Prefettura nel 1870, la Posta nel 1885 ed infine il Tribunale (Palais de Justice) dal 1846 al 1855. Quest'ultimo, costruito in uno stile antico, comporta delle colonne tipo Corinto, un fronte triangolare con all'interno un viso femminile, simbolo della Giustizia, che protegge l'innocenza e svela il crimine. Altre statue di personaggi famosi come il Cardinale de Fleury (ministro sotto Luigi XV) e Cambaceres (deputato alla convenzione che votò la morte di Luigi XVI).
Promotore della costruzione di questa via, fu il sindaco Jules Pagezy all'epoca dove Montpellier contava solo 51.000 abitanti che non erano tutti d'accordo sul progetto, in modo particolare non voluto da quelli della vecchia via che dovevano sloggiare. L'idea fu quindi abbandonata ma venne ripresa nel marzo del 1878.
La costruzione di questa arteria necessitò di spese importanti perché bisognava distruggere molte case ed alloggiare le persone in altri luoghi e contribuì a modificare Montpellier secondo lo stile instaurato a Parigi dal Barone Haussmann. Del resto, visto le enormi modifiche, alle volte si compara (tutte proporzioni dovute), la Rue Foch ai Campi Elisi.
Da anni rimane in piedi la proposta di renderla accessibile solo ai pedoni.

Spero che questa lunga chiacchierata possa essere stata di vostro gradimento e vi saluto con un sorriso. 😊

Selma, invece, era rimasta a casa e mi ha atteso sulla porta della cucina perché sa che, al di là, ci sono le scatolette di tonno.


domenica 5 gennaio 2020

RUE FOCH A MONTPELLIER



L'ultima strada che vi ho presentato era la Rue de La Loge. Ora questa arriva alla Piazza dei Martiri della Resistenza.


In questa piazza so trova una delle più fornite librerie della città, la Libreria Gibert dove si trovano tutti i tipi di libri e di dischi, compreso i 33 giri. Inoltre sono disposti a riacquistare i libri già letti, purché in buono stato.



Sulla sinistra, rispetto alla libreria c'è il palazzo della Prefettura.


Attraversata la piazza si entra nelle Rue Foch, tutta una serie di palazzi e di negozi.





Qui sotto una parure per il Capodanno


Passati i vari negozi ci si dirige verso l'Arco di Trionfo ma, prima, sulla destra si vede il Tribunale





Superato l'Arco di Trionfo, sullo sfondo si vede la promenade du Peyrou. Attenzione ! Non confondete il nome con quello della nazione dell'America del Sud. Il nome infatti deriva dall'Occitano e significa "suolo formato da sassi e pietre" (ormai è ben tenuto). Al centro la statua equestre del re Luigi XIV e più in là il capolinea dell'acquedotto che, a suo tempo, portava l'acqua a Montpellier.



Torniamo indietro verso la Piazza principale e passiamo poi davanti le halles (mercato coperto) del centro città.





Fatte le spese sono ritornato a casa.
Buona visione ed, ancora una volta, buon anno a tutti quanti.

PS - Purtroppo non era una bella giornata per fare delle foto. Pazienza.




venerdì 3 gennaio 2020

MAPPAMONDO MONTPELLIER



Per completare il post precedente inizio questo con un piccolo clip (2 mn) dove si nota che il globo girava nel buon senso.
E di seguito due altre foto.
L'abero di Natale trasformato in giostra pe i bambini, anche se degli adulti, con la scusa di accompagnarli, sono ugualmente saliti.




Scusate la brevità di questa pubblicazione, ma in questi giorni sono occupato. Presenterò qualcosa di meglio nei prossimi  giorni.
Nel frattempo:

TANTI AUGURI DI BUON ANNO A TUTTI
❤❤❤

martedì 24 dicembre 2019

CALENDARIO DELL'AVVENTO - 24/12/2019


Eccomi qua, il giorno del mio 77° compleanno, per partecipare al Calendario dell'Avvento che, come tutti sanno viene concepito ogni anno da Sciarada.
Devo dirvi che sino a qualche giorno fa non avevevo alcuna idea su cosa intrattenervi. Troppo lungo l'elenco dei problemi  e troppo corto quello delle cose piacevoli nel 2019.
Quindi ho pensato di utilizzare una delle cose che penso di fare abbastanza bene : pubblicare delle foto di come il centro di Montpellier si addobba per le feste natalizie e ci troveremo allora nella Place de la Comedie.

Lasciata alle spalle la stazione ferroviaria, all'entrata della piazza la prima cosa che si nota è il grande abete illuminato. Gira su se stesso e cambia colore ogni tanto.




Se si guarda verso sinistra si vede la bella facciata del Teatro Lirico denominato "L'Opera", da cui il nome della piazza.


Ci dirigiamo verso destra per ammirare il globo terrestre. Anche lui cambia di colore e, novità di quest'anno, gira su se stesso. I tecnici del comune hanno ben lavorato : la rotazione della terra è nel giusto senso. Il globo ha un diametro di 9 metri.

Di giorno



e di notte




Nella terza foto si intravede dietro la sfera una grande ruota. Questa si trova, durante l'estate, a Palavas, cittadina sul mare, non molto distante da Montpellier. In pochi giorni (miracolo di Natale ?) è stata smontata e rimontata in Place de La Comedie. E' alta 38 metri. Non ho avuto il tempo di salirci ma spero di farlo nei prossimi giorni per fotografare la piazza dall'alto. Vedremo. Anche la ruota cambia di colore come noterete nelle due foto notturne.

di giorno


e di notte



Subito dopo la ruota, un po' a sinistra si trova la pista di pattinaggio provvisoria….


…. e si entra nella serie di chalet dove si vende di tutto : oggetti regalo, oggetti per la casa e chi più ne ha, più ne metta. Tra l'altro si può avere a modico prezzo un bicchiere di "vin chaud" (vin brulé) o del "barbapapà" (zucchero filato)

Alcune foto






E per i più piccoli






 Ogni volta che ci vado, torno bambino (lol) anche se ai miei tempi i maneggi non erano così perfezionati : giostra a catenelle, le gabbie, gli  autoscontri, le barchette dondolanti ecc. ecc.
Spero che vi faccia lo stesso effetto, che si disegni un sorriso sulle vostre e che entri un po' di pace nel cuore di tutti voi.

Regalo di Natale per i nostri gatti : una fontanella con acqua sempre in movimento. Ne ho cercato una per me che emettesse del prosecco ma non la ho trovata.












Passo il testimone a Folletto di
 "Viaggio nel vento"

domenica 15 dicembre 2019

MONTPELLIER - RUE DE LA LOGE

Grazie a TripAdvisor ho potuto recuperare queste foto e quindi sotto ogni foto è precisata la provenienza.
La strada di cui vi parlerò in questo post conduce mediante il suo prolungamento, la rue Foch (di cui vi parlerò in un successivo post), verso l'Arco di trionfo. Armatevi di pazienza e seguitemi lungo la rue de la Loge .

E' una delle assi pedonali più frequentata dagli abitanti e dai turisti nel centro storico. Collega la Piazza della Comedie al mercato "Halles Castellanes" passando per la Piazza Jean Jaurès. Ci si trova di tutto, negozi di moda (abiti, scarpe, biancheria intima) , orefici (ecc.), luoghi dove mangiare e librerie dove scegliere dei buoni libri. Le Grande Loge e la Petite Loge, che vi si trovavano, furono distrutte durante le guerre di religione. Attenzione che le Loges, in questo caso, non hanno niente a che vedere con i massoni ma si trattava di borse mercantili.
Sull'angolo con la rue de Trésoriers de France, si trova la casa di San Rocco, molto venerato a Montpellier e la cui festa si celebra il 16 agosto. Vi partecipa anche la Scuola Grande di San Rocco di Venezia. All'interno della casa si trova un pozzo la cui acqua, si dice faccia guarire, ma non venite di corsa, a causa di infiltrazioni si può solo visitare. Del resto oggi è all'interno di un negozio.

L'attacco della strada partendo dalla Place de la Comedie

Photo de Montpellier fournie gracieusement par TripAdvisor

Uno dei tanti negozi di moda. Vi garantisco che Boss non mi ha sovvenzionato (lol)


Photo de Montpellier fournie gracieusement par TripAdvisor

Il collegamento verso la Piazza Jean Jaurès e la piazza stessa nella foto successiva







Photo de Montpellier fournie gracieusement par TripAdvisor


A livello della prefettura la rue de la Loge raggiunge la rue Foch che si spinge fino all'arco di trionfo la quale sarà oggetto del prossimo post sulle strade di Montpellier.