A questo modo di dire veneto, sono costretto a dedicare un intero post. Questo perché la spiegazione è piuttosto lunga e quindi non la vedo, personalmente, dopo una serie di foto.
Spero che alla fine della lettura sarete d'accordo con me.
Venessiani gran signori, Padovani gran dotori, Vicentini magnagati, Veronesi tuti mati
Ritenendo inutile la traduzione passo direttamente a spiegare il motivo di queste definizioni:
1 - Veneziani gran signori : definiti così in quanto originari della "Signoria" ed anche per la magnificenza dei vari palazzi.
2 - Padovani gran dotori : essendo Padova sede della celeberrima Universa Universis Patavina Libertas (fondata nel 1222 da un gruppo di studenti ed insegnanti provenienti da Bologna.
3 - Vicentini magnagati : si riferisce ad un fatto accaduto nel 1700. La città di Vicenza fu invasa da una moltitudine di topi e gli abitanti si rivolsero quindi a Venezia che promise un centinaio di gatti, che, a sua volta, aveva importato dall'Oriente.
Quando gli incaricati al prelevamento arrivarono nella città dissero: "Sémo queli che se vegnii pai gati" (Siamo quelli venuti per i gatti) ed i veneziani, di rimando: "Ben, fermeve intanto a magnar un bocon che i gati se quasi pronti" (Va bene, fermatevi intanto a mangiare un boccone che i gatti sono quasi pronti).
Con l'intenzione di fare una burla, servirono loro un "conicio in tecia" (coniglio in tegame), ma la leggenda dice che avessero cucinato dei gatti. I vicentini gradirono ed una volta svelato il fatto, non se la presero a male e ripartirono per Vicenza dove liberarono i gatti che sconfissero in breve tempo l'orda dei topi. Solo alla fine rivelarono quello che era successo a Venezia e sembra che a causa della carestia di quel momento i vicentini si siano messi a mangiare le povere bestie.
Lascio all'autore la veridicità di questo fatto, anche perché, a me, amante dei gatti fa venire la pelle d'oca.
4 - Veronesi tuti mati : Si dice così in riferimento al comportamento degli abitanti di Verona durante la festa del "Papà del gnoco", a metà carnevale. Tra le bizzarrie si contavano varie manifestazioni. Una sfilata di animali vari sellati o vestiti in vari modi (maiali, oche, asini, galline ecc.). I cuochi addetti alla cottura dei gnocchi erano curiosamente vestiti ed in una elezione popolare veniva nominato "El Papà del gnoco", il tutto tra smorfie e scherzi inventati al momento. Questa tradizione si è svolta quest'anno in gennaio, il giorno di venerdì grasso.
Altra curiosità
Padova è la città dei tre "senza"
Un prato senza erba (Prato della Valle), un Santo senza nome (non si dice "andiamo a Sant'Antonio", ma "Andiamo al Santo") ed un caffé senza porte (il Caffé Pedrocchi che restava aperto giorno e notte di continuo e quindi le porte non si fermavano mai. Con i tempi che corrono credo che questa usanza sia stata abbandonata).
Se ne potrebbe aggiungere un quarto : un toro senza corna (il "bucranio" che è il logo dell'Università patavina).
EL PAPA' DEL GNOCO (VERONA)
(foto ripresa da Internet)