AVVISO AI MIEI VISITATORI


°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°
QUESTO BLOG NON E' CREATO A SCOPO DI LUCRO
°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°
PRECISO INOLTRE CHE CONTATTERO' SOLO VIA BLOG NON DESIDERANDO UTILIZZARE FACEBOOK O TWITTER
°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°
I MODI DI DIRE, PUBBLICATI IN CALCE AI POST RIGUARDANTI VENEZIA, SONO TRATTI DAL LIBRO "SENSA PELI SU LA LENGUA" DI GIANFRANCO SIEGA - ED. FILIPPI EDITORE VENEZIA O DA "CIO' ZIBALDONE VENEZIANO" DI GIUSEPPE CALO' - CORBO E FIORE EDITORI.
SPERO CHE GLI AUTORI APPREZZINO LA PUBBLICITA' GRATUITA E CHE IO NON SIA OBBLIGATO A SOSPENDERNE LA PUBLICAZIONE.
°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°

I MIEI AMICI LETTORI

domenica 11 novembre 2018

VENEZIA 2018

Sono obbligato ad assentarmi per un po' di tempo, ma tornerò al più presto non essendo una chiusura definitiva.
Allora quale miglior post per salutarvi ? Naturalmente su Venezia.

Partendo dal Quadri  non si poteva evitare di rifotografare la torre dell'orologio. Solo per rinfrescarvi la memoria.



Qui siamo ben avanzati rispetto alle precedenti foto per non ripetere quelle già scattate nel vagabondare. Siamo dopo il Ponte dei Greci per andare verso il Campo San Francesco.


Ed ecco ancora un ricordo personale che vorrete scusarmi. Qui sotto, c'è la scuola di ragioneria da dove sono uscito moltissimi anni fa.



E questa era la vista che ci aspettava dopo ogni interrogazione o esame :  il cimitero di San Michele





Ecco, Andiamo verso il campo San Francesco, ma questa è un'altra storia da raccontare nel prossimo post.


MODI DI DIRE

La prima galina che canta gà fato 'l vovo
(La prima gallina che canta ha fatto l'uovo)

Quando si cerca il responsabile di qualche fatto più o meno grave, la prima delle indiziate che comincia a fare dichiarazioni probabilmente ne sa qualcosa, sempre che non sia lei l'autrice.
Esiste la versione maschile dove si parla del "primo gallo che canta", anche se non può fare l'uovo.

sabato 3 novembre 2018

UN GATTO SCONTROSO

Ci risiamo, mia sorella è venuta a trovarmi


- Non sono un gatto casalingo, ma mi trovo bene solo da me, nel mio regno, nella mia casa. E lo miagolo ancora "Sono un citizen cat".



- Una citazione di Yvan Audouard, troppo vera : "Quando sveglio il mio gatto, ha l'aria riconoscente di quello al quale si dà l'occasione di riaddormentarsi ".



- Personalmente sono come un girasole. Mi sposto nella casa seguendo i raggi del sole.



- Mettete  in marcia l'inno nazionale ! Ho stabilito il nuovo record di lancio del disco, prova che consiste come ciascuno sa, a saltare sulla collezione di CD della famiglia e di spargerla il più lontano possibile. Strano, la famiglia mi urla addosso invece di felicitarmi.

- Le grandi vacanze sono finite. La mia famiglia ha ripreso chi il lavoro e chi la scuola e le vacanze cominciano per me. Non sopportavo più di vederli sprofondati sul mio divano, né di attendere il loro tardivo risveglio per finalmente essere nutrito !

- Per voi, gli umani, il mattino, c'è una enorme differenza tra le 6 e le 6,05. I miei padroni (come credono loro) hanno la spiacevole abitudine di far suonare la loro sveglia almeno dieci volte prima di cominciare ad alzarsi. Per evitare questo problema, ho preso io l'abitudine di spegnere la loro sveglia durante la notte. In questo modo tutto il mondo è contento. Loro dormono più a lungo ed io, non sono più svegliato all'alba.

- Per vostra informazione, io non sono grosso. Ottimizzo solamente la mia superficie carezzabile. Inoltre vi cito il pensiero di Théophile Gautier : "Se voi siete digni della sua affezione, un gatto diventerà il vostro amico ma mai il vostro schiavo ".

Frida : "Attenzione penso di attaccare l'avversario del momento"

sabato 27 ottobre 2018

VENEZIA 2018

Lasciato il teatro La Fenice alle spalle entriamo in calle larga XXII marzo e ci dirigiamo verso la chiesa di San Moisé. Risale al tardo VIII secolo ma ebbe numerose modifiche nel tempo. Inizialmente intitolata a San Vittore divenne di San Moisè dopo il restauro finanziato da Moisè Valier nel 947, in onore del Santo di cui portava il nome.
Fu ricostruita nel 1105 dopo il disastroso incendio che devastò Venezia (spostamento di tutte le forgie dal Ghetto alla terraferma e dei vetrai trasferiti a Murano).
La facciata è in stile barocco e fu ultimata nel 1668 ad opera di Alessandro Tremignon. All'interno si trovano opere del Tintoretto e di Palma il Giovane ma anche altre di scultori e pittori meno conosciuti.




Vista dall'omonimo ponte con a sinistra il lato dell'hotel Bauer-Grünwald. Prima del 1945  esisteva anche il ponte Barozzi all'incirca all'intersezione delle due parti dell'hotel, divise da una calle. I proprietari vollero riunificare il tutto, ricostruendo la parte dell'albergo verso San Moisè. Chiesero la distruzione del ponte al Comune di Venezia che rifiutò. Visto che l'albergo era in gran parte occupato da tedeschi, i proprietari chiesero ai loro comandanti di risolvere il problema. Fose pensate che sarebbero andati a discutere ? NO ! Misero, a marea bassa, delle barche cariche in modo da essere solide e riempirono con esse il vuoto sotto il ponte. Con l'alta marea il ponte esplose saltando fuori dai suoi punti d'appoggio. Soluzione drastica tipica dell'epoca.



Una vetrina ben composta in calle Vallaresso e la finestra dell'Harris bar nella stessa calle



L'interno del suddetto bar conosciuto per la ricetta del "Bellini" (prosecco e succo di pesca)



Una pausa al caffé Quadri famoso ritrovo degli austriaci durante il dominio su Venezia. E' qui che è stata inventata la prima versione dello "Spritz" (vino bianco secco ed acqua minerale frizzante). La leggenda dice che gli invasori volessero imitare i veneziani ma per loro il vino era troppo forte, rispetto alla birra, e quindi chiedevano di allungarlo con l'acqua. Siccome avevano paura di farsi trovare a bere dalle loro ronde, entravano al Quadri gridando "spritzen" che potremmo tradurre come "spruzzo" ma che veniva preso come un invito a fare veloce.
Naturalmente lo spritz subì in seguito numerose varianti e la più corrente è quella di aggiungere del Bitter o del Select e una fetta di limone od arancio sul bordo del bicchiere.



Charles


ed io


Per oggi ci fermiamo qui in pieno riposo

MODI DI DIRE
In casa vecia no manca mai sorzi
(In una vecchia casa non mancano mai i topi)

Sta a significare che in una casa vecchia, chi cerca trova sempre quello che gli serve

lunedì 22 ottobre 2018

UN GATTO SCONTROSO

Il topo catturato nella casa di campagna

- La mia vera casa mi manca. Dire che potrei essere confortabilmente installato sul bordo della mia finestra preferita, in pieno pisolino, il sole che accarezza teneramente il mio pelo.
Ebbene no ! Se continua così andrò a protestare presso il mio sindacato.

- E' in momenti come questi che rimpiango di non avere la patente od una carabina carica. E' ormai una settimana che ho dei brividi di freddo in mezzo a queste vecchie pietre. Siamo in piena estate e muoio di freddo.

- Belle vacanze ! Resto in questa rovina ad annoiarmi in compagnia della mia padroncina (per modo di dire) che, anche lei, deprime mentre il resto della famiglia sta camminando nel bosco con Patapouf (il cane) che, lui, si diverte moltissimo. Quale è l'interesse della campagna ? Sono un gatto urbano, un citizen cat, e mi annoio enormemente in piena natura.

- Gli animali mi fanno paura qui in campagna. In città amo cacciare gli uccelli, ma quelli in campagna non sono uguali a quelli della città. Sono molto più grossi di me, fanno delle uova e non mi temono, cosa che, devo confessarlo, che mi fa veramente arrabbiare.
Un universo, 12 pianeti, 18.047 isole, 85 mari …. perché devo passare le mie vacanze in questo buco per topi ? (vedere la foto iniziale).

- E' finita ! Non sono mai stato così contento di riprendere la vettura ! Posso assicurarvi che non hanno avuto bisogno di inseguirmi per mettermi nella gabbia di trasporto. Ci dormivo dentro da tre giorni,pronto a ripartire. Quale piacere la vettura, otto ore al caldo, direzione la mia casa.



Tutti insieme appassionatamente (o quasi)

lunedì 15 ottobre 2018

CONTINUA LA CAMMINATA A VENEZIA


Dal campo Sant'Angelo, dove eravamo rimasti una settimana fa', si arriva facilmente a prendere la direzione verso il teatro "La Fenice"
passando anche dinnanzi l'omonimo ristorante "Taverna La Fenice". Si mangia molto bene e si paga di conseguenza. Preparate il portafoglio o la carte di credito.





Curva a sinistra e dopo qualche decina di metri si entra nel campo dove troneggia il teatro. Vi propongo una vista di lato, una orrizontale ed una verticale.





Avevamo intenzione di fare una visita dell'interno ma, per mancanza di tempo, l'abbiamo rinviata alla prossima volta. Quindi accontentatevi della sala d'ingresso.




Sappiate comunque che, se passate da quelle parti, la visita vale la candela ed anche il prezzo del biglietto. Sono disponibili delle audioguide.
Altra soluzione andate qui (basta cliccare sul link) :



Peccato che non si riesca a leggere l'eccellente programma del 2018



MODI DI DIRE

Chi no gà testa, gà gambe
(Chi non ha testa, ha gambe)

Le dimenticanze causate da sbadataggine obbligano a fare percorsi a piedi per porvi rimedio. In modo particolare a Venezia.

domenica 7 ottobre 2018

UN GATTO SCONTROSO

Vergognatevi, se entrassi io nel vostro WC, cosa mi direste ?

- Ma cosa è questo casino ? Scusate la mia provvisoria volgarità, ma se voi foste rinchiusi per cinque ore in una gabbia di plastica sui sedili posteriori di una vettura, circondato da una adolescente e da un ragazzino così eccitato come un rumeno al salone delle caravan, avreste anche voi i nervi a forma di batuffolo.

- Mamma mia, che viaggio lungo e pieno di noia ! Una vera tortura. La prossima volta che riascoltano lo stesso CD di Jean-Jacques Goldman, urino nella vettura. Eccoli avvisati !

- Siamo finalmente arrivati in una casa in rovina chiamata "casa di campagna". Per quello che è della campagna, la vedo bene e la civilizzazione è lontana. Ma si può decentemente chiamare questo ammasso di pietre una casa ?

- Viviamo attualmente in un rifugio di pietra, senza conforto, che odora come la mia lettiera dopo tre giorni senza pulizia. Quasi nessun mobile salvo un canapé consumato.
Non è un viaggio di 500 km che abbiamo percorso ma un viaggio di 500 anni addietro. Ho l'impressione di vivere in un remake del film "Les Visiteurs".

- Alla campagna i miei umani adulti hanno l'aria gioiosa e continuano a vantare i grandi spazi e la natura.
Ho l'impressione che la  loro figlia , come me, non condivida il loro entusiasmo, in modo particolare dopo aver scoperto che non ha alcun collegamento per il suo portatile.

- E voi chiamate questa una vacanza ? Io la chiamo l'inferno ! Sono già due ore che lavoro a mettere il mio odore ai quattro angoli di questa casa (se si può chiamare così).

Vedremo, tra un po', il seguito di questa "vacanza !!!!"



Non solo Edgar né ha diritto. Piccola siesta nella veranda da parte di Selma e Matisse

domenica 30 settembre 2018

VENEZIA

Questo post è in parte un po' personale perché ci troviamo tra Campo San Giacomo dell'Orio e San Stae, in corte dei Mercanti.
La porta al 1825A è quella della casa dove sono nato nel lontano 24 dicembre 1942. Venezia era stata comunque risparmiata dai bombardamenti, ma quando è stata la volta di Marghera, ho avuto il tempo di avere su di me l'intonaco del soffitto della mia camera. Per fortuna che mia madre si era sdraiata su di me ed è lei che ha preso tutto sulla schiena.



Nella corte c'è un capitello con questa meravigliosa Madonna con bambino che quasi nessuno conosce. E' la corte dove sino ai nove anni ho giocato con i miei amici a tutti i giochi collettivi compreso la guerra contro i vicini di rione. Naturalmente non sanguinosa, solo qualche contusione. Ci costruivamo delle spade con lame di legno ed elsa di latta. A quel tempo non c'erano televisione, giochi elettronici, portatili o qualsiasi altra cosa elettronica.




Se volete saperne di più, andate qui :


Per la foto seguente devo raccontarvi una storia vissuta. Il balcone che si vede al centro della foto è quello del salone della casa suddetta. Sulla tavola centrale troneggiava un'alzata in vetro di Murano con dentro della frutta. Ho preso il tutto, sono uscito sul balcone e l'ho gettato nel canale. La frutta galleggiava, ma l'alzata non è più stata ripescata. Lascio a voi pensare alle conseguenze.



Qui sotto ci troviamo tra la mia vecchia casa ed il campo San Giacomo dell'Orio. Nel negozio che si vede alla base del ponte c'era una volta un ferramenta che vendeva, oltre alle normali cose, dei bei leoni in bronzo (ne ho uno) o delle placche per campanelli nello stesso materiale od in rame. Ma questo era una volta, oggi solo ricordi di oggetti costruiti non si sa dove ed i leoni sono in plastica color argento, oro e bronzo.





Visto che eravamo un po' stanchi, dopo 30 chilometri a piedi, accumulati nei vari giorni ci siamo permessi  di prendere il vaporetto per scendere alla fermata di Sant'Angelo, attraversando il bellissimo campiello dove una volta c'era la sede ACTV.





Da campo Sant'Angelo si nota la pendenza (inferiore comunque alla torre di Pisa) del campanile della chiesa di Santo Stefano.





MODI DI DIRE

Aver el tesoro de Samarco
(Avere il tesoro di San Marco)



Sta ad indicare una ricchezza tale da superare ogni immaginazione: il tesoro di San Marco, continuamente accresciuto da doni preziosi di potenze straniere, dai ricchissimi lasciti di privati e dai bottini conquistati in guerra dalle navi veneziane, raggiunse nel 1500 la bella somma di due milioni di zecchini (il solo corno dogale era valutato 200.000 zecchini).
Una parte fu rubata (i ladri ritrovati venivano subito soppressi), una parte presa dai francesi (diciamo pure rubata) nel 1797, anche se il clero dell'epoca riuscì a nascondere buona parte del tesoro tutt'ora visibile in Basilica.

lunedì 24 settembre 2018

UN GATTO SCONTROSO

Un giorno o l'altro arriverò a prenderlo

- Un'espressione che detesto : "Gatto scottato teme l'acqua fresca."
Dovete avere un vero problema con le vostre espressioni ! Andate a farvi vedere da un psicologo, banda di ammalati!

- Ho deciso di dirvi tutto e di rivelarvi uno dei miei piaceri colpevoli. Amo sorvegliare i vicini attraverso le finestre. Potrei guardarli per delle ore ma lascio a voi sorvegliare la strada per conto mio, il tempo di fare una piccola siesta bene meritata.


- Il mattino, con tutti i rumori dei miei umani che partono al lavoro o a scuola, avrei voglia di avere delle "Quies" nelle orecchie e riaddormentarmi subito. Ma, purtroppo, non ne esistono di così grandi ed efficaci per le mie maestose orecchie di gatto, vere parabole invidiate anche dalla CIA.

- Il concetto di armata è totalmente incompatibile con la nostra filosofia di gatto. Non accetteremo mai di sfilare in rango (anche se vi mettete a cantare "44 gatti") e, soprattutto, di ricevere degli ordini da chicchessia!

- Sembra che partiamo tutti in vacanza. Non so cosa significhi esattamente, ma questo non mi dice niente di buono.
Tutta la famiglia si attiva a mettere le proprie cose in grandi valigie. Adoro le valige, sono più simpatiche che le borsette. Adoro vuotare il loro contenuto ed installarmi confortabilmente in queste capanne di cuoio.

- Per le vacanze, spero che non dimenticheranno di portare il minimo di conforto : il mio letto, la mia lettiera, i miei giocattoli, degli alimenti commestibili, anzi, molta nurritura, la televisione a schermo piatto, il divano del salone. Non mi ricordo più, ho annotato la nurritura ?

Vedremo come va a finire in seguito.

Matisse in un momento di tristezza, subito passata davanti le crocchette


domenica 16 settembre 2018

E SE TORNASSIMO A VENEZIA ?

I piedi cominciano a lamentarsi, ma si continua. Nel rifare il cammino inverso i miei amici non hanno fatto altre fotografie ed hanno ricominciato nei pressi e sul ponte di Rialto




Vista dal lato sinistro del ponte (montando dal lato di San Bortolomio)


e dal lato destro con vista sulla Ca' D'oro


In un post precedente vi avevo accennato ad una leggenda (o verità?) sul ponte di Rialto ed è il momento di raccontarvela. Ci sono diverse versioni, ma io utilizzo sempre quella tramandatami da mia nonna. Premetto che le parole pronunciate dal gondoliere erano naturalmente in veneziano e, per brevità, le riporto solo in italiano.
Scendendo il ponte, verso il tribunale di Venezia, troverete sulla destra (dove il ponte si sdoppia) il Palazzo dei Camerlenghi. Al posto del ponte c'era un traghetto. Ora un patrizio che usciva dal palazzo e doveva recarsi a San Marco per una riunione, si trovò sulla riva quando la gondola era già staccata per passare dall'altra parte. Visto che era in ritardo, chiamò il gondoliere affinché tornasse a prenderlo ma, questi, prendendosela comoda andò al di là e ritornò con calma. Il patrizio, incazzato nero, gridò al gondoliere "Quando sarò doge farò costruire qui un ponte e perderai il tuo lavoro". Al che, il gondoliere gli rispose (in buon veneziano come detto sopra) "Tu farai un ponte quando il c.... farà l'unghia e la m.... andrà in fiamme". Comunque il patrizio divenne doge e fece costruire il ponte (all'inizio in legno) ed a memoria dell'episodio fece aggiungere due altorilievi ai lati del palazzo che vi riproduco qui sotto.
La donna con le fiamme


e l'uomo con l'unghia tra le gambe


Subito dopo si entra in campo san Giacometo dove troneggia un bell'orologio




Purtroppo ai mie amci è sfuggita la statua più importante che si trova proprio di fronte all'orologio ed a fianco del tribunale di Venezia. Ho ripreso le due foto seguenti dal sito di Venice wiki che vi invito a raggiungere, sperando che mi perdonino il "pirataggio". Eccovi il link, lasciando a loro il compito di informarvi sul perché e sull'utilizzo di questa statua. Rinvio alla prossima volta i MODI DI DIRE, ma vi anticipo che ancora oggi a Venezia si dice : "Anca ti, ti xe passà soto la statua del gobo" (Anche tu sei passato sotto la statua del gobbo).