Nel passato, quando il restauro non era ancora finito, avevo dedicato dei post a questo castello ma, visto che ci sono stati dei miglioramenti con l'apertura di alcune sale, mia moglie ed io abbiamo preferito rivisitarlo.
Il castello è stato dichiarato monumento storico sin dal 1966, ma cominciamo con i dintorni e l'acquedotto che portava l'acqua sia per il palazzo che per le fontane del giardino alla francese, prima del collegamento alla rete comunale.
In questa foto si nota il fregio della prima chiesa di Castries (chiesa romana) che serviva quale cappella privata della nobile famiglia proprietaria del castello. Quando rischiò di crollare per l'incuria si decise di costruire una nuova chiesa aperta però anche ai Castrioti. Questi apportarono comunque la loro contribuzione donando del denaro, del materiale o del tempo per i lavori. Ecco qui sotto la chiesa Saint-Etienne costruita con la pietra di Castries molto ricercata all'epoca:
La nostra guida
E quello che avevamo attorno al luogo dell'appuntamento
Parliamo ora dell'acquedotto, la più importante opera idraulica eseguita in Francia da un privato. René Gaspard de la Croix de Castries incaricò Pierre-Paul Riquet (tra l'altro ideatore e costruttore del Canal du Midi) di portare l'acqua al castello su richiesta dell'architetto paesaggista André Le Nôtre (già autore dei giardini di Versailles). Il Riquet andò a prenderla ad una fonte molto distante per cui l'acquedotto misura 6.822 metri con una pendenza di soli tre metri dall'inizio alla fine. La parte più spettacolare è naturalmente quella dei grandi archi (per poter superare gli avallamenti del terreno senza nuocera alla pendenza).
Per ora mi fermo qui ma nella prossima puntata vedremo altre caratteristiche di questa opera.

