Abbandoniamo il campo del Ghetto, guardando l'ultima placca in bronzo che rappresenta l'imbarco degli ebrei nei treni verso la Germania e "el linzioeto" indicante il campo e il ponte. Il termine in italico significa "piccolo lenzuolo" ed è così che i veneziani chiamano i rettangoli bianchi che indicano il luogo dove si ci trova o il sestiere stesso.
Passando questo ponte e girando a destra, si esce dal Ghetto e ci si dirige verso la Misericordia. La chiesa, il campo ed il retro, dove si trovava la sede della Reyer ai miei tempi. Non vi dico quante partite di pallacanestro ho visto in questo luogo quando ero studente. La squadra della mia scuola (forse per l'appoggio vocale che gli davo) arrivava sempre a conquistare il primo posto.
Confessione postuma: E' vero che nella squadra avevamo quattro giovani giocatori della Reyer (prima divisione).
Confessione postuma: E' vero che nella squadra avevamo quattro giovani giocatori della Reyer (prima divisione).
Si gira a destra per tornare verso Rialto
MODI DI DIRE
Can no magna de can
(cane non mangia del cane)
Persone che hanno in comune degli interessi, non si attaccano mai
Allora qui, devo raccontarvi una cosa veramente accaduta molti anni fa , quando ero ancora in Italia. Sul Montello, poco lontano da Venezia, si trovava un ristorante molto rinomato, dove la specialità era il capriolo cotto in tutte le forme possibili. Una compagnia di cacciatori si fermò per un lauto pasto ed uno dei commensali diede al suo cane un osso da rosicchiare. Il cane rifiutò di mangiarlo ed il suo proprietario, sorpreso, raccolse l'osso. Lo fece analizzare da un laboratorio e si scoprì che era un osso di cane. Dopo anni di indagini si scoprì che il colpevole era il cuoco, il quale prendeva i soldi dal padrone per comperare il capriolo. Comperava del cane e si metteva in tasca quello che restava. Non ho mai creduto a questa fine della storia perché non era possibile che il padrone non fosse d'accordo ma, cosa volete, così va la giustizia.
