E' un pezzo che non torno su Venezia e vi avevo lasciato davanti la Manifattura Tabacchi. Fatto il ponte di ferro si gira a destra e poi subito a sinistra (altrimenti si finisce in canale) per arrivare sotto le mura della prigione di Stato, quella per gli uomini. Come potete ben immaginare, è proibito fotografare e quindi mi sono accontentato di riprendere il ponte che si trova di fronte. Bisogna sapere che dall'altra parte di detto ponte una volta c'era un gasometro e che le case adiacenti erano occupate dai dipendenti. Mio fratello ed io, all'età di 12 anni, avevamo come amici due ragazzi che abitavano in queste case e quindi ci facevano entrare nell'enorme giardino interno dove si giocava al calcio od a qualsiasi altro gioco. Sulla sinistra del ponte a circa 50 metri si trova una casa che fa angolo con il canale e che due guardie carcerarie mi hanno detto di non fotografare perché è l'abitazione di uno di loro. Del resto al mio tempo vi abitava effettivamente una guardia che aveva due figlie una più bella dell'altra e, qualche anno dopo, noi restevamo lì davanti con la bava alla bocca, sperando che accettassero di venir a ballare. Altri tempi.
Ritornando alla casa devo dirvi che ai tempi della Serenissima era l'abitazione dei vari boia che si succedettero.
MODI DI DIRE
Go vuo 'na pégola che no te digo
(Ho avuto della pece che non ti dico)
Sta ad indicare che non si è stati fortunati e che la cosa intrapresa non è riuscita
