Sono andato a trovare Alba sul suo blog autourdupuits.blogspot.com ed ho visto alcune foto sulla preparazione di una forcola. I miei amici veneziani sapranno già di cosa si tratta, ma per i non adepti della voga alla veneta, la forcola è quel pezzo in legno (chiedo scusa alle forcole per averle definite in questo modo oltraggioso) dove si appoggia il remo. Chi è stato a Venezia avrà anche notato che la gondola è asimmetrica e cioé, semplificando, una lato è dritto e l'altro è panciuto. Questa forma aiuta il gondoliere a fare meno fatica per raddrizzare l'imbarcazione ed a passare meglio nei canali.
La voga in piedi era diventata quasi obbligatoria per permettere ai veneziani di girovagare tra gli stretti canali, ma in più per la gondola si è studiata una forcola speciale fatta generalmente in radica di noce (per inciso i remi sono normalmente in faggio) in modo da poter attuare diversi tipi di voga. Le forcole possono essere di due tipi: da poppa e da prua.
La prima forcola da poppa che vi presento non viene normalmente usata per le gondole, ma per i pupparini
Quella da gondola normalmente ha un solo "morso"
Noterete che entrambe le forcole non sono diritte, ma sporgono verso l'esterno per poi tornare verso la barca formando quella che nella prima foto viene indicata come "sanca". A cosa serve? Mi direte: ad appoggiare il remo quando il gondoliere si china verso la "biondina in gondoleta". E invece no. Serve nei canali stretti perché il gondoliere, avanzando di un passo sulla poppa, voga appoggiando il remo nella "sanca" ed il remo rimane quindi lungo il lato della gondola occupando meno spazio in larghezza.
Quest'ultima foto rappresenta una forcola da prua. Non ha bisogno di essere complessa come la consorella, perché il proviere deve solo pensare a spingere il più forte possibile senza preoccuparsi della direzione della barca.


