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I MODI DI DIRE, PUBBLICATI IN CALCE AI POST RIGUARDANTI VENEZIA, SONO TRATTI DAL LIBRO "SENSA PELI SU LA LENGUA" DI GIANFRANCO SIEGA - ED. FILIPPI EDITORE VENEZIA O DA "CIO' ZIBALDONE VENEZIANO" DI GIUSEPPE CALO' - CORBO E FIORE EDITORI.
SPERO CHE GLI AUTORI APPREZZINO LA PUBBLICITA' GRATUITA E CHE IO NON SIA OBBLIGATO A SOSPENDERNE LA PUBLICAZIONE.
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giovedì 27 agosto 2015

21° DOGE -PIETRO CANDIANO III (942 - 959)



Alla morte di Badoer (Partecipazio III), nel 942 venne eletto Pietro Candiano III. Se vi ricordate suo padre si era dato tanto da fare per passargli in eredità il trono ed egli venne soprannominato Petrone come il genitore.
La sua prima azione fu una campagna contro Lupo, il patriarca di Aquileia colpevole di aver compiuto una scorreria nell'isola di Grado e questo al solo scopo di affermare la propria supremazia. Bastò un blocco marittimo per ridurre a miti pretese il patriarca di Aquileia costretto anche a presentare le scuse. L'avvenimento più importante del suo dogado si ebbe nel 948, quando fu respinto un improvviso attacco dei Narentani al quale viene collegata la "Festa delle Marie".
A quel tempo si chiamava, in realtà, "La festa del matrimonio" (processio scholarum) che avveniva il 2 febbraio e dove si faceva un corteo di barche ornate di drappi e bandiere, con gli sposi promessi a bordo. Si arrivava nell'isola di Olivolo (sede episcopale) alla cattedrale di San Pietro in Castello. Naturalmente il tutto era accompagnato da canti, doni ed offerte varie e finiva con la solenne benedizione.
Soltanto che quell'anno i pirati narentani pensarono di intervenire per rapire le future spose e riservarle per gli harem mussulmani. Naturalmente gli intervenenti alla festa erano tutti disarmati e furono sorpresi dell'irruzione dei pirati che si erano nascosti nelle vicinanze dell'isola. Una vera razzia sia di cose che di donne ma il doge non si perse d'animo ed organizzò una flotta mettendosi all'inseguimento. Raggiunse i pirati nella laguna di Caorle e fece trucidare tutti i Narentani liberando le giovani donne che furono riaccompagnate ad Olivolo. Il porticciolo dove venne effettuata la battaglia fu chiamato "Porto delle Donzelle". Fu così che venne creata la "Festa delle Marie" :  12 fanciulle vestite splendidamente partecipavano ad un banchetto offerto dal doge, a spese dei contribuenti naturalmente (né più né meno come oggi). Inoltre si instaurò la "Regata storica" che si svolge nel mese di settembre.
In politica estera, Pietro fu rispettoso di Berengario II e quindi si vide rinnovati tutti i privilegi feudali aiutato in questo dal figlio Pietro (anche lui) che mirava alla co-reggenza e che ottenne con vari intrighi.
In ogni caso diede un adeguato patrimonio terriero alla prole. Il figlio Domenico divenne vescovo di Torcello mentre un'altro, Stefano, arrotondava i suoi guadagni con il traffico degli schiavi malgrado i contrari decreti in vigore.
Pietro, il primogenito, cercò con la forza di divenire doge, ma i suoi sostenitori furono sconfitti. Il padre, per evitargli la messa a morte, lo esiliò nel marzo del 958 ed il figlio, con una buona parte dei suoi fedeli, si recò a Ravenna presso il marchese Guido aiutandolo in una spedizione contro il marchese di Spoleto. Guido, grato per l'appoggio ricevuto, gli mise a disposizione un'armata per andare contro il padre. Vincendolo, ottenne con le armi la dignità dogale nel 959. Pietro III mantenne ancora per qualche mese la carica, ma morì nello stesso anno, ormai esautorato.

Dopo questo lungo testo non voglio infierire ancora con i modi di dire e quindi vi saluto.