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SPERO CHE GLI AUTORI APPREZZINO LA PUBBLICITA' GRATUITA E CHE IO NON SIA OBBLIGATO A SOSPENDERNE LA PUBLICAZIONE.
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domenica 22 maggio 2016

MONTPELLIER CAPITALE DEL PROFUMO


"Marie-Antoinette" quadro di Elisabeth Vigée Le Brun

Come ben saprete, oggi la capitale del profumo francese è Grasse ma, sino al XVIII secolo ne era la capitale Montpellier. I profumi di questa città erano i preferiti di Parigi, imponendo alla corte di Francia i nomi di Matte La Faveur e di Fargeon.
Nel 1755, Jean louis Fargeon ha sette anni e, nel negozio di suo padre, situato nella" Gran Rue", di fronte alla "Traverse des Granadiers", si piace salire su una scala e stordirsi con i profumi contenuti in vasi di ceramica allineati sulle vetrine e gli alti scaffali. Essenze di rosa, di narcisio, di fiori d'arancio. Odori di agrumi venuti dall'Italia : cedro, bergamotto. Profumi esotici : santal, cannella, ecc. ecc.
Mentre al banco di vendita i compratori si contendevano gli oli, le acque, le polveri o le pomate, il piccolo ragazzo sorvegliava gelosamente il misterioso laboratorio, installato nel fondo del negozio, dove in alambicchi, serpentine e caldaie si distillavano i profumi che egli respirava nella "garrigue" ogni volta che scappava dalla scuola parrocchiale.
Certo che doveva essere lieto di discendere, da parte di madre, dai Matte La Faveur, una delle più grandi famiglie di produttori di profumo in Montpellier ma in quel momento non poteva sapere che avrebbe iscritto il suo nome nella Storia. Arrivando ad un "savoir faire" a livello di una vera arte, imponendo le sue composizioni sino alla Corte di Francia e diventando una ventina d'anni dopo, il profumiere titolare della regina Marie-Antoinette (vedi ritratto qui sopra).


Abito di profumiere - T Kawiak

Curare e profumare

"L'eau de la Reine de Hongrie (l'acqua della Regina di Ungheria) non può farsi così buona che a Montpellier", scrive nel 1693 il profumiere Simon Barbe, "perché la fanno con dei fiori di rosmarino che hanno in abbondanza". La campagna del Languedoc gioca in effetti un ruolo importante nello sviluppo della profumeria e, a Montpellier, si contano nel 1738, un centinaio di artigiani nella città nel commercio delle spezie e l'importanza della medicina e della farmacia, assicurano a Montpellier un ruolo di piazza principale del profumo in Francia sin dal XII e XIII secolo. L'acqua di timo, la polvere di Cipro, pastiglie per lo stomaco a base di liquerizia ... I farmacisti di Montpellier, mescolano piacere e terapia. Profumi e virtù curative. Come la celebre acqua, nominata più sopra, che viene offerta a Carlo V nel 1370, con la quale si può aspergere il viso o berne un sorso per premunirsi dalle infezioni. Lo spettro della peste che si sviluppa in tutta Europa, spinge gli abitanti a cercare delle protezioni segrete. Facendo bruciare dei rami nel fuoco, mettendo nei locali spezie e sacchetti di profumo, ma si tenta in modo particolare di allontanare i miasmi pericolosi. A Parigi ci si strappano i profumi "alla moda di Montpellier", fabbricati da più generazioni  di farmacisti : Jacques de Farge, Laurent II Catelan, i Fargeon e i Matte La Faveur.


Il giardino delle piante a Montpellier

Un brutale declino

Il 9 dicembe 1687, scoppia il temporale (modo di dire). Una legge assogetta a dei diritti di dogana esorbitanti come quelli del vino anche "tutti i liquori venenti da Montpelliere e dalle altre provincie del regno destinate per la città ed i dintorni di Parigi". I profumi, contenenti dell'alcool sono naturalmente interessati dalla procedura. All'origine di questa decisione, la volontà del Ministero delle Finanze di mettere un termine alle frodi da parte di quelli che su pretesto di importare delle "eaux de senteur", acquistavano barili interi di acquavite aromatizzata senza pagare le tasse relative. Pressione fiscale e rivalità intestine portano alla fine della profumeria a Montpellier. Depositi di bilancio, fallimenti. Ci si esilia verso Parigi o Grasse, la grande rivale.
Nel 1769, quando Giacomo Casanova si installa per qualche giorno nella "rue de la Saunerie", nell'Albergo del Cavallo Bianco, ritrova la bellezza di cui si era quasi innamorato, sposata ad un farmacista. Felice e fedele ormai. Il profumo "Odor di femina" che lo aveva sedotto era ormai evaporato.