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lunedì 7 gennaio 2013

MO.S.E.


Ogni tanto mi piace uscire dal tema del mio blog per affrontare qualche argomento serio. MO.S.E.? Cosa significa questa sigla ? Per esteso vuol dire «MODULO SPERIMENTALE ELETTROMECCANICO » ed è il sistema studiato per arginare le acque alte a Venezia.
A parte il fatto che, almeno qui in Francia, si crede possa riferirsi a Mosé, per cui si parla di “Moïse” , mi sto chiedendo se veramente quest’opera sia stata la soluzione migliore.
Ad oggi il costo si eleva a 5,5 miliardi di euro, ma non si capisce se questo importo comprenda anche i milioni spesi per il modellino in scala ed i vari studi di applicazione. Certo non comprende il restante 25% dei lavori da completare e gli alti costi di manutenzione che dovranno sostenere Comune, Provincia e Regione.
Sono stai presentati 9 ricorsi da parte di varie istituzioni, ecologiste e no, compreso uno da parte del Comune di Venezia. Tutti sono stati respinti senza tener conto del danno ambientale verso il quale si potrebbe andare.
Scopo di questa premessa è di introdurvi in una discussione per vedere se io possa avere torto o ragione.
Circa 50 anni fa, un'azienda veneziana aveva presentato un progetto, sulla base di quanto fatto ad Amsterdam, per creare una rete di fognature a Venezia. Penso sia inutile precisare che gli scarichi dei vari appartamenti veneziani sfociano nei canali. Naturalmente la rete si sarebbe fatta nelle varie fondamenta, catturando i tubi di scarico e convogliando il tutto verso un depuratore.
E’ vero che solo circa il 75% degli scarichi sarebbe stato intercettato in questo modo e che per i restanti, che vanno direttamente nei canali senza fondamenta, bisognava trovare un’altra soluzione, ma sarebbe stato sempre meglio che niente.
Bisogna tener presente, anche, che quando l’acqua alta arriva a livelli eccezionali (vedi nel 1966) questa sale attraverso le condutture e si riversa negli appartamenti a pianoterra, anche se si protegge la porta d’ingresso con barriere e, per questo, sempre la stessa azienda, aveva proposto la possibilità di sollevare di almeno 30 centimetri il suolo veneziano, per limitare le zone invase dall’acqua. Oggi gli appartementi a piano terra sono quasi tutti inutilizzati.
Certo che si sarebbe trattato di un lavoro titanesco, ma, ad Amsterdam, ci sono pure riusciti nell’arco di una trentina d’anni e perché a Venezia non lo si è fatto? Perché i politici non vedono al di là del proprio mandato elettorale e quindi nessuno ha avuto il coraggio di approvare un’opera del genere, il cui costo sarebbe stato, comunque, di molto inferiore a quello del MO.S.E (alcuni miliardi di lire - e non di euro – ripartiti nei trent’anni).
Inoltre mi chiedo: i tecnici hanno calcolato l’erosione che possono creare le grandi navi di crociera che entrano a Venezia? Non è che possano contribuire a danneggiare le strutture subacquee all’entrata delle bocche di porto?  Su questo argomento non ho dati tecnici che possano confermare quello che penso personalmente.
Sono convinto che, alla lunga, non ci sarà più un sufficiente ricambio d’acqua nella laguna veneziana e che si andrà sempre più verso la distruzione dell’ecosistema lagunare, sempre che non succeda prima a causa di un incidente tipo Isola del Giglio.
Sappiate che non sono un ingegnere, né un tecnico e quindi le mie convinzioni sono dettate solo da una riflessione personale e che spero, sinceramente di sbagliarmi. Vedremo cosa ci riserverà il futuro.