Ogni tanto mi piace uscire dal tema del mio blog per affrontare qualche
argomento serio. MO.S.E.? Cosa significa questa sigla ? Per esteso vuol
dire «MODULO SPERIMENTALE ELETTROMECCANICO » ed è il sistema studiato per
arginare le acque alte a Venezia.
A parte il fatto che, almeno qui in Francia, si crede possa riferirsi a
Mosé, per cui si parla di “Moïse” , mi sto chiedendo se veramente quest’opera
sia stata la soluzione migliore.
Ad oggi il costo si eleva a 5,5 miliardi di euro, ma non si capisce se
questo importo comprenda anche i milioni spesi per il modellino in scala ed i
vari studi di applicazione. Certo non comprende il restante 25% dei lavori da
completare e gli alti costi di manutenzione che dovranno sostenere Comune,
Provincia e Regione.
Sono stai presentati 9 ricorsi da parte di varie istituzioni, ecologiste e
no, compreso uno da parte del Comune di Venezia. Tutti sono stati respinti
senza tener conto del danno ambientale verso il quale si potrebbe andare.
Scopo di questa premessa è di introdurvi in una discussione per vedere se
io possa avere torto o ragione.
Circa 50 anni fa, un'azienda veneziana aveva presentato un progetto, sulla
base di quanto fatto ad Amsterdam, per creare una rete di fognature a Venezia.
Penso sia inutile precisare che gli scarichi dei vari appartamenti veneziani
sfociano nei canali. Naturalmente la rete si sarebbe fatta nelle varie
fondamenta, catturando i tubi di scarico e convogliando il tutto verso un
depuratore.
E’ vero che solo circa il 75% degli scarichi sarebbe stato intercettato in
questo modo e che per i restanti, che vanno direttamente nei canali senza
fondamenta, bisognava trovare un’altra soluzione, ma sarebbe stato sempre
meglio che niente.
Bisogna tener presente, anche, che quando l’acqua alta arriva a livelli
eccezionali (vedi nel 1966) questa sale attraverso le condutture e si riversa
negli appartamenti a pianoterra, anche se si protegge la porta d’ingresso con
barriere e, per questo, sempre la stessa azienda, aveva proposto la possibilità
di sollevare di almeno 30 centimetri il suolo veneziano, per limitare le zone
invase dall’acqua. Oggi gli appartementi a piano terra sono quasi tutti
inutilizzati.
Certo che si sarebbe trattato di un lavoro titanesco, ma, ad Amsterdam, ci
sono pure riusciti nell’arco di una trentina d’anni e perché a Venezia non lo
si è fatto? Perché i politici non vedono al di là del proprio mandato
elettorale e quindi nessuno ha avuto il coraggio di approvare un’opera del
genere, il cui costo sarebbe stato, comunque, di molto inferiore a quello del
MO.S.E (alcuni miliardi di lire - e non di euro – ripartiti nei trent’anni).
Inoltre mi chiedo: i tecnici hanno calcolato l’erosione che possono creare
le grandi navi di crociera che entrano a Venezia? Non è che possano contribuire
a danneggiare le strutture subacquee all’entrata delle bocche di porto? Su questo argomento non ho dati tecnici che
possano confermare quello che penso personalmente.
Sono convinto che, alla lunga, non ci sarà più un sufficiente ricambio
d’acqua nella laguna veneziana e che si andrà sempre più verso la distruzione
dell’ecosistema lagunare, sempre che non succeda prima a causa di un incidente
tipo Isola del Giglio.
Sappiate che non sono un ingegnere, né un tecnico e quindi le mie
convinzioni sono dettate solo da una riflessione personale e che spero,
sinceramente di sbagliarmi. Vedremo cosa ci riserverà il futuro.
