Dovete sapere che quello di Venezia è stato il primo ad essere messo in atto, ma non con lo scopo di quelli di triste memoria. Si trattava solo di un luogo a disposizione degli ebrei come, per esempio, lo era la Riva degli Schiavoni, riservata agli slavi.
Il nome "ghetto" deriva da "getto", termine che a Venezia indicava le fonderie. Per paura degli incendi queste furono spostate nella terraferma e si diede il luogo agli ebrei.
Dopo il suddetto ponte dell'architetto Calatrava si passa davanti la stazione ferroviaria che conserva, malgrado qualche cambiamento, lo stile mussoliniano.
Sul lato sinistro della stazione si trova questa statua in bronzo, raffigurante l'Immacolata Vergine Maria, realizzata nel 1959 dallo scultore Francesco Scarabolla
I viaggiatori che escono dalla stazione si ritrovano immediatamente immersi a Venezia e vedono di fronte la chiesa di San Simeone piccolo di cui ho già parlato in altro post
Si prosegue lungo la Strada Nuova per arrivare al Ponte delle Guglie
Vista da ponte lungo il canale di Cannaregio sino al Ponte dei Tre Archi
Prima di arrivare sino al ponte dei tre Archi sulla destra trovate un sottoportico che bisogna prendere per arrivare al Ghetto. Sui muri del campo principale campeggiano delle piastre in bronzo con altorilievi a ricordo della Shoah. Sono opera dell'artista lituano Arbit Batlas
Alla prossima
MODI DI DIRE
L'ago e la peseta mantien la poareta
(L'ago e lo straccetto aiutano la poveretta)
L'abilità nel cucire e nel disbrigo delle faccende domestiche aiutano la donna povera a tirare avanti.

