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I MODI DI DIRE, PUBBLICATI IN CALCE AI POST RIGUARDANTI VENEZIA, SONO TRATTI DAL LIBRO "SENSA PELI SU LA LENGUA" DI GIANFRANCO SIEGA - ED. FILIPPI EDITORE VENEZIA O DA "CIO' ZIBALDONE VENEZIANO" DI GIUSEPPE CALO' - CORBO E FIORE EDITORI.
SPERO CHE GLI AUTORI APPREZZINO LA PUBBLICITA' GRATUITA E CHE IO NON SIA OBBLIGATO A SOSPENDERNE LA PUBLICAZIONE.
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domenica 30 settembre 2018

VENEZIA

Questo post è in parte un po' personale perché ci troviamo tra Campo San Giacomo dell'Orio e San Stae, in corte dei Mercanti.
La porta al 1825A è quella della casa dove sono nato nel lontano 24 dicembre 1942. Venezia era stata comunque risparmiata dai bombardamenti, ma quando è stata la volta di Marghera, ho avuto il tempo di avere su di me l'intonaco del soffitto della mia camera. Per fortuna che mia madre si era sdraiata su di me ed è lei che ha preso tutto sulla schiena.



Nella corte c'è un capitello con questa meravigliosa Madonna con bambino che quasi nessuno conosce. E' la corte dove sino ai nove anni ho giocato con i miei amici a tutti i giochi collettivi compreso la guerra contro i vicini di rione. Naturalmente non sanguinosa, solo qualche contusione. Ci costruivamo delle spade con lame di legno ed elsa di latta. A quel tempo non c'erano televisione, giochi elettronici, portatili o qualsiasi altra cosa elettronica.




Se volete saperne di più, andate qui :


Per la foto seguente devo raccontarvi una storia vissuta. Il balcone che si vede al centro della foto è quello del salone della casa suddetta. Sulla tavola centrale troneggiava un'alzata in vetro di Murano con dentro della frutta. Ho preso il tutto, sono uscito sul balcone e l'ho gettato nel canale. La frutta galleggiava, ma l'alzata non è più stata ripescata. Lascio a voi pensare alle conseguenze.



Qui sotto ci troviamo tra la mia vecchia casa ed il campo San Giacomo dell'Orio. Nel negozio che si vede alla base del ponte c'era una volta un ferramenta che vendeva, oltre alle normali cose, dei bei leoni in bronzo (ne ho uno) o delle placche per campanelli nello stesso materiale od in rame. Ma questo era una volta, oggi solo ricordi di oggetti costruiti non si sa dove ed i leoni sono in plastica color argento, oro e bronzo.





Visto che eravamo un po' stanchi, dopo 30 chilometri a piedi, accumulati nei vari giorni ci siamo permessi  di prendere il vaporetto per scendere alla fermata di Sant'Angelo, attraversando il bellissimo campiello dove una volta c'era la sede ACTV.





Da campo Sant'Angelo si nota la pendenza (inferiore comunque alla torre di Pisa) del campanile della chiesa di Santo Stefano.





MODI DI DIRE

Aver el tesoro de Samarco
(Avere il tesoro di San Marco)



Sta ad indicare una ricchezza tale da superare ogni immaginazione: il tesoro di San Marco, continuamente accresciuto da doni preziosi di potenze straniere, dai ricchissimi lasciti di privati e dai bottini conquistati in guerra dalle navi veneziane, raggiunse nel 1500 la bella somma di due milioni di zecchini (il solo corno dogale era valutato 200.000 zecchini).
Una parte fu rubata (i ladri ritrovati venivano subito soppressi), una parte presa dai francesi (diciamo pure rubata) nel 1797, anche se il clero dell'epoca riuscì a nascondere buona parte del tesoro tutt'ora visibile in Basilica.