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I MODI DI DIRE, PUBBLICATI IN CALCE AI POST RIGUARDANTI VENEZIA, SONO TRATTI DAL LIBRO "SENSA PELI SU LA LENGUA" DI GIANFRANCO SIEGA - ED. FILIPPI EDITORE VENEZIA O DA "CIO' ZIBALDONE VENEZIANO" DI GIUSEPPE CALO' - CORBO E FIORE EDITORI.
SPERO CHE GLI AUTORI APPREZZINO LA PUBBLICITA' GRATUITA E CHE IO NON SIA OBBLIGATO A SOSPENDERNE LA PUBLICAZIONE.
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I MIEI AMICI LETTORI

sabato 23 gennaio 2021

78° DOGE - PIETRO LANDO (1539 - 1545)

 



Per il conclave tenuto dopo la morte di Andrea Gritti, si cercò, ancora una volta di limitare i brogli adottando delle nuove cautele. Un esempio : si impedì ai candidati di farsi pubblicità in strada o di andare a trovare qualcuno a casa  "per far pratiche, preghiere o brogli". Li si tenevano in pieno isolamento a Palazzo Ducale per evitare che potessero comunicare tra loro e prendere accordi per formare un gruppo (nota personale : a quel tempo non esisteva il Covid e scusate la battuta). Ma si finiva al limite per eleggere un candidato anziano, nella speranza di vederlo  morire al più presto ed avere quindi una nuova possibilità di essere eletti.
Dopo dodici scrutini si finì per eleggere Pietro Lando il 19 gennaio 1539, ed aveva quasi ottant'anni. Era nato verso il 1462 da Giovanni e Stella Foscari ed apparteneva alle "casate nuove" non essendo particolarmente ricco. Aveva fatto studi di filosofia e si diede poi al commercio marittimo in Oriente. Tornato a Venezia, si mise a fare l'avvocato, distinguendosi poi come podestà di diverse province dell'entroterra, in modo particolare a Padova, dove fece fare dei restauri all'università. Più volte ambasciatore di sovrani, si mise in evidenza specialmente come soldato al comando della flotta e delle truppe in Puglia; combattendo contro l'esercito pontificio a Faenza, fu fatto prigioniero nel 1509 e tornò libero solo dopo tre anni.
Diventò procuratore molto tardi e dopo cinque anni divenne doge.
Il giorno dell'elezione nevicava su Venezia e le cerimonie dell'incoronazione furono rinviate al giorno dopo, festa di San Sebastiano, al quale il doge era molto devoto tanto che, ogni 20 gennaio, interveniva con la Signoria alle funzioni celebrate nella chiesa a lui dedicata. Un po' bigotto e vedovo aveva due figli, vecchio e malato tirò avanti più del previsto restando doge per più di sei anni, senza grande personalità.
Non essendo bellicoso si dette da fare per mettere fine alla guerra contro i Turchi e, con precise disposizioni, fu incaricato delle trattative il bailo Alvise Badoer. Pur di concludere, si rinunciò a Nauplia e Malvasia nel Peloponneso e per avere la pace si arrivò a tradire le aspettative dell'Alleanza con infamia per Venezia che si attirò le ingiurie da mezza Europa. Venezia venne definita dagli Spagnoli l'amancebada (concubina) del Turco.
Fin dall'inizio, però, qualcosa non funzionò perché sembrava che i Turchi fossero a conoscenza delle disposizioni date al bailo e voleva quindi dire che in Senato c'era stata "qualche talpa". Furono quindi nominati degli inquisitori sulla "Propagation dei Segreti". Una sorta di controspioni che furono soprannominati i "babai" (plurale di babau - diavolo). Ancora oggi, a Venezia, per calmare i bambini gli si dice "Stai buono o chiamo il babau". Diciamo che costituirono la C.I.A. veneziana, indagando e scrutando attraverso una fitta rete di spie. Prenderanno poi il nome di "Inquisitori di  Stato".
Nel frattempo la carestia aveva fatto nuovamente la sua comparsa sulla laguna e nel dicembre del 1539 ci furono dei tumulti al Fonteghetto della Farina. Molti abitanti delle isole confluirono sulla città come mendicanti e bisognava sbloccare la situazione commerciale. Quindi Venezia respinse le sollecitazioni per continuare la guerra e si dichiarò neutrale.
Lo spirito bigotto del doge divenne influete e Venezia si orientò verso un periodo di moralità. Le cortigiane entrarono in crisi visto che, prese di mira dalle leggi suntuarie, vennero costrette a non poter portare addosso oro, argento, perle, orecchini e vesti di seta, il tutto per non essere confuse con le autentiche nobildonne.
Il doge fu certamente influenzato anche da Monsignor della Casa (nunzio pontificio) inviato a Venezia sin dal 1544 per combattere l'eresia. Venne bloccato subito dal Senato che proclamò non esistere alcuna eresia.
In compenso si continuò l'abbellimento della città con il Sansovino creatore della "Loggetta" di fronte al Palazzo Ducale (i nobili vi si davano appuntamento e sostavano prima di recarsi in Consiglio) la "Libreria", raffinata opera più di scultore che di architetto e la costruzione della Zecca.
Pietro Lando, negli ultimi tempi fu più o meno cosciente di intendere e di volere, diremmo quasi rimbambito, e non si presentava neanche ai vari Consigli. Si avanzò l'idea di deporlo, ma poi non se ne fece nulla.
Proprio per rendere più attiva la partecipazione del doge agli avvenimenti impellenti della città, dopo la sua morte, i Correttori della Promissione ducale introdussero l'obbligo del doge di conferire almeno due volte al mese con i Savi delle Acque sulle condizioni e sui problemi della laguna, visto che la situazione in questo campo si era fatta preoccupante;
Morì il 9 novembre 1545 e fu sepolto nella chiesa di S. Antonio di Castello. Le sue spoglie andarono disperse dopo la demolizione della chiesa;

Se avete ancora voglia di leggere eccovi i :

MODI DI DIRE

Chi vol va, chi no vol manda
(Chi vuole va, chi non vuole manda)

Oggi, in italiano, si dice " Chi vuole va, chi non vuole telefona o scrive" o, ancora più moderno, "... invia un SMS o una mail" (lol).

6 commenti:

  1. Un bel racconto su questo Doge che mi sembra morigerato in tutto .
    Certo che diventare Doge verso gli 80 anni...Ed è morto a 86 ?
    Vabbè , noi ne abbiamo uno che , malgrado l'età non demorde , sempre presente .
    Buona giornata . Laura

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    1. Grazie Laura, si, ha durato sei anni, malgrado la sua debole salute, a scapito di quelli che volevano morisse prima. Penso di sapere a chi alludi, ma lo vedemo a parte alla prossima gmail. Buon proseguimento di settimana.

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  2. Ciao Elio sempre interessanti i tuoi post riguardanti la Storia dei Dogi. Questo è un bel racconto, peccato che sia stato Doge per così poco tempo, solo 6 anni ! Un saluto e buon proseguimento di settimana

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    1. Sono stati molto rari i dogi che hanno governato per più di 10 anni. Grazie per la visita e l'apprezzamento. A presto.

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  3. Buon pomeriggio Elio, spero che tu stia bene. Grazie mille per avermi avvertito dei problemi di sicurezza del mio blog. Come hai notato bene, non sono più spesso su blogspot e non pubblico quasi mai nulla. Ho seguito i tuoi consigli proprio pochi minuti fa e ti ringrazio per la tua gentilezza e l'avvertimento.Tanti cari saluti dal Belgio. Sta bene! Anni

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    1. Grazie, sono contento che il mio suggerimento ti sia servito. Mi vieni a trovare proprio nel momento in cui ho deciso di fare il mio ultimo post e di fare come te. Ne darò l'nnuncio alla fine del post che vado a pubblicare. Nulla vieta che io possa andare a trovare i miei follower. Un amichevole abbraccio.

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