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I MODI DI DIRE, PUBBLICATI IN CALCE AI POST RIGUARDANTI VENEZIA, SONO TRATTI DAL LIBRO "SENSA PELI SU LA LENGUA" DI GIANFRANCO SIEGA - ED. FILIPPI EDITORE VENEZIA O DA "CIO' ZIBALDONE VENEZIANO" DI GIUSEPPE CALO' - CORBO E FIORE EDITORI.
SPERO CHE GLI AUTORI APPREZZINO LA PUBBLICITA' GRATUITA E CHE IO NON SIA OBBLIGATO A SOSPENDERNE LA PUBLICAZIONE.
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giovedì 13 ottobre 2016

CASTELLO DI MONTSEGUR




Questo è un post un po’ lungo, come saranno quelli che riguarderanno i catari, ma spero che vorrete veramente arrivare alla fine della lettura.

Il castello di Montségur, costruito nel 1206, è un castello qualificato di « cataro ». In realtà, questo castello fu costruito sul posto dell’antico villaggio fortificato, rasato a zero. Sino al 1244 costituì il luogo di resistenza dei catari. L’aspetto architetturale dimostra comunque che l’attuale castello fu concepito sulla base della “canna inese » che fu introdotta molto dopo e questo dimostra che il complesso fu parzialmente ricostruito, dopo che i catari si erano arresi nel 1244, dal nuovo signore del luogo, Guy II de Lévis.
Il castello è situato nel comune di Montségur nel dipartimento dell’Ariège nel sud della Francia. Si trova sulla punta culminante della montagna che domina il villaggio, a 1.207 metri di altezza.
Il castello ha conosciuto tre epoche maggiori nel corso delle quali la forterezza si è trasformata poco a poco.
Una prima fortezza, segnalata già nel XII secolo, fu eretta in cima alla montagna (cima chiamata anche « pog » dal latino « podium » per indicare la montagna in forma di pan di zucchero di Montségur.
Si sa poche cose di questa fortezza che inoltre era già in rovina nel 1204 e sulla quale fu costruito il villaggio fortificato dei catari sulle direttive di Raymond de Péreille. Gli fu dato il nome di Montségur II.

Il dispositivo difensivo di questa fortezza era differente da quello che si conosce attualmente. Il Castrum comprendeva la dimora fortificata del signore, proprietario. Il castellum (o castel in occitano) fu, senza dubbio, restaurato dalla dinastia dei Levis in modo da dare l’attuale fortezza. Il villaggio cataro dell’epoca era circondato da un muro di cinta fortificato ed a fianco della strada attuale erano stati eretti tre muri di difesa, il primo dei quali si trovava sul  luogo dell’attuale biglietteria. Dall’altra parte del « pog » a circa 800 metri si trovava una torre di guardia sopra uno strapiombo di 80 metri. All’interno della fortezza si trovava un villaggio del quale resta solo qualche terrazza al nord-ovest del castello. Su queste ultime si trovano le fondazioni di molte abitazioni, delle scale comunicanti tra le terrazze, una cisterna ed un silo.
Montségur ospitò una comunità catara molto importante. Nel 1215, il concilio del Laterano cita la forterezza come essendo un riparo di eretici. Nel 1229, il ruolo di Montségur come rifugio della Chiesa catara è confermato nel trattato di Meaux-Paris. A partire dal 1232, questo ruolo continua a rinforzarsi. Inoltre il castello cominciò ad accogliere i cavalieri faydits (cavalieri e signori del Languedoc spodestati delle loro terre dopo le crociate e impegnati nella resistenza occitana – trattato del 1229).
Nella prima metà del XIII secolo, la fortezza subì non meno di quattro assedi tra i quali uno solo arrivò al successo :
  • Guy de Montfort, fratello di Simone IV de Monfort fece un primo tentativo nel 1212.
  • Simon IV de Monfort condusse il secondo  nel 1213.
  • Nel luglio 1241, Raymond VII de Toulouse, con l’ordine di Luigi IX, cominciò un assedio che sospese senza dare neanche un assalto.
  • L’ultimo fu l’opera di Hugues des Arcis, capitano di giustizia di Carcassonne.
Questo ultimo assedio era dovuto al fatto che nel 1242 a Avignonet una sessantina di uomini (facenti parte della guarnigione di Montségur) massacrarono qualche inquisitore. Il capitano di giustizia di Carcassonne e l’arcivescovo di Narbonne (Pierre Amiel) furono incaricati, da parte di Blanche de Castille e di Luigi IX, di assediare la fortezza . Nel maggio del 1243 i crociati  (circa 6.000 uomini) circondarono Montségur.
L’equilibrio delle forze si equivalse sino al Natale 1243 quando un pugno di « alpinisti »arrivò a scalare la torre di guardia con una audace scalata. Da quel momento gli assediati si trovarono in difficoltà ed un mese più tardi , forse anche con un tradimento locale, la cittadella capitolò.


Il primo marzo del 1244 si negoziò la resa ed i termini furono i seguenti :
  • La vita dei soldati e dei laici sarebbe risparmiata.
  • I catari che avessero rinnegato la loro fede sarebbero salvati.
  • Una tregua di quindici giorni era accordata ai catari che volessero prepararsi a ricevere i sacramenti.
Il 16 marzo tutti i catari che rifiutarono di rinnegare la loro fede morirono sul rogo installato per poco più di 200 suppliziati, tra i quali la moglie, la figlia e la suocera di Raymond de Péreille. Furono 220 persone di ogni sesso ed età che morirono nel fuoco, tra i quali dei soldati che non avevano voluto abbandonarli. Sembra che alcuni dei giustiziati cantassero avviandosi al rogo. Sui 220 suppliziati ne sono stati identificati 64 e vi risparmio l’elenco dei nomi.
In seguito una stele fu eretta dalla "Società del ricordo e degli studi catari".
Seguì poi il degrado di questo meraviglioso castello cataro.

ALCUNE FOTO NON MIE (grazie Internet)





Nei prossimi post sull'argomento vi giuro che le foto saranno le mie. Un abbraccio a tutti voi.

16 commenti:

  1. Un post molto interessante!
    Saluti a presto.

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    1. Grazie, ne ho ancora un paio di riserva e poi ricomincerò con i dogi. Buon fine settimana.

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  2. Ciao Elio! Attendo anche gli altri bellissimi post allora, sempre un piacere passare a trovarti!!
    Buon pomeriggio!

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    1. Ciao Lory, grazie di essere venuta a trovarmi. Gli altri post li sto preparando poco a poco ed è per questo che li intervallo con qualche cosa di più semplice. Buon fine settimana.

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  3. Caro Elio, non so come dirti, ma sei veramente in gamba!!! questi post scritto con cura e dettagliati con tutti i particolari, non posso fare ha meno di dirti! Bravo!!!
    Ciao e buona serata, con un abbraccio e un sorriso:) sorridendo fa bene!
    Tomaso

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    1. Tomaso, ricambio il saluto e spero che ritroveremo la salute tutti e due. Un amichevole abbraccio.
      PS - Avrei voluto essere a Treviso l'anno prossimo, ma devo vedere come va la mia spalla ed inoltre, ad aprile, vado a trovare la famiglia a Mestre (VE) e non posso rinviare per combinare le due cose.

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  4. ¡Hola Elio!!!

    Tanto tiempo sin pasar a visitarte, he estado ausente del blog un tiempo, mas ahora ya estoy colgando algunas entradas.

    Es muy interesante esta presentación del monte tan alto con los restos arqueológicos de ese gran Castillo y fortaleza Montségur, muy bien conservado a pesar do la antigüedad, las fotos hablan por si solas. Es curioso que antiguamente, castillos o monasterios los construyeran sobre los cerros más altos de la tierra.

    Ha sido un placer pasar a leerte.
    Te dejo mi gratitud y mi estima.
    Un abrazo y ten un feliz fin de semana.

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    1. Grazie Marina della visita e del complimento. Ognuno di noi ha dei momenti nei quali si allontana dal blog. Io per esempio sonto stato qualche settimana senza visitare gli altri blog a causa di un banale incidente nel quale mi sono rotto la spalla destra. Il problema non è ancora risolto ma ora posso usare la tastiera con le due mani.
      A quel tempo i castelli venivano costruiti in altitudine perché si poteva difenderli meglio, solo che, poi, i nemici lo assediavano impedendo qualsiasi fornitura di cibo e, una volta terminati i viveri, gli abitanti erano obbligati ad arrendersi. Buona domenica.

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  5. Un chateau plein d'Histoire!
    Très belles photos.
    Bon weekend.

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    1. Ciao Elisabete, grazie della visita ed a presto. Buona domenica.

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  6. Ciao Elio anche oggi ho appreso un pezzo di storia che non conoscevo e che fa riflettere sulle atrocità commesse in qui tempi
    un caro saluto
    Tiziano

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    1. Certo Tiziano, la barbarie non è solo appannaggio della nostra era. Un amichevole abbraccio. Se posso verrò a Treviso, ma non lo garantisco.

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  7. on passe souvent dans la région du canal de midi et de carcassonne.. mais
    ton billet me fait envie de visiter ce château! ahhh les cathares!!
    bises au deux... et ton épaule???

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    1. Elfi, ne ho ancora di riserva su altri castelli. Normalmente quando si decide di visitarli se ne raggruppano due o tre (i principali). Naturalmente se decidete di farli l'anno prossimo saremo lieti di rivedervi tutti quattro e comincio a pensare al menu. Per la spalla si deciderà tra il 20 ed il 27 ottobre. Serie di esami e poi definitiva risposta del chirurgo. Un abbraccio.

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  8. Mio marito, che ama la storia, mi aveva contato del Castello di Montsegur, così col tuo interessante articolo, rinforzo la mia conoscenza sul tema! Grazie! Abbraccio Elio.

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