AVVISO AI MIEI VISITATORI


°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°
QUESTO BLOG NON E' CREATO A SCOPO DI LUCRO
°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°
PRECISO INOLTRE CHE CONTATTERO' SOLO VIA BLOG NON DESIDERANDO UTILIZZARE FACEBOOK O TWITTER
°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°
I MODI DI DIRE, PUBBLICATI IN CALCE AI POST RIGUARDANTI VENEZIA, SONO TRATTI DAL LIBRO "SENSA PELI SU LA LENGUA" DI GIANFRANCO SIEGA - ED. FILIPPI EDITORE VENEZIA O DA "CIO' ZIBALDONE VENEZIANO" DI GIUSEPPE CALO' - CORBO E FIORE EDITORI.
SPERO CHE GLI AUTORI APPREZZINO LA PUBBLICITA' GRATUITA E CHE IO NON SIA OBBLIGATO A SOSPENDERNE LA PUBLICAZIONE.
°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°

I MIEI AMICI LETTORI

giovedì 30 aprile 2015

11° DOGE - GIUSTINIANO PARTECIPAZIO (827-829)


Morto Agnello, non ci fu bisogno di elezione perché il figlio Giustiniano restò solo sul trono. Era già vecchio e noterete già dalle date nel titolo regnò solo tre anni.
Durante il suo dogado avvennero però cose importanti. Sul piano politico-militare l'imperatore d'Oriente chiese aiuto a Venezia contro i Saraceni che si trovavano in Sicilia, riconoscendo quindi la forza marittima di questa repubblica. Con l'aiuto dei greci la flotta veneziana liberò Siracusa costingendo i Saraceni a ritirarsi sulle montagne e questo aumentò naturalmente il suo prestigio. Altro avvenimento importante fu il contrasto tra i patriarchi di Aquileia e Grado per la supremazia sui vescovi dell'Istria. Il re franco Lotario per umiliare i veneziani riconobbe la supremazia di Aquileia e questo portò ad aspri rancori tra le due Chiese.
Altro avvenimento importante fu la traslazione del corpo di San Marco da Alessandria d'Egitto a Venezia. La leggenda dice che mentre Marco (vescovo di Alessandria d'Egitto) si apprestava ad arrivare ad Aquileia, fece naufragio a Rialto. Gli apparve un'angelo che gli disse : "Pax tibi Marce, evangelista meus", frase del resto riportata sul libro che si trova sotto la zampa del leone alato. L'angelo aggiunse anche "Qui riposerà il tuo corpo" e quindi i veneziani vollero trasportare la salma nella loro città prendendola da Alessandria d'Egitto dove Marco era stato sepolto. Giustiniano incaricò della bisogna due mercanti i quali, dopo aver corrotto dei monaci di guardia, escogitarono uno stratagemma per evitare il controllo della dogana gestita dai Saraceni. Misero il corpo dentro un grande paniere e lo ricoprirono prima di erba e dopo di carne di maiale in modo che per il ribrezzo i gabellieri  mussulmani non osarono controllare il contenuto. Il 31 gennaio dell'828 la nave che trasportava il corpo di San Marco approdò a Venezia ed il Santo venne in un primo momento posto nella chiesa di San Teodoro (primo patrono di Venezia). A questo punto si doveva decidere quale dei due dovesse essere riconosciuto come tale ed il popolo decise per San Marco e per il suo simbolo : il leone alato che sin dal 300 era il simbolo e l'insegna della Civitas Venetiarum.
Giustiniano ritenne di essere troppo vecchio per portare a termine la costruzione di una chiesa degna di tale patrono e quindi dettò il suo testamento, richiamò il fratello Giovanni da Costantinopoli e lo nomina coreggente imponendo a lui ed alle donne della famiglia l'onere di costruire la chiesa di San Marco inglobando l'oratorio di San Teodoro. Muore nell'829.

PS - La statua che si trova sulla colonna di destra (guardando dalla piazzetta il bacino di San Marco) non rappresenta San Giorgio che uccide il drago, come molti credono, ma San Todaro, quindi il San Teodoro nominato più sopra.

MODI DI DIRE

Ti xe un tàngaro
(Sei un rustico)

Effettivamente il tàngaro è una persona grossolana, rustica e dai modi villani.
Invitato a pranzo da un signorotto,un contadino maleducato e villano si sedette subito a capotavola e, mentre un servo gli faceva notare che il capotavola era il posto del padrone di casa, questi lo interruppe dicendo: "Stia pure seduto dov'è; tanto il capotavola è sempre lì dove mi siedo io !". Penso però che anche il signorotto si sia comportato da tàngaro.

8 commenti:

  1. Ciao Elio, sono passato per augurarti un buon primo maggio!
    Tomaso

    RispondiElimina
  2. Ciao Tomaso vedo con piacere che i veri amici si ricordano di me malgrado per un certo periodo io sia stato impossibilitato a visitarli. Da domani ricomincio, ma dopo il 15 maggio avrò ancora una serie di visite ed il 2 giugno sarò operato, quindi un altro periodo di impossibilità da parte mia di contattare tutti quanti. Buona domenica.

    RispondiElimina
  3. Ciao Elio mi dispiace che tu debba sottoporti ad un intervento. In bocca al lupo!!!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie Erika, non preoccuparti, l'intervento è semplice anche se riguarda il cuore. Crepi il lupo.

      Elimina
  4. Ciao Elio ! Che bella storia . L'ho letta con vero piacere . Da te si impara di tutto , grazie .
    Buona domenica Laura A.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie Laura e buona settimana.

      Elimina
  5. Amigo vengo desearte un feliz domingo.saludos.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie, spero che anche tu abbia passato una buona domenica e, in ogni caso, buona settimana.

      Elimina